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NORMATIVA

Appalti, dalla Camera ok con osservazioni sugli arbitrati

di Paola Mammarella

In Commissione Giustizia e Ambiente perplessità su mediatore unico ed esecuzione anticipata

Vedi Aggiornamento del 20/01/2014
09/03/2010 – Via libera dalla Camera al decreto legislativo per l’attuazione della Direttiva europea 2007/66/CE , che si propone il miglioramento delle procedure di ricorso nell’aggiudicazione degli appalti pubblici.
 
Le Commissioni riunite Giustizia e Ambiente hanno espresso parere favorevole in considerazione degli obiettivi della direttiva, che oltre a un iter processuale veloce mira al rispetto di un termine sospensivo tra aggiudicazione e stipula del contratto da parte della Stazione Appaltante. Il mancato rispetto delle regole concorrenziali e dei termini sospensivi determina infatti la privazione degli effetti del contratto stipulato o sanzioni alternative. La Camera ha però suggerito di applicare tali effetti solo nel caso in cui il mancato rispetto del termine implichi violazioni sostanziali.
 
Le Commissioni hanno espresso anche la necessità di unificare impugnazione dei bandi e dell’aggiudicazione. Nonostante il termine sospensivo, stand-still , si produca dopo l’impugnazione dell’aggiudicazione, anche nell’impugnazione dei bandi è necessaria una celere definizione della lite.
 
Il parere positivo è stato accompagnato anche da altre osservazioni . La bozza di decreto legislativo prevede che la nomina della commissione competente per l’ accordo bonario sia effettuata dall’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici anziché dal Presidente del tribunale. Disposizione che desta perplessità perché implicante una centralizzazione non funzionale all'accelerazione dei tempi.
 
Dubbi anche sull’obbligo di nominare un mediatore unico , soggetto incaricato di formulare la proposta di accordo bonario che, secondo le commissioni, negli appalti di modesto valore dovrebbe essere svolta dallo stesso responsabile del procedimento per non introdurre ulteriori oneri a carico delle parti.
 
Giudicata incostituzionale l’ impossibilità di presiedere il collegio arbitrale per chi abbia esercitato negli ultimi tre anni il ruolo di difensore o arbitro in ambito di appalti pubblici. Divieto esteso anche alle controversie tra imprese diverse da quelle per cui è stata svolta la funzione di difensore o arbitro, ma non contemplato dalla direttiva comunitaria.
 
Considerata non condivisibile l' esecuzione anticipata rispetto alla stipula del contratto nei casi in cui la mancata esecuzione immediata della prestazione determini un grave danno all'interesse pubblico. L’ipotesi infatti non è contenuta nella direttiva, appare elusiva del termine dilatorio di stipulazione e in contrasto con i principi di trasparenza e pari trattamento delle imprese. La formulazione del grave danno è inoltre generica, mentre dovrebbe prevedere, tra i casi di applicazione, quello in cui il ritardo nell’inizio dell’esecuzione comporterebbe il disimpegno di risorse comunitarie assegnate all’Italia.
 
Il Governo è stato invitato anche a valutare un accorciamento dei tempi per l'autotutela della Stazione Appaltante da 20 a 15 giorni, così come un termine di 10 giorni per il deposito del ricorso.

In controtendenza la richiesta dei tempi per la proposizione dei motivi aggiuntivi, che secondo la Camera dovrebbe passare dagli attuali 15 giorni a 30 a fronte del medesimo termine di 30 giorni per l'impugnazione autonoma.

Lo schema di decreto tornerà ora in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva.
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