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NORMATIVA

Tariffe minime: Alfano promette la riforma entro la legislatura

di Rossella Calabrese
Commenti 14122

Ingegneri e architetti chiedono il ripristino delle tariffe minime, la formazione permanente e il riordino degli studi di settore

Vedi Aggiornamento del 30/11/2010
Commenti 14122
09/04/2010 - Manca meno di una settimana al 15 aprile, data dell’incontro tra il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e i Presidenti dei Consigli Nazionali degli Ordini professionali. All’ordine del giorno i temi urgenti per le categorie professionali, in primis la questione dei minimi tariffari.
 
Il Ministro è determinato nel voler riformare gli ordinamenti professionali entro la legislatura, partendo dalla reintroduzione delle tariffe minime obbligatorie, abolite quattro anni fa dal decreto Bersani. “Bisogna garantire prestazioni efficaci e tariffe semplici, comprensibili, eque e trasparenti” ha spiegato qualche giorno fa il guardasigilli.
 
Concordano con Alfano i vertici degli Ordini delle professioni tecniche. “Siamo pronti a dare il nostro contributo per elaborare tariffe minime che abbiano come obiettivo la tutela degli interessi dei cittadini” ha affermato il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Giovanni Rolando , aggiungendo che “l’abolizione della tariffa minima intervenuta con il decreto Bersani ha avuto il risultato diametralmente opposto”.
 
Secondo i dati del Centro Studi del CNI - ha spiegato Rolando - il risparmio teorico che le amministrazioni pubbliche hanno avuto applicando la regola del massimo ribasso è solo dello 0,4% dell'importo dell’opera. Per il Presidente non si può quindi parlare di benefici ma, anzi, “una progettazione elaborata senza le necessarie risorse economiche non dà sufficienti garanzie per la sua corretta realizzazione” e apre la strada a contenziosi in fase di esecuzione dei lavori.
 
“Ogni prestazione deve avere un suo equo compenso” ha concluso Rolando. “I professionisti più seri certamente ci rimetterebbero, uscendo dal mercato e lasciando spazio ad eventuali altre figure meno scrupolose”. E tra i danni provocati dal decreto Bersani, Rolando ha citato anche il rischio per la dignità delle professioni: non ha senso - secondo il presidente CNI – valutare la prestazione intellettuale sulla base dei tempi tecnici di elaborazione, dimenticando il loro valore aggiunto d’ingegno.
 
Massimo Gallione, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori , vede nell’appuntamento con il ministro Alfano un punto di partenza per intervenire sulle tariffe minime e per rimediare ai danni causati dalla loro abolizione. Gallione spiega che l’attuale sistema degli affidamenti degli incarichi, basato sul massimo ribasso, ha ristretto in modo significativo il mercato della progettazione riducendo drammaticamente i livelli di occupazione negli studi professionali.
 
“Aggiudicare gare con ribassi fino all’80% - ha detto Gallione - è un modo per eliminare la stragrande maggioranza dei partecipanti che non sono in grado di reggere delle offerte indiscriminatamente libere. Tutto ciò in contrasto con i criteri europei della concorrenza”. E ha auspicato una effettiva accelerazione verso una riforma che riconosca alle professioni centralità, sussidiarietà e soprattutto qualità.
 
Fondamentale e prioritaria, secondo il presidente del Cnappc, è la formazione permanente, “proprio in questo periodo di crisi nel quale i professionisti devono adeguare le loro conoscenze a mercati in continua evoluzione”. È necessario, secondo Gallione, “operare sul versante della conoscenza, che l’Università spesso non riesce a soddisfare in modo adeguato e compiuto: ecco perché la formazione permanente post-universitaria deve diventare, nei prossimi anni, l’elemento fondante per lo sviluppo delle libere professioni”.
 
Accoglie favorevolmente la riapertura della discussione sulla riforma delle professioni anche l’ ANIALP, Associazione Nazionale Ingegneri Architetti Liberi Professionisti , secondo cui il decreto Bersani ha favorito le forti strutture professionali senza alcun beneficio per i cittadini e per i piccoli studi professionali.
 
