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NORMATIVA

Condono edilizio in aree vincolate: ‘è finalizzato alla Campania’

di Rossella Calabrese
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L’emendamento mira a sanare la situazione di ingiustizia nella quale si sono trovati i cittadini campani

Vedi Aggiornamento del 02/07/2010
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01/02/2010 - È in corso al Senato la discussione sul ddl di conversione del DL 194/2009 Milleproroghe .
 
Uno dei tantissimi emendamenti – ricordiamo – propone una speciale sanatoria per gli abusi edilizi ai danni dei beni ambientali e paesistici commessi fino al 31 marzo 2003. La norma modificherebbe la Legge 326/2003 sul condono edilizio, includendo le opere abusive realizzate su immobili soggetti a vincoli ambientali e paesistici, tra quelle condonabili ( leggi tutto ).
 
Nel corso del dibattito parlamentare, il senatore Francesco Pardi (IdV) ha osservato che la proposta, prevedendo la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di condono edilizio, determinerebbe una generalizzata sanatoria, estesa anche alle aree vincolate e riguardante tutto il territorio nazionale, con conseguenze particolarmente gravi: oltre a legalizzare abusi edilizi anche molto rilevanti, un condono così concepito rischia di incentivare nuove forme di abusivismo, generando effetti perversi e pericolosi.
 
Il senatore PdL Carlo Sarro che, insieme a Vincenzo Nespoli, ha presentato l’emendamento, ha sottolineato che lo scopo della norma è quello di sanare la situazione di ingiustizia nella quale si sono trovati i cittadini della Campania, dopo la bocciatura costituzionale della legge regionale. Proprio il regime eccessivamente rigoroso della legge campana aveva dissuaso i soggetti interessati dal presentare per tempo le domande per il condono. L’emendamento riaprirebbe i termini soltanto per le opere realizzate prima del 2003, sanando quindi situazioni pregresse. Inoltre, poiché i procedimenti giudiziari sono in fase esecutiva, molti edifici stanno per essere demoliti.
 
Il senatore Nespoli ha aggiunto che la proposta ha una spiccata finalità sociale, perché riguarda zone in cui il disagio abitativo è particolarmente grave, e sanerebbe una grave discriminazione a danno dei cittadini campani. Allo stato attuale, al dramma di perdere l’abitazione, si aggiunge un paradosso: alcune delle aree, sulle quali insistono gli edifici che dovrebbero essere demoliti, sono state dichiarate edificabili dai Comuni interessati ai piani di riqualificazione per l’edilizia residenziale pubblica.

E proprio qualche giorno fa ad Ischia è iniziata la demolizione di case abusive, disposta dalla Procura di Napoli in esecuzione delle sentenze penali passate in giudicato. L’abbattimento della prima villetta abusiva ha provocato scontri tra gli abitanti dell’isola e la polizia. Le case abusive sull’isola, soggetta a vincolo paesaggistico e ambientale, che rischiano l’abbattimento sono circa 600: tra queste, non solo mostri di cemento ma anche abitazioni comuni.
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