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RISPARMIO ENERGETICO

Rischio idrogeologico e edilizia, le strategie di Legambiente

di Paola Mammarella
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Siglati accordi con Anci e Ance Lombardia per prevenzione e sostenibilità

Vedi Aggiornamento del 22/12/2011
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19/03/2010 – Prevenzione del rischio idrogeologico e sollecitazioni in materia di edilizia. Sono le azioni di Legambiente, che ha siglato accordi con Anci, Associazione nazionale comuni italiani, e Ance Lombardia, realtà rappresentativa del mondo delle costruzioni.
 
Rischio idrogeologico : Legambiente propone una nuova cultura del territorio e dei fiumi, mirando alla prevenzione dei danni da alluvioni attraverso lo stanziamento di risorse e l’attivazione di politiche adeguate. Secondo il dossier “Ecosistema rischio 2009” in Italia il 70% dei comuni è esposto al pericolo di dissesto idrogeologico. Situazione nonostante la quale l’urbanizzazione rimane elevata e i vincoli all’edificazione nelle zone a rischio non sono previsti in tutti i piani urbanistici.
 
Secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza è necessario un cambiamento di mentalità che faccia spostare l’azione dalla logica di emergenza post-disastro a una politica di manutenzione e gestione ordinaria per la pianificazione degli interventi.
 
Il piano di Legambiente e Anci si articola in sette punti. Assume un ruolo fondamentale l’adeguamento dello sviluppo territoriale alle mappe del rischio, così come la restituzione di spazi idonei alla natura, rispettando le fasce di pertinenza fluviale per consentire esondazioni controllate.
 
L’accordo si basa anche sul check-up dei corsi d’acqua minori, la diffusione di pratiche di manutenzione ordinaria mirate, la gestione delle piogge in città e la lotta integrata al disboscamento e agli incendi. Azioni che consentono la convivenza col rischio.
 
Edilizia : L’associazione ambientalista ha definito una collaborazione anche con Ance Lombardia per la realizzazione di edifici sostenibili. Il decalogo a sostegno dell’edilizia di qualità si fonda sulla ricostruzione delle città sostituendo il vecchio, lo sfruttamento dei nuovi vuoti urbani e l’addensamento in corrispondenza dei maggiori nodi logistici.
 
Necessaria anche la progettazione integrata e la ricerca di economie di scala, così come la sperimentazione di nuove soluzioni tecnologiche in grado di innovare i processi aziendali. Completa il quadro l’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale e l’educazione alla qualità. Per contribuire allo sviluppo del mercato.
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