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LAVORI PUBBLICI

Arbitrati, a rischio l’imparzialità dei magistrati

di Paola Mammarella

Slittata la discussione in CdM, tempi stretti per la riforma della giustizia privata

Vedi Aggiornamento del 05/11/2012
16/03/2010 – Sarà discusso al Consiglio dei Ministri del prossimo venerdì 19 marzo la bozza di decreto legislativo per l’attuazione della Direttiva 2007/66/CE ,che propone il miglioramento delle procedure di ricorso nell’aggiudicazione degli appalti pubblici. Il testo, che doveva essere esaminato venerdì scorso, sta però destando qualche perplessità in base alla quale è stata anche presentata un’interpellanza parlamentare.

Lo slittamento per approfondimenti tecnici potrebbe però mettere a rischio la riforma degli arbitrati. Scade infatti il 20 marzo il termine per la delega. Il 30 aprile potrebbe inoltre entrare in vigore il divieto di svolgere arbitrati. Ricordiamo che la data di abolizione dell'istituto è stata prorogata proprio per consentirne la riforma all'interno del recepimento della direttiva 2007/66/CE.
 
Dopo i pareri favorevoli, ma con osservazioni, registrati alla Camera e in Senato, il provvedimento deve tornare in CdM per l’approvazione definitiva. L’unica pronuncia discordante è stata quella del Pd, che ha accusato il Governo di voler sovraccaricare la giustizia amministrativa con compiti spettanti alla pubblica amministrazione, giustificandosi con il recepimento di una normativa comunitaria. Col rischio di creare confusione tra i ruoli di controllori e controllati, ma anche di escludere la giustizia ordinaria e determinare un aggravio per le finanze statali. Secondo il presidente dell’Autorità per la vigilanza sugli appalti pubblici Luigi Giampaolino, infatti, nel 2008 gli arbitrati hanno giudicato soccombente la PA nell'83% dei casi.
 
Il decreto legislativo contiene una via preferenziale per gli arbitrati , procedure alternative alla giustizia ordinaria. Prima del ricorso l’impresa e l’Amministrazione devono obbligatoriamente tentare la conciliazione attraverso l’accordo bonario, che nei casi minori può essere proposto dal responsabile del procedimento, mentre spetta a una Commissione mista in tutte le altre situazioni. Secondo la bozza di decreto, i tempi per presentare ricorso si dimezzano dagli attuali 60 a 30 giorni.
 
Ne deriva un vantaggio in termini di competitività per le imprese, che in virtù dei tempi più brevi e delle minori spese processuali possono praticare maggiori percentuali di ribasso.
 
Il rischio, contestato su più fronti, è l’aumento delle parcelle dei giudici, così come la corsa agli incarichi. Per questo motivo l’Italia dei Valori ha presentato un’ interpellanza al Senato, chiedendo al Governo di valutare un apposito intervento normativo per sollevare i magistrati dall’esercizio di compiti aggiuntivi agli incarichi arbitrali.
 
Le attività extra-giudiziarie potrebbero infatti comportare una limitazione dell’impegno istituzionale dei magistrati, oltre a costituire un fattore di condizionamento a scapito dell’equità.
 
Per gli appalti pubblici il decreto di attuazione della direttiva comunitaria prevede inoltre un intervallo di 35 giorni tra l’aggiudicazione di una gara e la firma del contratto. Lo stop viene però bilanciato dalla riduzione dei tempi nelle procedure di ricorso.
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