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Paesaggio, non sempre vincolante il parere della Soprintendenza

di Paola Mammarella

I chiarimenti del Ministero dopo l’entrata in vigore della procedura ordinaria di rilascio

Vedi Aggiornamento del 26/11/2013
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26/03/2010 – In arrivo chiarimenti sulla nuova procedura di autorizzazione paesaggistica entrata in vigore dal primo gennaio. Con la Circolare del 22 gennaio 2010 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha stabilito i criteri per la delega al rilascio dell’autorizzazione e fornito chiarimenti sui casi in cui il parere della Soprintendenza non deve essere considerato vincolante.
 
Ricordiamo che con il procedimento transitorio , in vigore fino al 31 dicembre 2009 e previsto dall’articolo 159 del D.lgs. 42/2004 , Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, l’autorizzazione paesaggistica veniva rilasciata, previa delega della Regione, dopo una valutazione svolta a livello comunale sulla compatibilità dell’intervento. Sulla valutazione doveva poi esprimersi la Soprintendenza, che entro 60 giorni poteva esercitare il potere di annullamento.
 
Con la procedura ordinaria le valutazioni sono svolte dalla Regione, che in alternativa può delegare un altro ente pubblico. Il parere della Soprintendenza diventa preventivo e deve essere espresso entro 45 giorni dal ricevimento della documentazione, acquisendo anche natura vincolante per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica e della successiva Dia o permesso di costruire.
 
La Circolare ministeriale ha chiarito che la delega all’ente pubblico può essere effettuata a patto che questo abbia strutture con adeguata competenza tecnico scientifica e separazione tra le diverse funzioni in materia paesaggistica e urbanistico-edilizia.
 
Diventa inoltre possibile annullare le autorizzazioni rilasciate col sistema transitorio e riattivare il nuovo procedimento.
 
Il parere della Soprintendenza, infine, non è vincolante se i decreti di dichiarazione dell’interesse pubblico sono integrati da prescrizioni d’uso e se nelle regioni in cui è già in atto la copianificazione, gli uffici ministeriali e regionali scelgano di elaborare le prescrizioni d’uso durante la redazione del piano paesaggistico. Nella Circolare, però, il Ministero specifica che attualmente in Italia non si sono ancora verificati casi simili.
 
Nelle aree vincolate, inoltre, dopo l’introduzione delle prescrizioni d’uso deve essere effettuata la verifica da parte degli organi ministeriali sull’adeguamento degli strumenti urbanistici al piano paesaggistico.
 
Di recente la Corte Costituzionale ha anche chiarito i limiti delle competenze regionali. Con la sentenza 101/2010 del 17 marzo scorso è stata dichiarata l’illegittimità della Legge Regionale 12/2008 del Friuli, sostitutiva della L.R. 5/2007.
 
Secondo la Corte, le leggi regionali non possono rinviare l’entrata in vigore del nuovo procedimento di autorizzazione paesaggistica dal momento che la norma nazionale fissa standard minimi di tutela in una materia di esclusiva competenza statale.

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