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Triennale Design Museum: 'Quali cose siamo'

La 'Terza Interpretazione' apre al pubblico il prossimo 27 marzo

Vedi Aggiornamento del 30/07/2010
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01/02/2010 - Dopo aver risposto alla domanda Che Cosa è il Design Italiano? con Le Sette Ossessioni del Design Italiano e Serie Fuori Serie, Triennale Design Museum dal 27 marzo 2010 presenta una nuova interpretazione del design italiano dal titolo Quali cose siamo.

Triennale Design Museum conferma così la sua natura di museo dinamico, in grado di rinnovarsi continuamente e di offrire al visitatore sguardi, punti di vista e percorsi inediti e diversificati. Un museo emozionale e coinvolgente. Un organismo vivo e mutante, capace di mettersi in discussione, smentirsi, interrogarsi.

Triennale Design Museum è diretto da Silvana Annicchiarico e ha la cura scientifica di Alessandro Mendini.

L'ipotesi curatoriale alla base della terza interpretazione di Triennale Design Museum è che in Italia esista un grande e infinito mondo parallelo a quello del design istituzionale, un design invisibile e non ortodosso.

Il punto di osservazione si sposta sulla storia e sulle storie che scaturiscono dai singoli oggetti che, messi uno accanto all'altro, creano una rete di relazioni e rimandi, un paesaggio multiforme capace di provocare squilibri e spiazzamenti, ma ricco di emozione e spettacolarità.

Una selezione di opere dei Maestri, di artisti, di giovani designer entra in dialogo con oggetti inaspettati che, di primo acchito, non sembrano “fare sistema” ma, in realtà, non sono quello che sembrano. Se guardati attraverso nuovi punti di vista, mostrano una complessa matrice progettuale, forniscono un’ulteriore, inedita, testimonianza della creatività italiana e contribuiscono a definire in altro modo la nostra identità e l’essenza del design italiano.

Il museo “mette in scena” il design italiano rinnovando non solo il tema-chiave e l’ordinamento scientifico, ma anche l’allestimento che, per questa interpretazione, è affidato al francese Pierre Charpin.

Afferma Silvana Annicchiarico: ”Nella prima interpretazione abbiamo accostato lo sguardo barocco di Peter Greenaway con quello eclettico di Italo Rota e quello radicale di Andrea Branzi.
Nella seconda interpretazione abbiamo fatto dialogare la classicità, il rigore, e la chiarezza razionalista di Antonio Citterio con la scientificità e la didatticità di Andrea Branzi.
Ora mettiamo in cortocircuito il minimalismo poetico e concettuale di Pierre Charpin, con il puntiglioso e sorprendente enciclopedismo di Alessandro Mendini e con la sua sterminata e proteiforme passione per tutte le forme della cultura materiale.

L’obiettivo, è ancora una volta, quello di sorprendere e di rivelare.
Di fare del Museo un luogo inatteso.

Di offrire al visitatore – tanto allo specialista che all’appassionato – un percorso che lo porti a rivedere certezze e luoghi comuni e che ci induca, ancora una volta, a ragionare su come le cose contribuiscono a farci essere quello che siamo”.

Triennale Design Museum
Inaugurato nel dicembre 2007, Triennale Design Museum ha una collezione permanente (composta dalla Collezione Permanente del Design Italiano, dai disegni di Alessandro Mendini, dalla Collezione di Giovanni Sacchi e dalla collezione di Alessandro Pedretti) ma è anche a capo di una vasta rete di “giacimenti” presenti sul territorio italiano (collezioni private, musei d’impresa, raccolte specializzate e piccoli musei tematici) con cui ha stabilito uno stretto rapporto di collaborazione.

Il Laboratorio di Restauro del Triennale Design Museum è un centro dedicato alla “memoria della modernità”, ma anche alla sperimentazione di nuove tecnologie. Il Laboratorio ha come missione principale quella di attivare un’azione di ricerca e indagine sulla scienza dei materiali in funzione di un’operazione di prevenzione, conservazione e restauro. Il museo opera in stretta collaborazione con il Politecnico di Milano, dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica, che fornisce un supporto sulla diagnostica e l’indagine della scienza dei materiali.

All’interno del museo sono presenti due spazi permanenti: il Teatro Agorà, progettato da Italo Rota, e il CreativeSet, progettato da Antonio Citterio.

Nel primo, interamente realizzato in legno, si svolgono eventi, conferenze, e performance. Nel secondo, destinato a mostre temporanee ed eventi, continuerà, per il secondo anno, il ciclo MINI&Triennale CreativeSet dedicato alla promozione e valorizzazione del nuovo design italiano contemporaneo.

Tutta l’attività di Triennale Design Museum è supportata da Electa, editore ufficiale del museo.


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