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TECNOLOGIE Edilportale Digital Forum, apre oggi la prima fiera online dell’edilizia
NORMATIVA

Ristrutturazioni senza DIA: i progettisti contro il decreto

di Rossella Calabrese

L'Ordine degli architetti di Roma: ‘il mondo politico non può continuare ad ignorare i contributi del mondo delle professioni’

Vedi Aggiornamento del 13/05/2010
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24/03/2010 - “Con l’abolizione della DIA per le opere di manutenzione straordinaria registriamo ancora una volta con grande preoccupazione la volontà del Governo di ignorare del tutto gli avvertimenti ed i suggerimenti dati dal mondo delle professioni tecniche per la tutela di interessi collettivi”.
 
È il commento dell’ Ordine degli Architetti PPC di Roma sul ‘DL Incentivi’, che consentirà di effettuare gli interventi di manutenzione straordinaria senza alcun titolo abilitativo ( leggi tutto ). Nei giorni scorsi il Consiglio Nazionale degli Architetti aveva definito il provvedimento “un condono edilizio mascherato per opere già realizzate senza permesso”.
 
Eliminare completamente la figura del progettista pone - secondo l’Ordine presieduto da Amedeo Schiattarella - seri problemi in termini di sicurezza: “chi verificherà che l’intervento non incida sulla struttura dell’edificio? Chi controllerà il rispetto delle norme antisismiche, di sicurezza, igienico-sanitarie, ecc.?” Il Cnappc aveva proposto di rendere comunque obbligatorio il progetto redatto da un tecnico ( leggi tutto ) ma - sottolinea l’Ordine di Roma - “questa proposta, nonostante le tante assicurazioni verbali, è stata completamente respinta”.
 
L’Ordine degli Architetti di Roma, insieme con altri ordini provinciali, con gli ingegneri e con i geometri, cercherà di modificare il DL, quando inizierà la conversione in legge. “Vorremmo - conclude la nota - che almeno questa volta il mondo politico si ricordasse che esiste in Italia un mondo delle professioni che è portatore di competenze e valori utili per il bene di tutti”.

E la sicurezza è il punto su cui si interroga anche l’ Ordine degli Ingegneri di Roma : “Il prezzo della ‘liberalizzazione’ potrebbe essere il rischio di lavori eseguiti a discapito delle strutture e della sicurezza sismica: chi valuterà la sicurezza delle strutture? E poi il DURC richiesto per la DIA alle ditte che eseguono i lavori è una minima garanzia sulla sicurezza del cantiere; in questo modo i lavori saranno eseguiti senza nessun controllo...”.

È critica verso la liberalizzazione delle opere di manutenzione straordinaria anche l’ Associazione Nazionale Ingegneri Architetti Liberi Professionisti che, pur condividendo la necessità di snellire questa procedura, definisce “inconcepibile che si possa attuare un’attività edilizia senza alcun controllo da parte di tecnici specialisti, con una totale mancanza di verifica del rischio di lavori sulle strutture portanti e di sovraccarico, oppure sul rispetto delle norme igienico-sanitarie”.
 
“La procedura giusta e di buon senso - si legge in una nota firmata dal Presidente dell’Anialp, l’arch. Antongiulio Ciaramellano - potrebbe essere quella di una semplice comunicazione all’ufficio tecnico comunale dei nominativi della ditta esecutrice dei lavori e del tecnico qualificato responsabile, che a fine lavori, rilasciano congiuntamente un certificato di regolare esecuzione”.

Il DL Incentivi - ricordiamo - è in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale . Subito dopo entrerà in vigore ma le misure di semplificazione per le manutenzioni straordinarie dovranno comunque rispettare le disposizioni regionali in materia di edilizia e le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali . E poichè in quasi tutte le Regioni la manutenzione straordinaria è sottoposta a Dia, la norma introdotta dal DL incentivi rischia di rimanere inefficace ( leggi tutto ).

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