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NORMATIVA

Terre e rocce da scavo, più semplice il riuso

di Paola Mammarella

Con la modifica al Codice Ambiente procedure più snelle per le imprese di costruzione

Vedi Aggiornamento del 17/01/2012
28/04/2010 – Terre e rocce da scavo non più rifiuti ma sottoprodotti. È stato approvato due settimane fa in Consiglio dei Ministri la bozza di decreto legislativo che recepisce la Direttiva europea 2008/98/CE.
 
La norma, che sarà analizzata in Conferenza Unificata e nelle Commissioni parlamentari, apporterà qualche modifica al Codice Ambiente, d.lgs. 152/2006. Il trattamento dei rifiuti potrebbe avvenire secondo i principi di precauzione e prevenzione, massimizzando il riciclaggio e il recupero.
 
Sono quindi in arrivo semplificazioni per le imprese del settore edile che, dopo il parere positivo di Parlamento e Regioni sul decreto, potrebbero andare incontro a procedure meno rigide per il riutilizzo dei materiali escavati.
 
Allo stato attuale gli articoli 185 e 186 del Codice dell’Ambiente regolano l’impiego delle terre e rocce da scavo, che possono essere considerate sottoprodotti e riutilizzate senza limitazioni nello stesso sito dell’estrazione, a patto che non risultino contaminate.
 
La situazione cambia se i materiali edili escavati devono essere trasferiti in un altro luogo, circostanza che vale loro la classificazione sotto la categoria dei rifiuti. Diventa infatti necessario garantire la tutela dell’ambiente accertando le caratteristiche chimico fisiche del terreno di provenienza e la compatibilità con quello di destinazione.
 
Con le semplificazioni predisposte dal CdM anche le terre da riutilizzare in un luogo diverso da quello dell’estrazione potrebbero essere considerate sottoprodotti e non rifiuti, rendendo quindi superflue le autorizzazioni finora richieste.
 
Per le imprese, che fino ad oggi dovevano smaltire il materiale scavato come rifiuto e acquistare altrove quello per la costruzione delle opere, con una conseguente moltiplicazione dei costi, si prospetta un ritorno in termini di competitività.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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vento francesco

trattasi di sbancamento da frana in un terreno agricolo di proprietà privata e riempimento adiacente alla frana.a mio avviso trattasi di sottoprodotto di materiale vegetale impiegato per riempimento terreno agricolo con livellamento e pertanto non può essere considerato ( DISCARICA PER I VIGILI URBANI DEL COMUNEDI VILLAFRANCA TIRRENA PROV.DI MESSINA )


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