Carrello 0
RISPARMIO ENERGETICO

Fotovoltaico, dal 2011 Conto Energia meno generoso

di Rossella Calabrese
Commenti 118034

La bozza di decreto riduce le tariffe incentivanti. Le più alte vanno agli impianti integrati innovativi

Vedi Aggiornamento del 14/07/2010
Commenti 118034
12/02/2010 - Il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato agli operatori del settore fotovoltaico la bozza di decreto che definisce il Conto Energia per gli impianti che entreranno in funzione dal 2011.
 
La principale novità è la riduzione delle  tariffe incentivanti (i contributi che il GSE paga al produttore di energia per ogni kWh prodotto dall'impianto) che nel 2011 saranno più basse del 20-25% rispetto a quelle oggi vigenti, e diminuiranno ulteriormente con cadenza quadrimestrale nel corso dell'anno. Inoltre, per gli impianti che entreranno in esercizio nel 2012 e nel 2013 le tariffe saranno decurtate del 6% all’anno.

È preoccupata per il taglio degli incentivi Assosolare, l’Associazione dei produttori di impianti fotovoltaici che, in una lettera ai presidenti delle Regioni e ai Ministri Scajola e Prestigiacomo, afferma che la bozza di decreto non tiene conto della “necessità di contenere al 14% il taglio complessivo degli incentivi del 2011 , rispetto alle tariffe 2010”. Secondo i calcoli dell’Associazione, infatti, un taglio superiore al 14% porterebbe il tasso di rendimento dell’impianto fotovoltaico di sotto della soglia critica del costo del debito.

Nei mesi scorsi le associazioni dei produttori avevano proposto di ridurre le tariffe incentivanti, sostenendo che il mercato del fotovoltaico in Italia avrebbe potuto comunque continuare a crescere e a creare posti di lavoro ( leggi tutto ), ma il Governo è andato oltre, prospettando tagli ancora maggiori.

Un’altra novità è la suddivisione degli impianti in 5 classi di potenza : tra 1 e 3 kW; tra 3 e 20 kW; tra 20 e 200 kW; tra 200 e 1000 kW; oltre i 1000 kW.
 
Accogliendo i suggerimento dei produttori di semplificare le tipologie installative (eliminando la categoria della parziale integrazione) la bozza di decreto prevede due sole tipologie: “impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici” e “altri impianti fotovoltaici”.
 
È previsto un premio aggiuntivo per gli impianti operanti in regime di scambio sul posto, realizzati sugli edifici e che riducano di almeno il 10% l’indice di prestazione energetica dell’edificio (da dimostrare con una certificazione energetica). Il premio può raggiungere il 30% della tariffa incentivante riconosciuta all’impianto.
 
Gli impianti diversi da quelli realizzati sugli edifici, che si trovino in aree industriali, commerciali, cave esaurite, aree di pertinenza di discariche o di siti contaminati, hanno diritto ad una tariffa incentivante incrementata del 5%. Un incremento del 20% è previsto per i “sistemi con profilo di scambio prevedibile”.
 
Gli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, tettoie e pensiline , hanno diritto ad una tariffa pari alla media tra quella spettante agli “impianti fotovoltaici realizzati sugli edifici” e quella per gli “altri impianti fotovoltaici”.
 
Un’altra novità è l’introduzione della categoria “ impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative ” che beneficeranno di tariffe incentivanti (secondo tre intervalli di potenza) più alte rispetto alle altre due tipologie. Queste tariffe saranno decurtate del 2% all’anno (anziché del 6%) nel 2012 e 2013. Entro il 1° gennaio 2011 il GSE predisporrà una guida sulle caratteristiche che questi impianti dovranno avere.
 
Le tariffe incentivanti per gli impianti fotovoltaici a concentrazione sono divise in due intervalli di potenza. Anche in questo caso le tariffe saranno decurtate del 2% all’anno nel 2012 e 2013.
 
