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AZIENDE

Alpewa per Villa Madrè: torna il passato, ritorna l’emozione

24/02/2010 - È stato il passato, o meglio la storia di un passato affascinante fatto tutto di cuore ed emozione, che ha ispirato al progettista il recupero di Villa Madrè.
 
L’originario proprietario di questa tenuta adagiata in un’area a forte valenza paesaggistica qual è quella del Parco di Rossore, era un appassionato di cavalli. Madrè era il nome della favorita: preferita e amata a tal punto da ribattezzare la dimora col suo nome. Prima della guerra la villa con le sue scuderie si sviluppava nel folto di una vegetazione lussureggiante con tutto il fascino delle dimore d’epoca intaccate dalla patina di una ricchezza tangibile ma non ridondante. I bombardamenti del secondo conflitto non sottrassero questo lembo di terra alla distruzione e Villa Madrè cadde colpita a morte dalle bombe nemiche.
 
Versò per anni in uno stato di totale abbandono, fino a quando – finalmente – la Soprintendenza decise di recuperare la sua memoria per permettere al passato una seconda vita.  I progetti non tardarono ad arrivare, ma furono tutti scartati in prima battuta perché mai del tutto rispettosi dell’area sottoposta a forti vincoli paesaggistici. Dopo svariate bocciature quello di Salvatore Re venne approvato; rispetto agli altri aveva dalla sua un forte rispetto per la preesistenza edificata e per il parco che la circondava. Venne quindi trovata nelle Condotte Immobiliari la committenza: essere la terza impresa italiana per importanza offriva le necessarie garanzie di riuscita.
 
L’idea progettuale
Villa Madrè è un progetto innovativo sviluppato nel pieno rispetto dell’originaria villa ottocentesca e del paesaggio tipico della campagna toscana. Il progetto prevede la realizzazione di un hotel di 135 camere, due fabbricati a destinazione turistico-alberghiera di 28 unità, un’area a servizi ed un parco pubblico attrezzato. Gli edifici, caratterizzati da forme lineari, privilegeranno l’ uso di materiali naturali come rame, vetro e legno . La struttura turistico-ricettiva per la sua ubicazione diviene una naturale porta d’accesso alla città di Pisa; da questo spazio fatto di prati, arbusti, pini marittimi, platani e lecci, in prossimità del Parco Naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli si possono traguardare le emergenze monumentali di Piazza dei Miracoli. L’intento dell’intervento è quello di rendere abitabile questo luogo senza alterarne i riusciti e felici equilibri semantici. Percorrendo l’Aurelia il prospetto in legno dell’albergo, la costruzione del residence rivestita in rame ossidato formeranno una quinta prospettica “che al tramonto – commenta il progettista – si colora di passione”.
 
Oggi il progetto è in uno step intemedio. La grandezza passata di Villa Madrè che rinasce in un hotel di lusso ha, come la dimora originaria, un fasto non esibito né chiassoso. Anche le vecchie scuderie che ospiteranno invece il residence, vedranno il recupero dei materiali originari: legno e pietra. E anche loro stempereranno il lusso in un recupero fatto di antichi sapori mai perduti. “Le due ali della struttura (dove erano alloggiate le scuderie) convergono verso la hall, dove originariamente c’era la casa padronale – spiega l’architetto Re -. Ma poiché questa a seguito dei bombardamenti non esisteva più, ho progettato il suo fantasma”. Un fantasma che altro non è che la hall in vetro: diafana, smaterializzata, mimetizzata nel verde della vegetazione. Surreale e terribilmente concreta nello stesso tempo.

La copertura di sedici metri che non ha un pilastro a sostenerla: sembra aleggiare nell’aria e restare sospesa nella natura. Quasi tra il passato che non c’è più e il presente che incombe.
Il progettista spiega che guardando il progetto si può restare sorpresi da quanto sembri elementare: “Poteva disegnarlo anche una bambina di tre anni. Ma in architettura sappiamo che il minimalismo sottende spesso il caos. C’è tutto un mondo nascosto dietro a quello che non si vede”.

