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LAVORI PUBBLICI

Ritardo pagamenti, trattamento simile per privati e PA

di Paola Mammarella

Applicazione agli appalti in edilizia da chiarire in fase di recepimento

Vedi Aggiornamento del 28/01/2011
Commenti 5744
17/05/2010 – Stesse condizioni per i rapporti contrattuali tra privati e per quelli tra privati e Pubblica Amministrazione. È lo spirito della Direttiva europea predisposta dalla Commissione Mercato Interno del Parlamento per ovviare alla crisi delle imprese generata dal ritardo nei pagamenti.
 
Il documento, che ha iniziato il suo iter nell’aprile 2009 su proposta della Commissione Europea, dopo l’approvazione in Commissione sarà votato dal Parlamento e analizzato dal Consiglio dell’Unione Europea entro giugno. Gli Stati membri avranno un anno di tempo per recepire le disposizioni.
 
Per privati e Pubblica Amministrazione il tempo massimo per i pagamenti è fissato a 30 giorni, fermo restando la possibilità per i contraenti di stipulare termini diversi.
 
Nei rapporti tra privati e Pubblica Amministrazione gli Stati membri possono autorizzare deroghe al limite dei 30 giorni solo in caso di necessità obiettiva, derivante dal tipo o dalla natura del contratto. Il termine non può comunque superare i 60 giorni.
 
Nei contratti tra privati valgono gli stessi limiti di tempo. Sono però consentiti termini superiori a 60 giorni se questi non comportano un danno ingiustificato per una delle parti contraenti.
 
Viene garantita la libertà contrattuale tra soggetti privati, anche se tra le novità dell’ultima versione compare l’allineamento delle regole previste per i contratti tra privati a quelle per i contratti con la Pubblica Amministrazione.
 
La penale del 5% per i ritardi della Pubblica Amministrazione viene sostituita dagli interessi di mora, applicabili fin dal primo giorno di ritardo, costituiti dal tasso di riferimento applicato dalla BCE, maggiorato del 9%. Stesso trattamento sanzionatorio è riservato anche ai rapporti tra privati. A queste somme si aggiungono i 40 euro forfettari a titolo di risarcimento per costi amministrativi e burocratici.
 
La direttiva non contiene l’applicazione esplicita di queste regole ai lavori pubblici del settore edile. Argomento che dovrà invece essere chiarito dal Consiglio o nella fase di recepimento nell’ordinamento italiano.

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Altri commenti
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IANNUCCI RICCARDO

E' SCANDALOSO CHE CI SIANO DEI RITARDI NEI PAGAMENTI E POI CI CHIEDONO LA REGOLARITA' CONTRIBUTIVA ! MA SE LORO NON PAGANO COME PRETENDONO CHE PAGHIAMO SEMPRE E CON PUNTUALITA' ALL'INPS O INAIL E ANCHE CASSA EDILE LORO I SOLDI LI VOGLIONO OGNI 16 DEL MESE SUCCESSIVO TANTI O POCHI LI VOGLIONO SE NO NON SEI REGOLARE E TI SBATTONO NELLA BANCA DATI DELLE IRREGOLARITA'E POI NON TI PAGANO CHE SCANDALO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!