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TECNOLOGIE Edilportale Digital Forum, giro di boa per la prima fiera virtuale dell’edilizia
NORMATIVA

Emilia Romagna: norme antisismiche più semplici per i piccoli interventi

di Rossella Calabrese

Definita la documentazione necessaria per opere non rilevanti e varianti non sostanziali

Vedi Aggiornamento del 04/06/2012
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12/02/2010 - Con la delibera n. 121 del 1 febbraio 2010 , la Regione Emilia Romagna ha individuato gli interventi non rilevanti per la pubblica incolumità ai fini sismici, le varianti non sostanziali, riguardanti parti strutturali, e la documentazione attinente alla riduzione del rischio sismico necessaria per il rilascio del permesso di costruire e per la DIA.

La Regione ha, in questo modo, definito una prima griglia relativa alle novità tecnico-procedurali più significative introdotte con il Titolo IV della LR 19/2008 “Norme per la riduzione del rischio sismico” e s.m.i., la cui completa attuazione è prevista a partire dal 1° giugno 2010.


Gli interventi dichiarati, dal progettista abilitato, privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici sono esclusi dalle procedure di autorizzazione e di deposito di cui agli articoli 11 e 13 del Titolo IV “Vigilanza su opere e costruzioni per la riduzione del rischio sismico” della legge stessa. L’appartenenza a tale categoria comporta in ogni caso il rispetto delle norme tecniche specifiche e della normativa urbanistica ed edilizia; le opere dovranno pertanto essere progettate e realizzate in osservanza delle vigenti “Norme tecniche per le costruzioni” (NTC) e sotto la direzione lavori di un tecnico abilitato se ed in quanto necessario, in base alle normative nazionali vigenti.   

Inoltre, sono individuate le varianti, riguardanti parti strutturali, che non rivestono carattere sostanziale, la cui realizzazione non richiede il deposito preventivo della documentazione progettuale nelle zone 3 e 4 (bassa sismicità) o l’autorizzazione sismica preventiva nella zona 2 (media sismicità), in quanto non introducono modificazioni significative agli atti già depositati o autorizzati, con il progetto originario.
 
Sono quindi illustrati gli elaborati progettuali necessari a dimostrare la ricorrenza di “Interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici” o di “Varianti, riguardanti parti strutturali, che non rivestono carattere sostanziale” e la documentazione attinente alla riduzione del rischio sismico necessaria per il rilascio del permesso di costruire e per la denuncia di inizio attività.
 
L’atto di indirizzo è punto di approdo di un gruppo di lavoro interdirezione e di un percorso di consultazione che, secondo quanto previsto dalla stessa legge regionale all’art. 4, ha potuto avvalersi anche del parere del Comitato Tecnico Scientifico (CTS), oltre che del Comitato Regionale per la Riduzione del Rischio Sismico (CReRRS) nel quale sono stati valutati gli importanti contributi pervenuti dai rappresentanti di: Enti locali, Ordini/Collegi professionali e Associazioni imprenditoriali. Il successivo parere espresso dalla III Commissione assembleare e, quindi, l’approvazione dell’atto in Giunta regionale hanno condiviso pienamente il lavoro svolto.

Dalla deliberazione 121/2010 consegue l’impegno di svolgere, da parte della stessa Giunta regionale (secondo quanto espressamente deliberato al punto 3.), “una attività di monitoraggio sulla prima applicazione del presente atto di indirizzo, in coordinamento con gli enti locali e con le categorie economiche e professionali della regione, rappresentate nell’ambito del CReRRS, anche in vista di successivi atti di integrazione e di adeguamento dello stesso”.

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