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NORMATIVA

Competenze professionali: gli Ordini tecnici chiedono una riforma organica

di Rossella Calabrese
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Consigli Nazionali architetti: manutenzioni straordinarie senza DIA ‘intervento falsamente semplificatorio dell’iter amministrativo’

Vedi Aggiornamento del 12/10/2012
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31/03/2010 - La ridefinizione delle competenze professionali dovrà essere attuata nell’ambito di una legge organica per il riordino delle professioni tecniche e dovrà fondarsi sulla formazione acquisita e accertata dagli esami di Stato.
 
Lo hanno deciso i rappresentanti dei Consigli Nazionali degli architetti, degli ingegneri, dei geometri e dei periti industriali, riunitisi il 24 marzo scorso nella prima seduta del tavolo delle professioni tecniche.
 
Con un comunicato, il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori illustra i temi affrontati nell’incontro, a partire da quello delle competenze professionali, di grande attualità dopo la presentazione in Senato, da parte della senatrice Simona Vicari, del disegno di legge 1865 che amplia le competenze di geometri e periti edili ( leggi tutto ).
 
I quattro presidenti concordano sulla necessità di realizzare in tempi brevi una riforma delle professioni che sia una riforma di principi, alla quale segua la disciplina di ciascun comparto dell’area tecnica. Poiché la riforma dovrà partire dal sistema formativo, anche quest’ultimo andrà adeguato alle richieste del mercato e, per questo, il tavolo dovrà allargarsi anche alla altre professioni coinvolte.
 
Oggetto del dibattito anche il DL 40/2010 che ha cancellato l’obbligo di presentare la DIA per le manutenzioni straordinarie : secondo i tecnici, il provvedimento “liberalizza senza alcun controllo professionale attività di grande rilevanza e fa passare come un intervento falsamente semplificatorio dell’iter amministrativo, un provvedimento le cui gravi conseguenze in tema di sicurezza, di tutela del patrimonio edilizio e di rispondenza degli interventi realizzati, saranno presto sotto gli occhi di tutti.”
 
Già nei giorni scorsi il Consiglio Nazionali degli Architetti aveva definito il decreto-legge “un condono edilizio mascherato per opere già realizzate senza permesso” ( leggi tutto ), mentre l'Ordine degli architetti di Roma aveva accusato i politici di continuare ad ignorare i contributi del mondo delle professioni ( leggi tutto ).
 
Nell’incontro si è anche affrontato il tema della qualificazione delle imprese di costruzione : secondo gli Ordini questo settore costituirà un’occasione di lavoro per un gran numero di tecnici specializzati, oltre a garantire un mercato di qualità ai cittadini.
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