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Conferenza di servizi più snella col ddl di semplificazione

di Paola Mammarella

Novità in materia di tutela del paesaggio, conflitti di competenze e responsabilità per inerzia della Pubblica Amministrazione

Vedi Aggiornamento del 27/07/2010
Commenti 9336
17/05/2010 – Più snelle e veloci le procedure della Conferenza di Servizi. È il contenuto degli emendamenti approvati in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, dove è allo studio il ddl sulla semplificazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
 
La conferenza di servizi, nata con la Legge 241/1990 come strumento di semplificazione, ha causato spesso l’impasse dei procedimenti, rendendo necessaria quindi una riforma, sollecitata spesso anche da Confindustria.
 
Responsabilità PA: L’emendamento approvato cerca di porre rimedio all’inerzia che caratterizza a volte l’attività delle pubbliche amministrazioni. La mancata partecipazione alla conferenza di servizi che implica ritardo o mancata adozione della determinazione motivata di conclusione del procedimento è valutata per la responsabilità dirigenziale, disciplinare e amministrativa, incidendo in modo negativo sulla retribuzione di risultato. Il privato può inoltre dimostrare il danno derivante dal ritardo.
 
Tutela del Paesaggio: Se l’opera presa in esame è sottoposta anche ad autorizzazione paesaggistica, il soprintendente si esprime in via definitiva in sede di conferenza di servizi anche in merito alla legittimità dell'autorizzazione, come previsto dal Decreto Legislativo 42/2004.
 
Ambiente: Nei casi in cui l'intervento oggetto della conferenza di servizi è stato sottoposto positivamente a Vas, valutazione ambientale strategica, i risultati devono essere utilizzati senza modificazioni nell’ambito della Via, Valutazione di impatto ambientale.
 
Soluzione controversie: In presenza di motivato dissenso da parte di un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, del patrimonio storico-artistico o della salute e pubblica incolumità, la questione è rimessa dall'amministrazione procedente al Consiglio dei Ministri, che si pronuncia entro sessanta giorni, previa intesa con la Conferenza Stato Regioni.
 
In caso di mancato raggiungimento dell’intesa, nei successivi 30 giorni il CdM può comunque adottare la delibera. Se il dissenso è espresso da una Regione o da una Provincia autonoma in una delle materie di propria competenza, il Consiglio dei Ministri deve deliberare con la partecipazione dei Presidenti delle Regioni o delle Province autonome interessate.

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Altri commenti
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michele

voglio vedere nei fatti chi và fino in fondo a quello che dice: ovvero, visto che dai commenti emergono un senso civico e una correttezza etica molto alta, voglio vedere se costoro poi nei fatti sono coerenti con tutto ciò. mi spego meglio: se ci sono tutti questi "ostacoli", persone non serie dietro una scrivania, figli e figliastri,,ecc.. chi è disposto poi a rinunciare alla sua opera, costruzione pur di non avere a che fare con costoro?