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NORMATIVA

Campania, sospese per un anno le demolizioni di edifici abusivi

di Rossella Calabrese
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Al Senato la legge che blocca le ruspe per gli immobili realizzati entro marzo 2003

Vedi Aggiornamento del 31/10/2012
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25/05/2010 - Arriva oggi in Aula al Senato il ddl di conversione del decreto-legge 62/2010 che sospende fino al 30 giugno 2011 le procedure di demolizione degli edifici abusivi destinati a prima casa nella Regione Campania.
 
Il DL, approvato dal Consiglio dei Ministri del 23 aprile scorso, riguarda immobili abusivi realizzati entro il 31 marzo 2003, che siano stati dichiarati non pericolanti, siano abitati da famiglie che non dispongano di altra abitazione e non violino vincoli paesaggistici disposti dalla normativa statale.
 
Sono esclusi dalla sospensione gli immobili che, pur avendo le suddette caratteristiche, siano pericolosi per l’incolumità privata o pubblica o per i quali sia stata accertata la violazione di vincoli paesaggistici.
 
La relazione del disegno di legge afferma che il provvedimento riguarda “circa seicento casi che coinvolgono altrettante famiglie ed aggravano sensibilmente il già pesante deficit abitativo regionale”. Le delibere 4459/2002 e 2827/2003 della Giunta regionale campana - continua la relazione - hanno negato l’operatività in Campania del condono edilizio. Le delibere sono state poi ritenute illegittime dalla Corte costituzionale, ma hanno comunque determinato una situazione di incertezza per gli abusi realizzati fino al 31 marzo 2003.
 
I requisiti di necessità e urgenza, che giustificano il ricorso allo strumento del decreto-legge, consistono - spiega ancora la relazione - nella necessità di evitare la demolizioni già previste di prime case, in attesa di una ricognizione della complessa situazione esistente nella regione Campania.
 
Il Servizio Studi del Senato sottolinea che, secondo i dati del Rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente, i reati ambientali commessi in Italia nel 2008 sono 2.907; di questi, 573 riguardano la Campania, cioè il 15% di quelli commessi a livello nazionale.
 
Nel corso dell’esame in Commissione il PD ha sollevato dubbi derivanti dalla difficoltà di disporre dei dati quantitativi relativi ai casi che dovrebbero essere regolati dal decreto-legge. Inoltre, l'indeterminatezza delle situazioni che il decreto-legge dovrebbe regolare sarebbe tale da renderlo sostanzialmente inapplicabile. Paradossalmente, l'unico modo per dare una consistenza normativa al provvedimento sarebbe quello di riaprire i termini per il condono; in tal caso sarebbe però impossibile verificare il momento effettivo della realizzazione degli abusi.
 
Il senatore PD Roberto Della Seta ha, inoltre, ricordato che il 24% dei comuni campani è ad elevato rischio sismico, che quasi quattro quinti di questi comuni sono a grave rischio idrogeologico e che numerosissime abitazioni abusive sono state realizzate in pericolosa prossimità con il Vesuvio.
 
Secondo il senatore Aniello Di Nardo dell’IdV, le demolizioni da effettuare in Campania sono in realtà ben sessantamila e riguardano case costruite prima del 2003 i cui proprietari non hanno potuto accedere all'ultimo condono. Una parte di queste sessantamila costruzioni, realizzate a fini speculativi o in situazioni di grave rischio idrogeologico, devono essere demolite, ma le altre devono poter accedere al condono o, in alternativa, essere sequestrate per soddisfare le necessità abitative.
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