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LAVORI PUBBLICI

Appalti, la qualità prevale sul prezzo

di Paola Mammarella

Col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa legittime le valutazioni economiche non implicanti squilibri

Vedi Aggiornamento del 13/12/2011
24/02/2010 – Privilegiare la qualità invece di formule più orientate al prezzo negli appalti da aggiudicare all’offerta migliore. È l’orientamento del Tar Piemonte , che con la sentenza 3718/2009 , depositata il 21 dicembre scorso, ha messo un freno alle valutazioni basate sulla componente economica.
 
Il Tribunale Amministrativo ha chiarito che il fattore prezzo non deve mai essere preso in considerazione a discapito della qualità dell’offerta.
 
Di conseguenza è stato bocciato un disciplinare di gara che nonostante avesse scelto per l’aggiudicazione il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, scartando quindi il massimo ribasso, era stato articolato in 40 punti per l’aspetto economico e 60 per quello qualitativo, dando quindi maggiore peso al prezzo.
 
Per la formazione della graduatoria il disciplinare proponeva inoltre una formula aritmetica composta dal ribasso offerto dalla concorrente moltiplicato per 40 e diviso per il massimo ribasso. Una modalità contestata perché a fronte di differenze minime nel ribasso offerto provocava un ampio divario nei punteggi ottenuti.
 
La formula adottata per la formazione della graduatoria è stata bocciata anche dal Tar, che l’ha giudicata contrastante con l’articolo 83 del Decreto Legislativo 163/2006 , Codice dei Contratti Pubblici, ma anche con la volontà manifestata nel bando di gara di assegnare un valore preminente al merito tecnico.
 
Il Tribunale ha in seguito ricordato che in linea generale secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa non è illegittima la valutazione del prezzo con metodo matematico se non si arriva a risultati sproporzionati.
© Riproduzione riservata

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