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NORMATIVA

Architetti: dalla Conferenza Nazionale le proposte per rilanciare la professione

di Rossella Calabrese

Gli Ordini riuniti a Roma per discutere di rigenerazione urbana, concorsi di progettazione e qualificazione professionale

Vedi Aggiornamento del 18/03/2011
22/01/2010 – Si terrà oggi a Roma, presso il Grand Hotel de la Minerve, la prima Conferenza nazionale degli Ordini degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori del 2010, incentrata sul tema “Misure per il rilancio dell’economia e della professione. Le proposte degli architetti italiani”.

I lavori della mattinata saranno aperti dalla relazione generale del presidente del CNAPPC Massimo Gallione, che sarà seguita da due approfondimenti tematici:
- proposte di piani di intervento a sostegno delle trasformazioni e rigenerazioni urbane e sulla sicurezza dell’abitare;
- proposte di revisione del sistema degli appalti pubblici in merito ai criteri di assegnazione degli incarichi professionali, ivi compresi i concorsi e corrispettivi professionali.
 
Nel pomeriggio sarà illustrato il terzo approfondimento tematico dedicato a formazione e qualificazione professionale, rapporti con l’Università e formazione permanente.
 
I temi della Conferenza nazionale
Riguardo al primo tema, il Cnappc premette che i “ Piani Casa ” regionali sono “l’antitesi della pianificazione, e cioè leggi speciali di natura economica con le quali i legislatori regionali tentano, per la verità fino ad oggi con risultati fallimentari, di dare risposte urgenti ed efficaci alla domanda di sostegno proveniente dall’intero settore economico che ruota intorno all’edilizia”. Tutti i “piani casa” – continua il Cnappc – tentano di giustificare l’eresia pianificatoria che li caratterizza affiancando alle finalità della politica economica, altre finalità concorrenti che vanno dal miglioramento della qualità abitativa, alla promozione della bioedilizia e del risparmio energetico.
 
Alla Politica il Cnappc chiede di avere il coraggio di effettuare un radicale cambio di indirizzo nel governo del territorio. 120 milioni di vani testimoniano che è abbondantemente soddisfatto lo standard abitativo medio pro-capite; di conseguenza sono del tutto ingiustificate ulteriori espansioni edilizie e relativo consumo del territorio. I circa 90 milioni di vani delle periferie, costruiti dal dopoguerra ad oggi, sono per tre quarti privi di adeguate capacità antisismiche; inoltre, moltissimi fabbricati sono costruiti abusivamente in ambiti ad elevato rischio idrogeologico, mentre quasi tutto il patrimonio edilizio è abbondantemente oltre la soglia minima di efficienza energetica di una abitazione europea.
 
È quindi necessario un piano casa pluridecennale che affronti queste tre emergenze (antisismica, idrogeologica e della sostenibilità energetica), e che trasformi le periferie degradate in brani di “ecocittà”, con una visione a grande scala, da programmare attraverso master-plan di “rinnovo urbano”. In definitiva, il Piano Casa dovrebbe rappresentare una forma di risarcimento per i guasti di mezzo secolo di massacro del territorio attraverso una politica organica di trasformazione di periferie degradate in tessuto urbano di qualità, dotato di adeguati servizi e luoghi di relazione, occasione di una socialità più intensa.
 
Gli strumenti attuativi dei processi di rinnovamento delle periferie urbane proposti dal Cnappc sono:
1. Legge nazionale di principi per il governo del territorio e Legge quadro in materia di valorizzazione della qualità urbanistica e architettonica;
2. Master-plan di “rinnovo urbano delle periferie” da attuarsi per ambiti organici (quartieri / isolati);
3. Accordi pubblico-privati;
4. Attuazione degli accordi pubblico-privati mediante la perequazione urbanistica – crediti edilizi – compensazione urbanistica;
5. Fiscalità urbanistica e fondi pubblici di rotazione.
 
 
Sul tema dei criteri di aggiudicazione delle gare per servizi di architettura e ingegneria , il Cnappc rileva che le pubbliche amministrazioni utilizzano normalmente il criterio del prezzo più basso o dell’offerta economicamente più vantaggiosa, nella quale la rilevanza data al prezzo è superiore rispetto agli altri elementi. Tale meccanismo ha dato il via al fenomeno dei ribassi “selvaggi”.
 
È quindi indispensabile una sostanziale revisione del Codice Appalti che, sempre più, considera la realizzazione di opere pubbliche un processo meramente mercantile, anziché un fenomeno anzitutto sociale e culturale incentrato su innovazione e qualità.
 
Come azione immediata sono necessarie misure di semplificazione degli atti, procedure e norme, assegnando ad ognuno degli attori delle trasformazioni pubbliche del territorio (pubblica amministrazione, progettista, impresa) il proprio specifico ruolo, e cioè la programmazione dell’opera pubblica alla pubblica amministrazione, la progettazione ai progettisti e la realizzazione all’impresa.
 
Il Cnappc propone quindi di semplificare le procedure di gara, i requisiti di partecipazione, le procedure, i metodi e i criteri di valutazione e di promuovere il ricorso da parte delle pubbliche amministrazioni ai concorsi di progettazione e di idee.
© Riproduzione riservata

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