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LAVORI PUBBLICI

Calamità naturali: in arrivo i villaggi di emergenza

di Rossella Calabrese

Un ddl sugli alloggi mobili per far fronte a eventi eccezionali e ondate migratorie

Vedi Aggiornamento del 01/06/2010
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11/05/2010 - Inizia oggi in Commissione Ambiente della Camera, l’esame del disegno di legge C. 2243, presentato nel febbraio 2009, per la realizzazione di case di emergenza da utilizzare in caso di calamità naturali.
 
Il ddl disciplina la predisposizione e l’installazione di alloggi di emergenza in caso di calamità naturali, di disastri causati dall'uomo e di eventi non convenzionali, tra cui le ondate migratorie connesse con eventi internazionali, (eventi bellici, repressioni condotte da regimi dittatoriali) per i quali occorre fornire assistenza.
 
Secondo i firmatari della proposta, pur essendo difficile prevedere il momento e il luogo in cui si verificheranno calamità naturali, è altamente probabile il loro avverarsi su scala regionale o nazionale. A questo si aggiunge - spiega la relazione – la costante crescita dei nuclei familiari privi di abitazione.
 
Per garantire il diritto all’abitazione in caso di emergenza, il ddl prevede l’istituzione di un Comitato di Coordinamento e di Indirizzo (CCI), che studi l’evoluzione della nozione di alloggio di emergenza e dei relativi sistemi tecnologici e costruttivi, e che organizzi e gestisca l’acquisizione e la gestione di tali sistemi. Il Comitato, presieduto dal Presidente del Consiglio o da un Sottosegretario, si occuperà di acquisire e gestire gli alloggi di emergenza da utilizzare in caso di calamità e di emanare linee guida per promuovere la disponibilità di alloggi di emergenza e di aree attrezzate, nei territori a rischio.
 
In primo luogo, il CCI redigerà una relazione annuale contenente, per le aree territoriali del nord, del centro, del sud e delle isole, la domanda di abitazioni, in termini quali-quantitativi. La relazione dovrà inoltre illustrare l’evoluzione del rapporto tra disponibilità di alloggi e popolazione, compresa quella generata da flussi migratori, e la dinamica dei prezzi di vendita e di affitto delle case.
 
Contestualmente al CCI, sarà istituita, presso la Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi, una Sezione Speciale, composta da rappresentanti delle Università, che fornirà informazioni sui sistemi e sui prodotti innovativi nel settore degli alloggi di emergenza. Sulla base di tali informazioni, il CCI procederà alla registrazione, in un apposito Elenco, dei prodotti e dei sistemi esistenti, nonché di specifici progetti di ricerca e di innovazione nel settore degli alloggi di emergenza, favorendone, anche mediante incentivi, la produzione e la commercializzazione.
 
Con un apposito provvedimento, il Comitato stabilirà i criteri per attrezzare le aree, individuate sul territorio a rischio delle Regioni, da rendere subito disponibili ad ospitare gli alloggi di emergenza. Tali aree dovranno essere individuate dagli enti locali competenti, anche in deroga alle norme urbanistiche vigenti, e attrezzate a spese degli stessi enti.
 
Il Dipartimento della protezione civile, sulla base del lavoro della Sezione Speciale, definirà le direttive tecnico-scientifiche per la predisposizione degli alloggi prefabbricati da destinare alle zone colpite da calamità e disastri, tenendo conto delle peculiarità climatiche, meteorologiche e di altitudine. Le direttive verranno trasmesse alle imprese iscritte nell’apposito Registro (istituito presso la Protezione civile) delle imprese che producono sistemi mobili e flessibili, che dovranno adeguare i propri sistemi.
 
Solo le imprese iscritte al Registro potranno partecipare alle gare d’appalto per la fornitura di alloggi di emergenza bandite dalla Protezione civile. Chi vince l’appalto stipulerà una convenzione con la Protezione civile per la produzione di alloggi di emergenza nelle aree attrezzate prescelte, impegnandosi a renderli disponibili presso i siti designati e a provvedere alla loro manutenzione e custodia.
 
Ogni tre mesi la Protezione civile pagherà le imprese per la manutenzione e la custodia degli alloggi, e ogni anno corrisponderà alle stesse imprese gli interessi sui capitali investiti negli alloggi; in caso di emergenza dovuta a calamità naturali, disastri causati dall’uomo o eventi non convenzionali, la Protezione civile acquisterà gli alloggi al prezzo stabilito nella convenzione con risorse del bilancio della Presidenza del Consiglio.
 
Infine, per incentivare la ricerca e l’innovazione sugli alloggi di emergenza, il Ministero dello sviluppo economico istituirà un apposito fondo con una dotazione iniziale di 5 milioni di euro, rifinanziabile ogni due anni.

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