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Piano Casa Sicilia, i capannoni dismessi diventano residenziali

Piano Casa Sicilia, i capannoni dismessi diventano residenziali

Proposta la demolizione e ricostruzione per le imprese agricole e artigianali

Vedi Aggiornamento del 19/01/2012
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 19/01/2012
19/02/2010 - Avrebbe dovuto essere approvato questa settimana il Piano Casa della Sicilia. Il ddl, approvato dalla Commissione Territorio e Ambiente dell’Ars, ha subito una battuta di arresto a causa della pioggia di emendamenti presentati.
 
Tra le proposte del centro , l’incremento anche per strutture turistiche e capannoni industriali, con aumenti di cubatura fino al 50% e la possibilità di costruire sulle terrazze nei limiti di un solo piano di altezza. A favore del coinvolgimento degli edifici produttivi anche Unioncamere Sicilia .
 
Chiesta dal PdL l’estensione del piano casa agli edifici in fase istruttoria di sanatoria e a quelli che sorgono su fasce di totale inedificabilità, accanto ad assi stradali a rischio idrogeologico, a patto di migliorarne la sicurezza. Il dibattito sull’iter della legge regionale ha causato spaccature nel centrodestra, tra PdL Sicilia e sede centrale.
 
Negativo il parere della Cgil , contraria ad ampliamenti che non rispettino i piani urbanistici dei comuni. Interventi ai quali dovrebbe essere anteposta la realizzazione di circa 60 mila alloggi popolari secondo i criteri della bioedilizia per risolvere la tensione abitativa.
 
Più cauti i geologi che, attraverso i loro correttivi, hanno apportato aggiunte in merito al rischio idrogeologico e sismico. Lanciata anche la proposta del geologo di zona, che attraverso il presidio del territorio ne sappia leggere preventivamente le dinamiche, e del libretto del fabbricato per il monitoraggio dello stato di salute della struttura dell’edificio, con particolare attenzione a crepe sui pilastri, intonaci, ferri dell’armatura e terreno di sedime delle fondazioni, perché tutto quanto presente in esso è soggetto a variazioni nel tempo.
 
Si fa intanto strada l’idea del maxiemendamento , che potrebbe introdurre la demolizione e ricostruzione per le imprese artigianali, commerciali e agricole, oltre alla trasformazione di capannoni industriali dismessi in strutture turistiche o residenziali. 
 
Dovrebbero restare esclusi dagli incentivi volumetrici gli edifici soggetti a sanatoria e quelli che sorgono nei centri storici. Confermate le norme sull’uso di energie alternative, mentre si discute ancora sulla possibilità di avviare i lavori ricorrendo alla Dia , Denuncia di inizio attività, in alternativa al permesso di costruire.
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