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Piano Casa Lazio, contributi per il ripristino ambientale

di Paola Mammarella

Domande fino al 28 marzo per riordino periferie e definizione di programmi integrati

Vedi Aggiornamento del 15/06/2010
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18/03/2010 – Definiti con la Delibera 985/2009 , pubblicata sul Bollettino Ufficiale n 4 del 28 gennaio, i criteri per l’assegnazione dei contributi utili alla realizzazione di strumenti urbanistici, processi di ripristino ambientale e riordino delle periferie, così come previsto dal Piano Casa Regionale.
 
L’articolo 9 della Legge Regionale 21/2009 sul Piano Casa prevede procedure concorsuali ad evidenza pubblica per integrare gli obiettivi strategici dei comuni con le proposte di iniziativa privata ricadenti nelle zone oggetto dei piani o dei programmi.
 
Ripristino Ambientale : I programmi integrati per il recupero di territori di particolare pregio ambientale, paesaggistico e culturale sono adottati dai comuni su proposta di consorzi, imprese e cooperative che promuovono l’incremento della dotazione di standard urbanistici e la demolizione di tessuti edilizi o di singoli edifici realizzati in aree sottoposte a vincoli.
 
Sono quindi previste la demolizione a carico dei proprietari, la delocalizzazione delle volumetrie demolite in aree esterne a quelle vincolate facendo ricorso anche al cambio di destinazione d’uso, un incremento fino al 50% che può salire al 60% nei comuni sul litorale se la nuova destinazione è turistica.
 
Riordino periferie : I programmi integrati possono essere adottati anche per la sostituzione edilizia di tessuti edilizi disorganici o incompiuti e capannoni isolati e degradati, che possono essere ampliati fino al 40%.
 
La Regione mette a disposizione contributi di 20 mila euro per i comuni con popolazione superiore a 50 mila abitanti, 15 mila euro per le città con un popolazione compresa tra i 50 mila e i 20 mila abitanti, 10 mila per quelle con popolazione tra i 20 mila e 10 mila abitanti. Riconosciuti inoltre 7 mila e 500 euro alle città con numero di abitanti compreso tra i 10 mila e 5 mila e 5 mila euro a quelle con meno di 5 mila cittadini.
 
Entro il 28 marzo possono presentare domanda i comuni con un disavanzo di bilancio superiore al 10%, esclusi quelli sprovvisti di Prg.
 
All’istanza deve essere allegata la delibera comunale contenente l’individuazione degli obiettivi e degli ambiti di intervento, una relazione tecnico illustrativa, la perimetrazione degli ambiti su base cartografica e il preventivo delle spese.
 
Per la concessione del contributo avranno la priorità i comuni ad alta densità demografica.

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