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NORMATIVA

Piano Casa, nel ‘Milleproroghe’ un emendamento per l’aumento volumetrico

di Paola Mammarella
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Percorsi regionali indipendenti dalle direttive centrali, Malan: la disposizione elimina le incertezze

Vedi Aggiornamento del 15/02/2010
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28/01/2010 – Aumento delle cubature e deroghe agli strumenti di pianificazione. È lo spirito del Piano Casa, confluito anche nell’emendamento al disegno di legge per la conversione del DL “Milleproroghe” 194/2009 , presentato dal relatore del PdL Lucio Malan.
 
Contenuto dell’emendamento : L’emendamento 6.0.3, che introduce nel disegno di legge l’articolo 6 bis, prevede che le leggi emanate in attuazione dell’intesa raggiunta il primo aprile 2009 in Conferenza Unificata, sull’atto concernente le misure per il rilancio dell’economia attraverso l’attività edilizia, possano prevedere interventi di trasformazione edilizia e territoriale.
 
Un obiettivo raggiungibile grazie a disposizioni aventi validità temporale definita, contenenti il riconoscimento di forme di incentivazione volumetrica e di semplificazione delle procedure, anche in deroga alle norme e agli strumenti urbanistici di pianificazione.
 
Secondo Malan l’emendamento mira a eliminare le incertezze e i dubbi interpretativi.
 
Panorama normativo attuale : In realtà, dopo il blocco del decreto governativo sul Piano Casa, tale interpretazione è stata ampiamente colta dalle Regioni, che hanno iniziato percorsi normativi autonomi per il varo di leggi regionali e delibere più o meno permissive.
 
Le Regioni nella maggior parte dei casi hanno già regolato la portata degli interventi di ampliamento volumetrico, demolizione e ricostruzione, studiati in chiave anticrisi, ma anche con attenzione alla tutela del territorio.
 
I testi di legge approvati contengono riferimenti espressi alle deroghe, giustificate dalla straordinarietà di disposizioni che grazie al proprio ruolo anticrisi e a una durata a termine possono prevalere sulle previsioni di regolamenti comunali, strumenti urbanistici e leggi regionali contrastanti.
 
La Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano, invece, hanno ignorato il suggerimento di porre un limite temporale alle misure di rilancio dell’edilizia. La legge regionale della Valle d’Aosta è stata infatti concepita senza un termine per la presentazione delle istanze. Diverso il caso della Delibera di Giunta Provinciale di Bolzano, dalla quale il limite è stato eliminato in seguito all’approvazione della L.P. 2/2010.
 
Mancano ancora all’appello Calabria e Sicilia, dove però le Commissioni Consiliari hanno già dato il via libera al disegno di legge regionale. La Provincia Autonoma di Trento, al contrario, ha dichiarato fin dall’inizio la propria volontà di non recepire l’accordo Stato – Regioni.
 
Le Regioni, data la competenza legislativa esclusiva in materia di edilizia e urbanistica, attribuita loro dalla Costituzione, hanno già dimostrato di agire indipendentemente dagli indirizzi centrali.
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