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NORMATIVA

Appalti, banca dati centrale per il comportamento delle imprese

di Paola Mammarella

Ddl anticorruzione: modernizzazione del sistema di qualificazione Soa e trasparenza per i contratti della Protezione Civile

Vedi Aggiornamento del 29/05/2013
03/03/2010 – In arrivo procedure più restrittive in materia di appalti. Il Consiglio dei Ministri, riunito lunedì primo marzo, ha dato il via libera a un disegno di legge “anticorruzione”, redatto secondo i suggerimenti dell’Autorità di vigilanza per i lavori pubblici.
 
Prevista la banca dati nazionale dei contratti pubblici , istituita presso l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture con l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese e accrescere la certezza pubblica.
 
La banca dati avrà il compito di acquisire tutta la documentazione comprovante il rispetto dei requisiti contenuti nel Codice degli Appalti. Le stazioni appaltanti per le proprie verifiche dovranno quindi fare riferimento alla banca dati centrale. Si tratta di un progresso nel senso della trasparenza dal momento che fino ad ora i dati sono stati raccolti solo a livello locale dagli osservatori regionali.
 
Dal ddl approvato nascono quindi nuovi obblighi . Le stazioni appaltanti dovranno trasmettere all’Autorità di vigilanza tutte le informazioni sulle proprie gare, come termini del bando, partecipanti, motivi delle esclusioni, aggiudicazione, firma del contratto, varianti, sospensioni, imprese subappaltatrici, durata, importi finali, contenziosi ed eventuali arbitrati. Tutto per realizzare un’anagrafe in grado di far conoscere il comportamento di privati e amministrazione nello svolgimento delle gare.
 
Il disegno di legge approvato in CdM, che ora inizierà l’iter parlamentare, contiene un’altra novità: l’inclusione nel regime di assoluta trasparenza anche per gli appalti legati alle situazioni di emergenza e gestiti dalla Protezione Civile, finora esclusi da questo tipo di rilevazioni.
 
Potrebbe essere modernizzato anche il sistema di qualificazione delle imprese. Un’evoluzione che consentirebbe di migliorare l’apparato di certificazione Soa attualmente in uso. Il ddl propone infatti di abbandonare un metodo basato solo sulla quantificazione del fatturato per analizzare anche tipologia dei fornitori, contenziosi in corso e rispetto delle norme di sicurezza
 
In generale il provvedimento si propone di controllare in tempo reale non solo il comportamento delle imprese, ma anche l’andamento della spesa pubblica attraverso forme di cooperazione applicativa tra le Stazioni Appaltanti e l’Authority.
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