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NORMATIVA

Piano Casa Lazio, no definitivo al fascicolo di fabbricato

di Paola Mammarella

Pubblicata la legge che esclude il libretto da ampliamenti e sostituzione su edifici pubblici e privati

Vedi Aggiornamento del 28/05/2014
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22/02/2010 – È definitiva la modifica al Piano Casa del Lazio, adottata dopo la dichiarazione di illegittimità del fascicolo di fabbricato. Sul Bollettino Ufficiale n. 6 del 13 febbraio scorso, è stata pubblicata la Legge Regionale 1/2010 , che modifica la L.R. 21/2009 per il rilancio del settore edile.
 
La legge regionale convalida la Delibera di Giunta 927/2009, adottata il 16 dicembre scorso, con la quale la Regione aveva già optato per la cancellazione delle norme in alternativa alla sospensione.
 
Sono abrogati l’articolo 3, comma 5 lettera b, l’articolo 4 comma 4 lettera b e l’articolo 20, disposizioni inerenti al fascicolo di fabbricato . La modifica si è resa necessaria dopo la pronuncia della Corte Costituzionale, che ha negato la redazione del libretto di fabbricato come condizione per realizzare interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione sul patrimonio edilizio privato e pubblico.
 
L’impugnativa del Governo è stata determinata soprattutto da quest’ultima previsione. L’edilizia pubblica, infatti, è di esclusiva competenza dello Stato e una legge regionale non può regolarne le modalità di intervento. Lo stralcio completo è stato poi causato dalla considerazione che un iter poco agevole avrebbe potuto disincentivare i cittadini interessati agli ampliamenti.
 
Nella situazione attuale la realizzazione degli interventi di ampliamento è quindi subordinata solo all’esistenza di opere di urbanizzazione primaria e secondaria o al loro adeguamento in funzione del maggiore carico urbanistico. Nel caso in cui ciò sia impossibile, la legge regionale prevede la possibilità di monetizzazione, corrispondendo al Comune un onere equivalente.
 
Necessari anche i parcheggi pertinenziali, mentre per la sostituzione edilizia è richiesta anche la realizzazione di interventi di piantumazione almeno per il 25% dell’area su cui vengono effettuati i lavori.
 
Con la pubblicazione della legge regionale si delinea un quadro normativo più chiaro, utile soprattutto nella fase di presentazione delle domande.

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