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LAVORI PUBBLICI

Appalti, ridotto al 30 aprile 2010 il termine per gli arbitrati

di Paola Mammarella

Via alla nuova normativa che incentiva le clausole compromissorie, il CdS chiede chiarimenti

Vedi Aggiornamento del 28/04/2011
11/02/2010 - Approvato l’emendamento al ddl “Milleproroghe” proposto dal senatore PdL Cicolani, che accorcia i tempi per gli arbitrati dal 30 giugno 2010 al 30 aprile 2010.
 
L’ arbitrato consiste nell’inserimento di clausole compromissorie all’interno degli appalti pubblici. Le parti stipulano accordi preventivi per la devoluzione di eventuali controversie a un collegio arbitrale nominato di comune accordo. Il verdetto può essere impugnato anche nel merito, accelerando i tempi dell’appello.
 
La Finanziaria 2008 aveva previsto l’abolizione degli arbitrati per gli alti costi a carico delle Pubbliche Amministrazioni. Con il DL “Milleproroghe” 207/2008 , l’abolizione era stata spostata al 31 dicembre 2009. Successivamente, il nuovo DL “Milleproroghe” 194/2009 ha posticipato il termine al 30 giugno 2010 per consentire il recepimento delle disposizioni comunitarie. Data anticipata al 30 aprile dall’emendamento al ddl di conversione.
 
In realtà, dal momento che i tempi più veloci si traducono in un risparmio economico, l’inserimento delle clausole compromissorie viene ora addirittura incentivato dallo schema di decreto legislativo per l’attuazione della Direttiva 2007/66/CE e il miglioramento delle procedure di ricorso e aggiudicazione degli appalti. Grazie al minore costo delle eventuali controversie, infatti, le imprese possono aumentare di qualche punto i ribassi.
 
Punto fondamentale del provvedimento è il rafforzamento dell’ accordo bonario attraverso l'istituzione del mediatore unico per la procedura di conciliazione e l'introduzione dell'obbligo di ricorrervi prima di avvalersi dell'arbitrato.
 
Il ricorso al Tar diventa inoltre la via esclusiva di tutela per i controinteressati, con l'abolizione della possibilità di ricorrere in via straordinaria al Capo dello Stato.
 
In materia di arbitrati si è pronunciato anche il Consiglio di Stato che, con il parere 5098/2010 del 25 gennaio scorso, ha chiesto un chiarimento sulla norma che prevede l’esecuzione anticipata del contratto. Disposizione non giustificata dalla diretta applicabilità delle norme europee anche in mancanza di un esplicito recepimento.
 
Sulla possibilità di rendere sempre l’accordo bonario in caso di riserve maggiori al 10% dell’importo dei lavori, il CdS ha rilevato la necessità di valutare se l’accordo bonario e la sostituzione del responsabile del procedimento col mediatore unico possa determinare oneri maggiori per la finanza pubblica. A questo scopo è stata chiesta la previsione dell’avvio obbligatorio del procedimento sulle riserve presenti in contabilità a fine lavori, procedura operante solo per gli appalti inferiori ai 10 milioni di euro.
 
Le osservazioni hanno colpito anche la regolazione dei compensi degli arbitri , che secondo il CdS devono essere aggiornati attraverso decreti ministeriali, ricorrendo quindi a fonti legislative secondarie.
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