Le tariffe incentivanti sono cumulabili con determinati benefici e contributi pubblici (contributi in conto capitale fino al 30% del costo di investimento, ad eccezione delle scuole che possono arrivare al 100%) e con i finanziamenti a tasso agevolato dello 0,50% previsti dal Fondo per Kyoto (art. 1, comma 1111, Finanziaria 2007 ). Inoltre, godono della riduzione dell’Iva ma non si cumulano con le detrazioni fiscali.
 
L'obiettivo nazionale della potenza da installare è fissato a 8.000 MW entro il 2020 . Il tetto della potenza incentivabile è di 3.000 MW , a cui si aggiungono 200 MW per gli impianti integrati e 150 MW per gli impianti a concentrazione.
Ricordiamo, inoltre, che pochi giorni fa il GSE ha reso note le tariffe incentivanti per gli impianti fotovoltaici in Conto Energia che entrano in esercizio nell’anno 2010, decurtate del 4% rispetto alla tariffa base ( leggi tutto ).
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
umberto

Perchè in Germania lo stesso pannello costa meno che in Italia? un impianto Tedesco costa circa 3000,00E al KW. Oggi quali sono i migliri pannelli? La differenza di pannelli Europei da quelli Cinesi?

thumb profile
Angelo Gaudenzi

Lavoro duramente da anni per realizzare un modesto impianto fotovoltaico. Adesso con il taglio degli incentivi non so se riuscirò nell'impresa.Questo governo sta tenendo un comportamento vergognoso, perchè profondamente ingiusto. Spero sinceramente che possano perdere le elezioni o comunque cadere per essere sostituiti al più presto da altre persone più degne di loro nell'interpretare le reali esigenze dei cittadini.

thumb profile
salvatore

montate il fotovoltaico e non vi fate problemi perchè l'enel lo pagherete sempre di più

thumb profile
TONI

Ma quale spregio ambientale sono i pannelli solari a terra??? Sono strutture provvisorie 20-25 anni massimo. Molto peggio sono le future centrali nucleari!!!!!!!! Vedi terremoto in giappone.... per sicurezza le hanno dovute chiudere.

thumb profile
Biagio

Vogliamo una trasmissione con veri scienziati che ci spieghino i disastri del nuovo reattore nucleare l'EPR (francese) quello della tanto decantata ultima generazione,i suoi sistemi di sicurezza volti verso il basso,per produrre di più,il vero costo del kw nucleare,dall'estrazione dell'uranio,dal suo arricchimentoe dalla sua lavorazione,non solo dalla sua uscita dalla centrale.Perché non lo vuole più nessuna nazione che lo aveva prenotato in tutto il mondo? L'unica centrale in costruzione con questo reattore nel mondo, in Finlandia porta più di quattro anni di ritardo ha raddoppiato i miliardi del costo iniziale, non sanno come risolvere i problemi sulla sicurezza per questo tipo di reattore e noi italiani dobbiamo fare la beneficenza al maledetto accordo corruttivo tra i due premier italiano e francese.Mandiamoli in prigione non a casa........

thumb profile
adel

mentre l'incentivo per gli impianti fotovoltaici pare sia esente da imposta, il comenso ricevuto dal gestore per l'energia prodotta sconta invece l'IVA al 20%. Ciò eviddentemente in quanto trattasi di produzione industriale e prescindendo dal sogetto è l'oggetto che viene colpito. Se si vuole realmente favorire l'energia rinnovabile, come quella proveniente dal fotovoltaico, ai fini della tassazione, non bisogna ignorare il soggetto produttore e costringere per esempio, un privato a prendere una partita IVA ed affidarsi ad un commercialista per la contabilità e bilancio come se fosse divenuto un piccolo imprenditore. Questo è un elemento fortemente disincentivante per il privato che dispone di risorse e vorrebbe investirle per assicurare a se o ai figli un reddito per 25 anni. Colpire il reddito da produzione di energia con cedolare secca del 10 o massimo del 15 %, darebbe maggiori certezze sul profilo di reddito di un privato per i 25 anni futuri.


x Sondaggi Edilportale
Come cambia l’edilizia italiana: le tecnologie Leggi i risultati