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RISPARMIO ENERGETICO

Fotovoltaico verso l’integrazione architettonica totale

di Paola Mammarella
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GSE: interpretare i pannelli come materiale edile, parte inscindibile della costruzione

Vedi Aggiornamento del 07/06/2010
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01/04/2010 - Il GSE ha pubblicato nella sezione "Fotovoltaico", Dati e pubblicazioni informative, una nota contenente precisazioni in merito alla possibilità di ottenere il riconoscimento della totale integrazione architettonica per impianti fotovoltaici che utilizzano moduli rigidi applicati a elementi di copertura degli involucri edilizi, con soluzioni progettuali definite “industrializzate”.
 
A seguito delle numerose richieste di chiarimento il GSE ha precisato che:
 
Per “industrializzata” s’intende una soluzione nella quale modulo e copertura identificano un unico prodotto, non individualmente distinguibile, offerto sul mercato.

Nei casi in cui si utilizzano  moduli fotovoltaici standard, disponibili sul mercato, che non svolgono alcuna funzione edilizia o strutturale ma sono sovrapposti a superfici di copertura già dotate di tutte le necessarie funzioni protettive come tenuta, impermeabilizzazione e isolamento, il riconoscimento dell’integrazione architettonica è strettamente legato alla realizzazione di una superficie di rivestimento che ricopra la porzione omogenea della copertura oggetto dell’intervento.

Nel caso in cui i moduli fotovoltaici non coprano la totale superficie della copertura, è necessario completare l’integrazione attraverso degli elementi finti, cioè senza celle fotovoltaiche, che rimpiazzino gli elementi fotovoltaici dove c'è ombra e da parti di chiusura che permettano di raccordare gli spazi tra i moduli fotovoltaici e gli elementi di rivestimento tradizionali, i bordi laterali, le gronde e il colmo.
 
I chiarimenti seguono la Guida all’integrazione architettonica presentata ad aprile dell’anno scorso (leggi tutto), ma anche la quarta edizione del Conto Energia, redatta a marzo (leggi tutto), in base alla quale le tariffe incentivanti sono differenziate a seconda del tipo di integrazione architettonica.
 
Nell’ integrazione parziale i moduli fotovoltaici possono essere montati su edifici o componentistica di arredo urbano, come chioschi, pensiline, barriere acustiche , ecc., senza sostituire il materiale da costruzione delle stesse strutture.
 
Per ottenere l’ integrazione totale è necessario riuscire ad equilibrare gli aspetti tecnici ed estetici dei componenti della tecnologia fotovoltaica con quelli dell'involucro edilizio, senza compromettere le caratteristiche funzionali di entrambi. Una corretta integrazione architettonica del fotovoltaico, infatti, riesce a far coincidere la capacità del fotovoltaico di produrre energia elettrica sul luogo della domanda con la qualità estetica dello spazio che lo contiene.
 
Le caratteristiche fisiche del modulo fotovoltaico come forma, dimensione, colore ed eventuale trasparenza, possono diventare elementi di caratterizzazione dello spazio architettonico sia quando viene utilizzato come copertura, facciata o grande vetrata, sia quando è elemento di arredo urbano.
 
In questi casi il fotovoltaico viene interpretato e utilizzato come vero materiale edilizio e diventa parte inscindibile della costruzione. Sostituisce un materiale da costruzione convenzionale, diventando un componente attivo dell'involucro edilizio in grado di contribuire positivamente alla performance energetica degli edifici.
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