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URBANISTICA

Rischio idrogeologico: al via l’individuazione degli interventi

di Rossella Calabrese

Oggi il primo incontro del MinAmbiente con la Regione Sicilia per definire il piano d'azione

Vedi Aggiornamento del 10/12/2010
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18/02/2010 – È convocato per questa mattina, presso la direzione generale Tutela del Territorio del Ministero dell’Ambiente, un vertice con la Regione Sicilia, per definire il piano d’interventi contro il rischio di dissesto idrogeologico nel territorio siciliano.

“Il governo, subito dopo i fatti di Giampilieri – ha dichiarato il ministro Stefania Prestigiacomo – con l’ultima Finanziaria ha stanziato un miliardo di euro destinati alla elaborazione di un piano d’interventi straordinario per tutto il territorio nazionale, ed una parte consistente è destinata proprio alla Sicilia. Con la Regione procederemo alla definizione dell’accordo di programma quadro nell’ambito del quale verranno individuati tutti gli interventi da finanziare, ciascuno per la sua parte, da ministero e regione”.
 
Ricordiamo infatti che La Legge Finanziaria 2010, all’articolo 2, comma 240, ha destinato al Piano Straordinario contro il rischio idrogeologico 1 miliardo di euro, già assegnato dal Cipe con la delibera del 6 novembre 2009 a valere sul Fondo infrastrutture e sul Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale.

Le situazioni a più elevato rischio idrogeologico saranno individuate dalla direzione generale competente del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti le Autorità di bacino e il Dipartimento della protezione
civile. Le risorse potranno essere utilizzate anche tramite accordo di programma sottoscritto dalla Regione interessata e dal Ministero dell’Ambiente ( leggi tutto )


Per ridurre il rischio idrogeologico in Italia, l’ Associazione Nazionale Bonifiche ha presentato qualche giorno fa, a Roma, un Piano pluriennale di interventi immediatamente cantierabili. Il piano richiede un importo complessivo di 4.183 milioni di euro, un importo consistente ma pari ad  appena un quinto della spesa sostenuta per tamponare i danni delle catastrofi idrogeologiche, verificatesi del decennio 1994-2004 (20.946 milioni di euro).
 
Tra gli interventi previsti dal Piano vi è l’adeguamento e la ristrutturazione dei torrenti e delle rogge, il ripristino delle frane sulle sponde dei canali, la manutenzione straordinaria del reticolo idraulico di bonifica, delle centrali idrovore e degli argini. Ma sono necessari anche opere per il contenimento delle piene (casse di espansione, canali scolmatori), l’adeguamento delle infrastrutture idrauliche al territorio urbanizzato e la stabilizzazione delle pendici collinari e montane.

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