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NORMATIVA Superbonus 110%, i tecnici chiedono sanatoria degli abusi per facilitarne l’attuazione
RISPARMIO ENERGETICO

Fotovoltaico: tagliato il traguardo di 1 GW di potenza installata

di Rossella Calabrese

Ma i produttori di impianti fotovoltaici lamentano i ritardi nella definizione del nuovo Conto Energia

Vedi Aggiornamento del 06/12/2010
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03/03/2010 - Il settore fotovoltaico in Italia ha superato la soglia di un GigaWatt di potenza installata; i circa 70mila impianti certificati in esercizio, con una produzione di energia pari a 1.300 GWh su base annua, possono infatti fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie, con un consumo annuo di 2.700 kWh.
 
Lo fa sapere il Ministero dello Sviluppo Economico, aggiungendo che con il primo Conto Energia, varato nel 2005 dal precedente Governo Berlusconi, sono stati incentivati impianti per una potenza complessiva installata di 165 MW. Poi dal 2007, il secondo Conto Energia ha finanziato altri 835 MegaWatt.
 
“Considerando la potenza installata in un anno, pari a 574 MW nel 2009, l’Italia - calcola il Ministero - raggiunge ora il secondo posto nella classifica dei Paesi europei, preceduta solo dalla Germania” (che raggiunge, invece, 9-10 GW di potenza).
 
“Dopo i risultati positivi del settore delle energie rinnovabili registrati nel 2009, questo nuovo traguardo è molto significativo per la nostra strategia energetica e, al tempo stesso, incoraggiante dal punto di vista economico ed industriale”, ha detto il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola. “Il Governo - ha aggiunto Scajola - è impegnato a garantire continuità alla crescita efficiente del fotovoltaico, come dell’intero comparto delle fonti rinnovabili. Siamo fortemente convinti della necessità che il binomio energia-ambiente si possa completare con la crescita industriale e occupazionale e con l’innovazione tecnologica”.
 
Ad oggi tra produttori, distributori e installatori di sistemi e componenti per l’industria fotovoltaica nazionale – spiega il MSE - sono attive circa 1.000 imprese, molte delle quali di nuova creazione, con un fatturato complessivo di almeno 2,5 miliardi di euro per il 2009 e con più di 20 mila occupati. In Germania il fatturato del settore, secondo l’associazione di categoria BSW, sarebbe di circa 10 miliardi di euro l’anno e gli occupati 60 mila.
 
A sostegno di questo processo e dell’innovazione tecnologica, oltre al Conto Energia, il MSE - continua la nota - ha investito molto anche nella ricerca: nel triennio 2006-2008, attraverso gli accordi di programma con Enea, Cnr ed Erse, sono stati stanziati 15 milioni di euro, a cui si aggiungono altri 4 milioni di euro nel 2009. Per il triennio 2009-2011 l’impegno economico prevede un finanziamento per altri 8 milioni di euro. A tali risorse si affianca il programma “Industria 2015” che ha visto l’approvazione di 5 progetti per il fotovoltaico, con uno stanziamento complessivo di 66,7 milioni di euro, dei quali 29,3 milioni erogati dal MSE. Per altri due progetti, che riguardano il solare termodinamico - conclude il comunicato -, sono previsti 25 milioni di euro, dei quali 9,5 stanziati dallo stesso Ministero.
 
 
Ma tornando al Conto Energia, si registra la protesta e la preoccupazione dell’Associazione dei Produttori di Energia Rinnovabile (APER) per la mancata convocazione della Conferenza Unificata che, a ridosso delle elezioni regionali, avrebbe dovuto esaminare il nuovo Conto Energia .
 
Le aspettative del settore delle rinnovabili contavano infatti sulla presentazione dei provvedimenti alla Conferenza Unificata entro il 25 febbraio. In particolare, il decreto sul Conto Energia non avrebbe dovuto slittare a dopo le elezioni regionali, per non rischiare di mettere in seria difficoltà il mercato fotovoltaico. Questo ritardo era già stato segnalato alcuni giorni fa ( leggi tutto ).
 
La preoccupazione di APER è anche dovuta al fatto che gli attuali incentivi saranno in vigore fino al 31 dicembre 2010. “Imprese ed investitori sono così lasciati nell’incertezza - dichiara Roberto Longo, presidente di APER - senza alcuna possibilità di pianificare attività di medio termine con evidenti ripercussioni anche in termini di filiera industriale”.

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