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AMBIENTE

Paesaggio, il Governo punta all’equilibrio tra conservazione e valorizzazione

di Rossella Calabrese

Bondi: la semplificazione delle autorizzazioni accelererà più del 50% delle pratiche

Vedi Aggiornamento del 10/01/2011
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30/04/2010 - Qualità dello sviluppo, semplificazione normativa e adeguatezza nelle regole d’uso del territorio. Sono questi i valori fondanti della politica del paesaggio che il Ministero per i beni e le attività culturali ha portato avanti nei due anni trascorsi, e che sono stati illustrati alla Commissione Ambiente del Senato dal Ministro Sandro Bondi.
 
Posto che il paesaggio esprime l’identità delle popolazioni che lo abitano e rappresenta il presupposto per una crescita economica ed un benessere sociale duraturi e stabili, il Ministro ha affermato la necessità di puntare ad una crescita selettiva ed intelligente che tuteli il patrimonio storico-paesaggistico nel lungo periodo, attraverso un sapiente equilibrio tra conservazione e valorizzazione, tenendo in conto la prevenzione dei rischi idrogeologici.
 
Allo stesso tempo - secondo Sandro Bondi - occorre garantire al cittadino chiarezza e certezza su ciò che gli è consentito e su ciò che gli è vietato fare; per questo è necessario riordinare la normativa tracciando un confine netto tra l’attività libera che, non incidendo sul paesaggio, deve essere sottratta al controllo autorizzativo, e le attività che, invece, incidono in maniera significativa sul paesaggio, richiedendo un controllo. Un passo in avanti verso questa distinzione è rappresentato dal Regolamento di semplificazione attualmente all’esame della Commissione (leggi tutto), che mira ad individuare un punto di equilibrio tra le esigenze di tutela del patrimonio culturale e paesaggistico e quelle dell’alleggerimento dei controlli burocratici. Secondo stime del Ministero, il regolamento riguarda più del 50% delle pratiche di autorizzazione paesaggistica, con evidente vantaggio sulla funzionalità degli uffici e con favorevoli ricadute sulla tempistica degli adempimenti.
 
Il senatore Roberto Della Seta (PD) ha osservato che il vincolo paesaggistico posto sul 50% del territorio nazionale è necessario in un Paese nel quale l’uso del territorio è sfuggito a qualsiasi idea di sviluppo ordinato e legale. E ha ricordato le problematiche di tutela del paesaggio evocate dal decreto-legge recentemente approvato dal Consiglio dei ministri, che sospende la demolizione degli immobili abusivi in attesa che la regione Campania disponga con propria legge la riapertura del condono edilizio del 2003 (leggi tutto).
 
Secondo il senatore Franco Orsi (PdL), il Regolamento assoggetta ad autorizzazione interventi che non sono attualmente sottoposti ad alcuna forma di autorizzazione paesaggistica, tra cui interventi che devono essere posti in essere dal sindaco per garantire l’incolumità e la salute pubblica.
 
Per quanto riguarda, invece, l’adeguatezza e la proporzionalità nelle regole di uso del territorio, il Ministro Bondi ha affermato la necessità di “dosare il livello e il tipo di tutela in funzione delle specifiche realtà del territorio nazionale”. Ciò è particolarmente importante - ha spiegato Bondi - se si considera che, per effetto della Legge Galasso, le aree vincolate coprono oltre il 50% del territorio nazionale. Lo strumento del piano paesaggistico, previsto dal Codice dei Beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/2004), e che deve essere elaborato dallo Stato e dalle Regioni con la partecipazione delle autonomie territoriali, ha subito nel 2010 un rallentamento, sia per le elezioni regionali sia perché le Regioni hanno chiesto talvolta al Ministero solo un formale visto finale di conformità su un piano elaborato unilateralmente.

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