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Piano Casa Sardegna, approvata circolare applicativa

di Paola Mammarella

Spazio agli interventi che non implicano il consumo di aree non urbanizzate

Vedi Aggiornamento del 25/02/2011
Commenti 31974
04/03/2010 – Via libera agli indirizzi applicativi del Piano Casa . La Giunta Regionale della Sardegna ha approvato la delibera 9-15/2010 , contenente la circolare esplicativa che mette a disposizione degli interessati una serie di chiarimenti per la fruizione degli incentivi volumetrici.
 
Secondo l’Assessore agli Enti Locali Gabriele Asunis la circolare mira ad agevolare amministrazioni, uffici tecnici e cittadini fornendo risposte chiare ai dubbi interpretativi sulla legge per il rilancio delle costruzioni e la riqualificazione del patrimonio edilizio. Gli interessati alle misure di ampliamento hanno infatti bisogno di risposte celeri alle istanze presentate.
 
La circolare spiega in primo luogo che gli interventi devono preferire il recupero e il riutilizzo del suolo per evitare il consumo di nuove aree non urbanizzate.
 
Le istanze rivolte all’ottenimento dei titoli abilitativi , come Dia, denuncia di inizio attività, e permesso di costruire devono essere presentate entro il primo maggio 2011. I lavori potranno essere realizzati fino al primo novembre 2012, cioè 36 mesi dalla data di entrata in vigore della legge.
 
È obbligatorio commisurare gli ampliamenti alla volumetria esistente al 31 marzo 2009. Se l’immobile è stato edificato in un periodo in cui non era necessario il titolo abilitativo prima dell’edificazione, la volumetria esistente è calcolata in conformità alle disposizioni contenute nella strumentazione urbanistica comunale. È quindi necessario che le opere siano state completate entro il 31 marzo 2009, mentre non è richiesto il certificato di agibilità
Se gli interventi riguardano fabbricati i cui lavori sono iniziati prima del 31 marzo 2009, ma sono poi stati sospesi per un sequestro giudiziario successivamente annullato, la volumetria da prendere in considerazione è quella esistente al momento di entrata in vigore della legge, primo novembre 2009.
 
Gli ampliamenti nei centri storici sono subordinati a una delibera comunale che dichiari il contrasto con le caratteristiche del contesto degli edifici aventi meno di cinquant’anni.
 
In zona agricola la possibilità di ampliamento degli edifici prescinde dalla qualifica del soggetto che intende usufruire dei benefici L’incremento volumetrico è attribuito esclusivamente, in ragione della destinazione dell’immobile ad uso agricolo o residenziale e della sua distanza dalla linea di battigia marina.
 
Ammessa la trasformazione anche parziale dei piani pilotis , spazi aperti sottostanti il primo piano del fabbricato, racchiusi nella sagoma dell’edificio. L’ampliamento può avvenire mediante la loro chiusura, a condizione che vengano garantite le quote minime da destinare a parcheggi.
 
Per poter realizzare interventi di demolizione e ricostruzione con premio di cubatura gli edifici devono essere stati ultimati entro il 31 dicembre 1989. Sono escluse le demolizioni parziali.
 
La legge regionale istituisce la Commissione regionale del paesaggio e della qualità architettonica , chiamata ad esprimersi sugli ampliamenti di immobili situati nella fascia costiera e in zona turistica, così come sugli aumenti di cubatura riferiti a fabbricati di proprietà dell’imprenditore agricolo, destinati ad usi agro-silvo-pastorali, e ad immobili destinati ad attività turistico-ricettive in aree extraurbane.
 
Previsto anche un “ contributo di concessione ” composto dalla somma di due aliquote, una commisurata agli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, l’altra riferita al costo di costruzione. Per le opere destinate alla residenza il contributo di costruzione è disciplinato dagli articoli 16 e seguenti del Dpr 380/2001 , quello inerente agli edifici industriali e artigianali è regolato dall’articolo 19. Se i lavori non sono ultimati entro i 36 mesi dall’entrata in vigore della legge il titolare deve effettuare un ulteriore versamento in favore dell’ente locale, corrispondente al 50% del contributo di costruzione.

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Altri commenti
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Giorgio

La regione Puglia,ha risolto il problema dei parcheggi monetizzando. Ha voce anche il comune,e sè il comune è Commissariato,a chi rivolgersi. IGLESIAS (C.I.)

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Samuele

Perchè i comuni non stanno deliberando sulla monetizzazione dei parcheggi?! Loro sostengono che la legge è poco chiara, La regione dice che si può monetizzare. E' il solito discorso italiano............ in questo caso sardo.