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ARCHITETTURA

Balancity: il padiglione tedesco per l’Expo Shanghai 2010

di Roberta Dragone

Una scultura tridimensionale firmata Schmidhuber + Kaindl

Vedi Aggiornamento del 25/05/2010
06/05/2010 – Un viaggio alla scoperta delle differenze, nella speranza di trovare il giusto equilibrio tra innovazione e tradizione, urbanizzazione e natura, comunità e individui, e in ultimo tra globalizzazione  e identità nazionale. È questo il significato da attribuire al termine Balancity –  neologismo che sposa metaforicamente i concetti di “equilibrio” e “città” – con il quale la Germania interpreta il tema Better City, Better Life dell’Expo Shanghai 2010. Non solo attraverso il percorso offerto al visitatore, bensì nella stessa architettura del padiglione, realizzato su progetto di Schmidhuber + Kaindl.

Il padiglione Germania occupa una superficie di 6mila metri quadrati, nelle immediate vicinanze dei padiglioni Francia, Polonia e Svizzera.
 
Allo stesso modo in cui una città, come rappresentazione dell’equilibrio tra diversità e densità, si compone di molteplici stratificazioni storiche di spazi, funzioni ed ambientazioni, così il padiglione Germania è stato immaginato come spazio dinamico, in grado di riflettere la differenza delle vite che animano la città. Ne risulta una sorta di scultura tridimensionale che prende forma dall’intersezione di quattro strutture diverse. Ciascuna di queste, da sola, rappresenta un elemento precario. L’equilibrio è garantito solo dall’interazione dei diversi volumi. È questa la prospettiva architettonica alla base del concetto di balancity.
 
Come in un paesaggio urbano, la struttura alterna inoltre spazi urbani e natura, con consapevole impegno verso la sostenibilità e l’efficienza energetica.
Uno spazio verde terrazzato si sviluppa dal piano terra sino al terzo livello al di sopra del quale appaiono come sospese nell’aria le quattro strutture espositive. La loro combinazione dà forma ad una copertura che protegge da sole e pioggia i visitatori che passeggiano nel verde. Ne risulta una dinamica alternanza di spazi interni ed esterni, costruito e natura, paesaggi urbani  e rurali.
 
Il visitatore è guidato attraverso un percorso labirintico che ha inizio con una passeggiata nella grande terrazza verde al piano terra per poi proseguire in una complessa articolazione di tunnel, corti all’aperto ed intersecazioni di spazi espostivi ospitati su piani differenti. Alla fine del percorso il visitatore giunge all’interno di una stanza che si sviluppa in verticale come un anfiteatro raggiungendo l’altezza di 12 metri. Di qui, dalla Energy Source, il visitatore può iniziare la sua discesa verso l’esterno seguendo un percorso a spirale che lo conduce nel cuore dello spazio espositivo.
© Riproduzione riservata

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