In una lettera indirizzata al Ministro Alfano, l’ANIALP auspica che la riforma dia garanzia al lavoro professionale e introduca sistemi di protezione che premino le componenti che maggiormente investono nella formazione e nelle risorse umane. Secondo ANIALP occorre favorire l’ingresso alla professione dei giovani laureati, e rivisitare radicalmente i parametri degli studi di settore, che frenano gli investimenti e lo sviluppo degli studi professionali.
 
Quanto al decreto Bersani, secondo l’Associazione, la sua cancellazione è necessaria e deve avvenire semplificando e rendendo comprensibili, equi e trasparenti i criteri delle tariffe, e individuando sistemi di controllo per le offerte anomale, vera piaga negli appalti pubblici, dove il criterio del massimo ribasso danneggia la qualità dei servizi e fa aumentare il contenzioso. Snellire gli ordinamenti, favorire l’aggregazione di professionisti anche in forma multidisciplinare, sono le altre priorità indicate.
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Altri commenti
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sanpar

certificato di asservazione vecchi serramenti. Sa devo prendere le misure euro 150,00. Si presenta il giorno stabilito, guarda i serramenti e vetro - nessuna misura. Anticipo. Mi telefoni. Il giorno dell'appuntamento consegno la somma pattuita. Guardo e vedo qualcosa di sbagliato. Candidamente ma tanto non li vedrà nessuno. Aspetto almeno un pezzo di carta per la detrazione del 55%. Ci guardiamo e aspetto. Sa mi servirebbe una ricevuta. A già può detrarla. Quando farò la fattura gli telefono. Sto ancora astettando. Cosa ne dite?

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giac

era ora qualche politico si stesse accorgendo del criminale decreto bersani, partorito con tutto l'odio e la demagogia che un burocrate d'apparato assistito e nutrito da uno statalismo mafioso e comunista aveva propalato. cari colleghi superiori, uniamoci invece di dividerci ( dividi et impera), le libere professioni sono strategiche non solo per l'economia ma anche per la salvaguardia della democrazia, se in campo rimangono solo stato e imprese prima si spartiranno i frutti della gente che lavora e poi si scanneranno, in pratica senza quel popolo di mezzo ( che sarebbe il ceto medio) a cui appartengono il 90 % dei liberi professionisti, la società sarà un incubo orwelliano di super poteri fatti da terroristi di stato e mafiosi delle grandi imprese. apriye gli ochhi ci vogliono liquidare, ma prima ci additeranno al pubblico ludibrio, le persone singole capaci e intelligenti sono odiate dal potere- SVEGLIATEVI PRESUNTUOSI RICCHI SOLO DI VANAGLORIA. un piccolissimo incazzatissimo geomtera.

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Luigi

Per FABRIZIO MERCANTE, ing. Edile. Non vedo cosa ci sia di male se degli elettrici facciano gli strutturisti. Ognuno si assuma la responsabilità di quello che fa. Io non ho studiato tanti anni per fare l'azzeccagarbugli iperspecializzato in piante e prospetti. E proprio in questo che sta il famoso decoro della professione, nel saper dare delle risposte ai problemi più disparati, se necessario anche la classica "Si rivolga ad uno specialista". Ma poi mi scusi, non mi risulta che un ortopedico non possa curare un suo paziente con una semplice aritmia o che un avvocato penalista non possa affrontare una semplice bega condominiale... Oppure sbaglio?

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Luigi

Bravo Michele. finalmente una affermazione seria. Via questi ordini feudali. le 110 euro/anno me li voglio spendere diversamente. Per quanto riguarda i minimi tariffari se ne può discutere secondo compensando quello che togli in altro modo, ad esempio con due regimi fiscali diversi, uno per la prestazione fatta sotto il minimo e uno per quella sopra il minimo...con un occhio di riguardo per noi giovani se possibile.


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