L’installazione della facciata in Tecu® Oxid
Alpewa , in collaborazione con la Romano Donato Srl - azienda di Montevarchi (SI) specializzata nel settore della lattoneria edile e in particolare nella produzione e installazione di canali di gronda, pluviali e scossaline - per la facciata ventilata rivestita in Rame Tecu® Oxid che caratterizza l’intero complesso alberghiero ha sviluppato una soluzione estremamente veloce, versatile e di qualità. Si tratta, nel caso specifico, di una tecnica costruttiva che esula da quella tradizionale; la struttura è infatti stata applicata a secco, senza ricorrere a collanti quali cemento o similari che solitamente vengono adoperati per saldare la facciata alla parete della costruzione.
 
L’architetto Re ha scelto il Tecu ® Oxid - di produzione KME - per trasmettere un aspetto naturale alla costruzione; nelle sue intenzioni e nel rispetto del valore storico dell’originaria dimora, la struttura progettata avrebbe dovuto sembrare esser sempre stata lì. Il Tecu® Oxid in questo è formidabile: possiede infatti tutte le qualità estetiche che ci si aspetta da una superficie ossidata bruno opaca e, grazie al contatto con le intemperie e al processo di ossidazione, questa tonalità evolve nel tempo, integrandosi perfettamente con l’intorno.
 
Nel processo di produzione, le strisce di rame vengono preossidate su entrambi i lati con uno speciale trattamento industriale, studiato per simulare anni di esposizione agli agenti atmosferici. La specifica tecnologia di fabbricazione impiegata per questo materiale determina la formazione di sfumature di marrone più chiare e più scure, tuttavia queste tendono a scomparire con il tempo, a causa del processo di ossidazione. La superficie marrone opaco si scurisce, e infine tende all’antracite. Sulle superfici inclinate viene a formarsi il verde patina, tipico del rame, in seguito al contatto con l’umidità nell’aria, e con le sostanze che quest’ultima contiene.
 
I lavori di realizzazione della sottostruttura e di posa in opera della facciata ventilata (per un totale di 1.000 m2) sono durati due mesi lavorativi. Si tratta della facciata ventilata Montana realizzata con una sottostruttura composta da pannello Montawall® MK 80/500, isolante tipo Isover Cladisol 120, profilo ad omega in acciaio zincato per la camera di ventilazione da 6 cm e pannello tipo Swiss Panel® SP 30/221 .
 
Il sistema di sottostruttura ventilata è stato prima ancorato alla struttura esistente in cemento armato e metallo, quindi è stato posato in opera il rivestimento di facciata in rame Tecu® Oxid dello spessore 7/10 con la tecnica delle grandi scaglie, rettangolari, di diversa lunghezza - 0,50, 1,00 e 1,50 m - a correre su tutta la lunghezza delle facciate. Particolare attenzione è stata posta per i raccordi agli angoli delle finestre, i raccordi agli angoli fra le pareti del fabbricato e le varie chiusure tra copertura e parete.
 
La ditta Romano Donato - che opera lungo tutto il territorio nazionale avendo già realizzato opere in Lazio, Umbria, Marche, Emilia Romagna e Sardegna - interamente nella sua azienda ha realizzato i frangisole in rame Tecu® Oxid dello spessore 7/10 e le relative sottostrutture in metallo. Il profilo del frangisole fisso - con una profondità di 14 cm - è stato ideato con fissaggio nascosto, creando così una rifinitura lineare decisamente accattivante dal punto di vista estetico.
 
Una menzione particolare va fatta al soddisfacimento delle richieste da parte della Regione Toscana , molto rigida in merito ai requisiti di abbattimento acustico, resistenza al vento e certificazione in classe Zero di resistenza la fuoco. In ottemperanza a quanto espressamente richiesto, l a struttura in rame di Alpewa ha risposto in maniera ottimale alle rigide qualità richieste in merito alla sicurezza, dimostrando ancora una volta che quando l’estetica sposa la tecnica il risultato non solo è destinato a durare nel tempo con limitati interventi di manutenzione, ma si configura fin da subito come la migliore espressione architettonica che il progettista può scegliere.


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Alpewa Srl – Bolzano, Brescia, Kirchbichl (A)
Divisione Coperture e Facciate
Bolzano - Via Negrelli, 23 – 39100
Tel. +39 0471 065252 - Fax +39 0471 065253

Brescia - Via Campagna Sopra, 20/E
25017 Lonato del Garda (BS)
Tel. +39 030 2061781 - Fax +39 030 2061782
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