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Piccoli interventi in aree tutelate: l’autorizzazione paesaggistica sarà più semplice

di Rossella Calabrese

All’esame della Camera il regolamento che accorcia i tempi e semplifica le procedure

Vedi Aggiornamento del 15/09/2010
Commenti 32849
19/04/2010 - È iniziato la scorsa settimana in Commissione Ambiente della Camera, l’esame del Regolamento che semplifica l’autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità.
 
L’obiettivo del provvedimento - ha spiegato il relatore Angelo Alessandri - è quello di trovare un punto di equilibrio tra le esigenze di tutela del paesaggio e quelle di sviluppo del territorio, e tra il ruolo degli organi dello Stato e quello delle regioni e degli enti locali. Il Regolamento in esame attua l’articolo 146, comma 9, del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio ( Dlgs 42/2004 ) introducendo un’autorizzazione paesaggistica semplificata per gli interventi di lieve entità che rappresentano - secondo la relazione illustrativa - circa il 75% delle richieste. Le semplificazioni riguardano la documentazione da presentare, l’iter procedurale e i tempi di conclusione del procedimento.
 
Il Codice dei Beni culturali e del Paesaggio prevede tre tipi di autorizzazione paesaggistica: quella ordinaria (art. 146); quella per le opere da eseguirsi da parte dello Stato (art. 147); quella “in via transitoria” (art. 159), concessa nelle more dell’adeguamento dei piani paesaggistici. Il suddetto regime transitorio, prorogato più volte, è scaduto il 31 dicembre 2009 (art. 23, comma 6, DL 78/2009 ( leggi tutto ).
 
La procedura ordinaria viene avviata dai proprietari di immobili ed aree di interesse paesaggistico che intendano effettuare interventi o apportarvi modifiche. L’autorizzazione paesaggistica è necessaria per ottenere il permesso di costruire per la realizzazione di interventi nelle zone vincolate. Il suo rilascio spetta alle Regioni o a province e enti locali delegati dalle Regioni. La competenze sull’autorizzazione paesaggistica è della Soprintendenza che deve esprimere un parere obbligatorio, preventivo e vincolante su tutte le istruttorie; infatti, la Regione può pronunciarsi solo dopo aver acquisito il parere del Soprintendente.
 
Il Regolamento in esame interviene semplificando la procedura per gli interventi “di lieve entità”. In primo luogo individua un elenco di interventi che possono considerarsi “di lieve entità”: si tratta di 42 tipologie di lavori, che vanno dagli interventi su edifici esistenti a quelli di manutenzione idraulica, silvicoltura e difesa costiera, a quelli in zone cimiteriali, a quelli relativi alla realizzazione di impianti energetici, di telecomunicazione e altri interventi similari, nonché alla realizzazione di strutture mobili temporanee. L’elenco può essere modificato o integrato.
 
Viene poi definita una procedura più rapida e più semplice per il rilascio o il diniego dell’autorizzazione: la documentazione da presentare insieme all’istanza si riduce ad una relazione redatta da un tecnico, che attesti la conformità dell’intervento alla disciplina urbanistica, edilizia e del paesaggio. I tempi del procedimento autorizzatorio si riducono da 105 a 60 giorni complessivi (30 giorni presso l’ente locale per l’istruttoria e l’eventuale conclusione negativa anticipata, più 25 giorni per il parere vincolante del Soprintendente, più 5 giorni per l’adozione del provvedimento definitivo).
 
L’articolo 7 - conclude il relatore - dispone che il Regolamento entri in vigore contestualmente all’articolo 146 del Codice del Paesaggio sull’autorizzazione paesaggistica ordinaria, che - si legge ancora nel resoconto della seduta - sarebbe dovuta entrare in vigore dal 1° gennaio 2010.

In realtà la procedura ordinaria di cui all’art. 146 è entrata in vigore il 1° gennaio 2010, perché la proroga del regime transitorio è scaduta il 31 dicembre 2009, come affermato dallo stesso relatore, e confermato dalla Circolare del 22 gennaio 2010 del Ministero dei Beni culturali ( leggi tutto ).

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Altri commenti
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lUIGI

La nuova procedura di autorizzazione paesaggistica semplificata che si applica anche a quegli interventi in aree sottoposte ad un vincolo soltanto "tipologico" (si tratta di quelli previsti dalla legge Galasso del 1985, poi riconfermati dall'articolo 142 del codice dei beni culturali e del paesaggio: presso sponde dei mari, dei laghi e dei fiumi, boschi e foreste, parchi regionali e statali, monti sopra una determinata altezza,ecc),dovrebbe nello spirito del legislatore costituire un'accelerazione del procedimento amministrativo. I tempi predefiniti del procedimento sono corredati da specifiche sanzioni a carico dei funzionari e dei dirigenti, con responsabilità disciplinari e dirigenziali, che incidono sulle retribuzioni di risultato. Inoltre, il cittadino può adire immediatamente il giudice amministrativo ed ottenere, con procedura accelerata una pronuncia che accerti il proprio diritto ad ottenere un provvedimento e gli eventuali danni ingiusti cagionati in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento. In effetti ritengo,però, che i ritardi continueranno come sempre in quanto sono stati fissati dei tempi tecnici di conclusione che difficilmente potranno essere osservati in considerazione della inadeguatezza delle strutture pubbliche.Inoltre,quanto alle azioni che il cittadino potrà intraprendere sarà difficile uscirne vittoriosi .