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Lavori straordinari senza Dia, gli architetti di Roma: ‘norma pasticciata e inutile’

di Rossella Calabrese

Inascoltata la proposta di modifica del CNAPPC per garantire la sicurezza degli interventi di manutenzione straordinaria

Vedi Aggiornamento del 27/05/2010
Commenti 22549
13/05/2010 - “Una norma pasticciata e sostanzialmente inutile”. Così l’Ordine degli architetti di Roma definisce la nuova formulazione del Decreto Incentivi, nella parte in cui declassa la manutenzione straordinaria ad attività edilizia libera senza più bisogno di presentazione della DIA.
 
In un comunicato, l’Ordine capitolino ricorda di aver più volte manifestato il proprio dissenso per il provvedimento, e di aver scritto a tutti i parlamentari chiedendo che, in sede di conversione in legge, fosse adottato l’emendamento proposto dal CNAPPC per garantire la sicurezza degli interventi, che prevedeva l’obbligo di consegnare, oltre alla relazione di inizio lavori, una dichiarazione firmata da un professionista che certificasse il fatto che i lavori eseguiti non avessero interessato parti strutturali dell'edificio (leggi tutto).
 
“La Camera - continua il comunicato - ha tuttavia ritenuto più opportuno ignorare le indicazioni del mondo dei professionisti e approvare il testo dell’emendamento presentato dall'On. Cosimo Ventucci, con la diretta conseguenza di introdurre una norma pasticciata e sostanzialmente inutile”.
 
La nuova procedura - ricordiamo - prevede che, per gli interventi di manutenzione straordinaria non riguardanti le parti struttirali degli edifici, il proprietario trasmetta al Comune una relazione tecnica provvista di data certa e corredata dagli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.
 
Ma al termine dei lavori - fanno notare gli architetti romani - non c’è alcun obbligo di collaudo né di verifica da parte di un tecnico sulla conformità delle opere realizzate rispetto al progetto presentato. È sparita inoltre l’attività di direzione lavori. Chi seguirà l’evoluzione dei lavori - si chiedono - garantendo che siano rispettati gli obblighi di legge nella tenuta del cantiere?
 
Si tratta - secondo l’OAPPC di Roma - di un provvedimento sostanzialmente inefficace, ben lungi dal fornire quelle necessarie garanzie sulla qualità degli interventi di trasformazione edilizia a tutela della sicurezza dei cittadini. Anche sulla sanzione di 258 euro per chi non presenta la relazione e il progetto il giudizio è negativo: “con il solo rischio di una spesa minima di 258 euro si può continuare a fare a meno del professionista. A meno che non si pensi che la sua prestazione valga meno”.
 
L'Ordine degli Architetti di Roma si batterà insieme ad altri Ordini Italiani e al CNAPPC per ottenere una modifica del testo di legge in sede di approvazione definitiva al Senato che restituisca efficacia e razionalità al provvedimento.

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Altri commenti
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Lavori in casa

Peggio x voi? prendo 1.200 euro al mese, devo pagare il mutuo e siamo in tre. Mi dispiace di non far parte della "clientela facoltosa" come scritto da arkpip, ma questo fa capire la filosofia generale. Ma come si fa a distinguerue clientela facoltosa e non? Cosa vuol dire? Ma cosa state parlando? ma se la maggior parte della gente non si permette neanche di farsi riparare un lavandino!!! grande Pippos

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albi

Scusate dimenticavo di dire che faccio il geom. da 35 anni.

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albi

Ogni volta che c'è da fare un lavoro in casa i proprietari si trasformano improvvisamente in arch. geom. ing. In particolar modo le donne. Tutte arch. da un giorno all'altro. Ho visto tante di quelle caz... fatte dagli operai seguiti solo dai proprietari che non si contano. Poi quando si rendono conto dei grossi problemi creati da questi ultimi, chiedono consiglio al tecnico. Ormai quando parlando tra tecnici dobbiamo raccontare una "corbelleria" la frase ricorrente è "me la detto il muratore" Questo per dire che i proprietari credono a tutto quello che dicono i muratori, anche le grosse cazz.... Poverini, non essendo del mestiere bevono tutto quello che gli dice "l'esperto" muratore. Senza offesa per nessuno, ma io dico sempre che ad ognuno il proprio mestiere. Il bravo operaio esegue bene manualmente il suo lavoro e basta altrimenti non farebbe l'operaio ma l'ing. Dato che non ha studiato nè da geom. nè da arch. nè da ing. facesse l'operaio e basta senza portare fuori strada le persone che erronamente gli chiedono consigli. I consigli chiedeteli a chi è in grado professionalmente di darveli e a nessun altro. Tempo fa ero in casa di conoscenti in una località marina e il proprietario era da anni rammaricato di non poter spostare una parete per vivere meglio la casa. Era un semplice tramezzo di otto cm. che si poteva tranquillamente togliere. Ho domandato: "ma chi te l'ha detto che non si poteva togliere il tramezzo? E lui: "me l'ha detto il muratore"! Ne ho sentite talmente tante di queste cazz... che ormai è diventata una barzelletta. Nessuno si priva del dentista, dell' avv. , del medico, del farmacista, ecc. ecc. però molti pensano di poter fare a meno del tecnico per eseguire dei lavori edili. Mi dispiace ma : peggio per voi.

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paolo

credo che forse con questo tipo di legge si riesca a ridare un impulso all'edilizia, bloccata dalla troppa e faraginosa burocrazia (per avere una DIA da un tecnico servono giorni per presentarla e dopo la presentazione altri 30) ed onestamente io ho sempre sostenuto da dieci anni ad ora che questo è un sistema per bloccare tutto, per non parlare degli onorari dei liberi profissionisti, spesso e volentieri le persone hanno rinunciato al lavoro, perche esosi