Network
Pubblica i tuoi prodotti
Vai al prossimo articolo
Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
RISPARMIO ENERGETICO Superbonus, confermati i tempi più lunghi per condomìni, edifici plurifamiliari e case popolari
LAVORI PUBBLICI

Edilizia: imprese e sindacati chiedono interventi immediati al Governo

di Rossella Calabrese

137mila posti di lavoro persi e più di 2.000 imprese fallite nel 2009; investimenti in costruzioni calati del 18% in tre anni

Vedi Aggiornamento del 24/11/2010
Commenti 4413
18/05/2010 - Sono stati 137.000 i posti di lavoro persi nelle costruzioni nel 2009, che salgono a 210.000 se si considera l’indotto; più di 2.000 le imprese di costruzioni fallite nel 2009, il 30% in più rispetto al 2008; nel 2009 si sono avute 9.000 imprese di costruzioni in meno rispetto al 2008. Gli investimenti in costruzioni sono calati del 18% in tre anni; il numero dei bandi di gara per lavori pubblici negli ultimi sei anni si è ridotto del 55% e le compravendite di abitazioni sono diminuite del 30% in tre anni.
 
È questo il quadro della drammatica situazione dell’edilizia delineato il 14 maggio scorso, nella conferenza stampa di Ance e Federcostruttori, Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil e di tutta la filiera delle costruzioni, tenutasi nella sede romana del Cnel. 

Ad un anno dagli Stati Generali delle Costruzioni (leggi tutto), oltre alla situazione del comparto, sono state illustrate le proposte e le richieste al Governo, a partire da una serie di misure urgenti da mettere in campo per il settore, che ora sta entrando nella fase più pesante della crisi, con gravi ripercussioni per il lavoro e per le imprese.
 
Questi 12 mesi “sono passati invano” ha detto il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti e “non è stato fatto nulla per dare risposte alla crisi del settore”. Ma ora il settore non può più aspettare: “se entro giugno o al massimo luglio, non saranno arrivate le risposte che attendiamo in materia di interventi anti crisi, scenderemo in piazza a manifestare” ha concluso Buzzetti, chiedendo, a nome di tutte le altre associazioni, una convocazione immediata a Palazzo Chigi. Sul via libera del Cipe ad investimenti per 11 miliardi di euro (leggi tutto), Buzzetti ha detto che “qualcosa si muove”. Ma le decisioni del Cipe non bastano; aziende e sindacati chiedono un ampio spettro di interventi per ridare ossigeno al settore.

Dino Piacentini, Presidente dell’ANIEM (Associazione nazionale delle piccole e medie imprese edili), propone di avviare un piano straordinario di opere pubbliche immediatamente cantierizzabili da destinare alle piccole-medie imprese.
 
Per Antonio Correale, Segretario Generale FeNEAL UIL, i numeri della crisi sono spaventosi e tracciano del 2010 un profilo molto negativo. Stando le cose, il sindacato prevede che l’inversione della tendenza negativa avverrà non prima del 2012. “Ciò significherebbe - secondo Correale - il collasso della filiera delle costruzioni. Quello delle costruzioni è l’unico volano reale per riagganciare la crescita: per questo servono scelte politiche coraggiose e rapide. Serve quindi riattivare il tavolo del Governo riannodando le fila interrotte e incentrandolo su alcuni punti che si giudicano dirimenti per il rilancio del settore” conclude Correale.
 
Queste le vie d’uscita proposte:
 
Reciprocità nei diritti e nei doveri. Occorre instaurare un rapporto di reciproca correttezza tra Pubblica Amministrazione, imprese e cittadini. Le imprese devono versare quello che è loro dovuto ma anche la P.A. deve farlo. In questa ottica e tenendo conto dei mancati pagamenti da parte delle amministrazioni locali dovuti al patto di stabilità si ritiene necessario consentire alle imprese di compensare i propri crediti certi, liquidi ed esigibili con le imposte e i contributi dovuti.
 
Spendere i soldi che ci sono. Il Patto di stabilità va tenuto fermo ma, allo stesso tempo, bisogna mettere gli Enti locali virtuosi nella condizione di realizzare gli investimenti necessari allo sviluppo e alla competitività del Paese e onorare i propri debiti nei confronti delle imprese.
 
Accelerare il piano infrastrutturale. Per innescare la funzione anticongiunturale dell’edilizia è necessario:
- dare effettivo avvio alla realizzazione del Piano Cipe;
- mettere a disposizione le risorse disponibili in tempi certi;
- dare priorità agli interventi diffusi sul territorio, che possono avere un effetto più immediato contro la crisi.
 
Utilizzare la leva fiscale. Per accelerare processi virtuosi di uscita dalla crisi è fondamentale l’utilizzo della leva fiscale e l’eliminazione di norme ritorsive, ripristinando l’Iva per le cessioni di abitazionida parte delle imprese di costruzioni anche dopo i 4 anni dall’ultimazione dei lavori.
 
Piano Casa 1 e 2. Sul fronte residenziale è necessario, per far decollare finalmente l’edilizia sociale, che Regioni ed enti locali rispettino la scadenza di 180 giorni per definire proposte d’intervento che possano coinvolgere anche l’imprenditoria privata, avviando un’azione mirata alla riqualificazione urbana e all’abitare sostenibile. Sono inoltre necessarie semplificazioni normative per far partire anche il Piano Casa 2.
 
Regolarità e trasparenza nel mercato del lavoro. Per garantire la presenza sul mercato di imprese regolari in materia  retributiva e contributiva è prioritario mantenere ildocumento unico di regolarità contributiva(Durc) nei lavori privati e ampliare lo strumento della Cassa integrazione guadagni ordinaria in edilizia (Cigo), prevedendo l'equiparazione delle modalità del trattamento a quello dell'industria in senso stretto, che consente la sospensione totale dell'attività lavorativa fino ad un massimo di 12 mesi.

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
thumb profile
tonino

tonino | LAVORI PUBBLICI ANCHE PER IMPRESE ARTIGIANE domenica 10 ottobre 2010 - 16.23 Vogliono aiutare le imprese artigiane con vari tipi di incentivi che poi immmancabilmente non si puo'accedere, ....ma vogliamo smetterla. Le imprese artigiane vogliono lavorare ed espandersi,per cui AUMENTATE LE GARE D'APPALTO SOTTO 150.000 euro in modo che possano partecipare le PMI senza SOA ma con documentazioni veritiere che non si possono contraffare.Le PMI mettono in primo piano la persona non la societa',perche' la persona ci mette la faccia e il suo prestigio senza pensare a lavorazioni disoneste,perche' sa che ne risentirebbe la sua persona e le sue finanze dato che sono quasi tuttu imprese individuali e' di persone ,sas,snc ecc.,a differenza delle societa' di capitali e cooperative che non si trova mai il responsabile.Quindi AMMINISTRATORI E POLITICI se volete che vi arrivino piu' voti,PENSATECI AD AUMENTARE LE GARE D'APPALTO DI PICCOLI IMPORTI DA 20 A 100.000 EURO perche' le PMI non vogliono beneficenza ma vogliono contribuire a lavorare.(perche' con queste gare d'appalto lavorano solo le grandi imprese e poi sospendono i lavori abbandonandoli). COMUNQUE CI RISENTIREMO. ciao tonino