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Porti: il Consiglio dei Ministri dà il via libera alla riforma

di Rossella Calabrese

Matteoli: ‘Modernizzare l’attività degli scali aiuta lo sviluppo e l’economia del Paese’

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20/04/2010 - Il Consiglio dei Ministri di venerdì scorso ha approvato il disegno di legge che riforma l’ordinamento dei porti italiani.
 
“Si tratta - ha spiegato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, al termine del CdM - di una riforma  a cui abbiamo lavorato in collaborazione e con il supporto del Parlamento, che punta a modernizzare l’attività, il ruolo e l’efficienza dei porti.
 
Sono cinque - ha spiegato il ministro - i pilastri del disegno di legge:
1. la ridefinizione del ruolo delle Autorità portuali e del processo della loro governance e la previsione di funzioni tipicamente manageriali dei loro presidenti;
2. il rapporto tra porto e territorio, tra porto e reti di accesso e le problematiche legate all’ultimo miglio;
3. la semplificazione e la razionalizzazione dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori generali dei porti, per il rilascio delle concessioni ai privati e di sdemanializzazione e per facilitare il dragaggio dei fondali;
4. le norme per stabilizzare il lavoro portuale;
5. il rilancio degli investimenti nel comparto, attraverso un Fondo per le infrastrutture già in vigore.
 
“Auspico - ha concluso Matteoli - che la Conferenza Stato-Regioni esamini rapidamente il disegno di legge e che il Parlamento lo discuta altrettanto celermente”.
 
Nel ddl è stata inserita una norma, concordata con il ministro del Turismo Michela Brambilla, che favorisce la realizzazione di nuovi pontili per la nautica da diporto, che consentirà l’aumento del numero dei posti barca, a beneficio delle attività turistiche.
 
Ricordiamo che il DL 40/2010 ha istituito un Fondo, con una dotazione iniziale di 80 milioni di euro, destinato a finanziare le opere infrastrutturali nei porti di rilevanza nazionale. Il Fondo sarà ripartito tenendo conto della gestione più virtuosa dei porti.

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