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Incentivi agli ecoedifici: i primi dubbi degli operatori

di Rossella Calabrese

Incongruenze tra i requisiti energetici richiesti e i riferimenti normativi indicati

Vedi Aggiornamento del 28/05/2010
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08/04/2010 - I contributi agli edifici ad alta efficienza energetica non sono ancora partiti, ma ci sono già i primi dubbi sui requisiti per ottenerli (leggi tutto), in particolare su una incongruenza tra i requisiti energetici richiesti e i riferimenti normativi indicati.
 
Un lettore di Edilportale osserva che il DM 26 marzo 2010 (decreto attuativo del DL 40/2010 ) subordina l’incentivo ad un “fabbisogno di energia primaria” inferiore del 30 o del 50% ai valori dell’allegato C n.1 tab. 1.3 del Dlgs 192/2005.

Ma fa notare che i dati della tab. 1.3 si riferiscono al solo riscaldamento, mentre la classificazione energetica (classe A, classe B, ecc.) si riferisce alla prestazione globale (riscaldamento + acqua calda sanitaria).

“Come si fa - chiede - a confrontare un indice che considera i fabbisogni sia del riscaldamento che dell’acqua calda con un limite che è riferito al solo riscaldamento?”


In effetti l’allegato 4 alle Linee Guida per la certificazione energetica ( DM 26 giugno 2009 ) definisce la classe energetica come somma tra l’indice di prestazione energetica (Epi) e la produzione di acqua calda sanitaria in kwh. Per cui dal 25% al 50% di Epi si è in classe B e dal 50% al 75% in classe A, ma limitatamente al riscaldamento.
 
L’acqua calda sanitaria è un altro parametro che si aggiunge alla classe energetica del riscaldamento e dà la classe energetica globale.
 
Il decreto attuativo per gli incentivi impone una riduzione del 30% e 50% del fabbisogno di energia primaria facendo però riferimento alla classificazione energetica del solo riscaldamento.
 
 
Ha collaborato: arch. Francesco Giordano, certificatore energetico

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