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Subappalto con tetto al 40% e manutenzioni su progetto definitivo, tutto resta com’è
LAVORI PUBBLICI Subappalto con tetto al 40% e manutenzioni su progetto definitivo, tutto resta com’è
NORMATIVA

Manutenzioni straordinarie: dal 26 maggio basta una Comunicazione

di Rossella Calabrese

In vigore la nuova procedura che sostituisce la DIA, avvio dei lavori senza attendere 30 giorni. Il CNI contro il provvedimento

Vedi Aggiornamento del 31/01/2011
Commenti 128098
27/05/2010 - È entrata in vigore ieri 26 maggio, la Legge n. 73 del 22 maggio 2010 di conversione del  decreto-legge 40/2010 che, tra le altre misure, modifica la procedura per effettuare interventi di manutenzione straordinaria che non riguardino le parti strutturali degli edifici.
 
Da ieri, quindi, l’articolo 6 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001), come modificato dalla legge 73/2010, consente di eseguire un intervento di manutenzione straordinaria inviando al Comune, prima di aprire il cantiere, una Comunicazione corredata di relazione tecnica e progetto firmati da un progettista abilitato; non è più necessario aspettare 30 giorni prima di iniziare i lavori.
 
Alla Comunicazione devono essere allegate le eventuali autorizzazioni obbligatorie, i dati identificativi dell’impresa che realizzerà i lavori e la dichiarazione del tecnico di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente. Il tecnico deve inoltre asseverare, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.
 
Chi non presenta la Comunicazione di inizio dei lavori rischia una sanzione pecuniaria di 258,00 euro, ridotta di due terzi se la comunicazione è fatta spontaneamente quando i lavori sono in corso.
 
L’obbligo di inoltrare al Comune la Comunicazione di inizio lavori, corredata dalle autorizzazioni eventualmente obbligatorie, riguarda anche: le opere temporanee; le opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni; i pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, al di fuori dei centri storici; le aree ludiche e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici.
 
Possono essere eseguiti, invece, senza alcun titolo abilitativo: gli interventi di manutenzione ordinaria; gli interventi per eliminare le barriere architettoniche; le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo; i movimenti di terra pertinenti all’attività agricola; le serre mobili stagionali.

Per tutti gli interventi resta l’obbligo di rispettare le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e le altre norme di settore (norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienicosanitarie, relative all'efficienza energetica e del Codice dei beni culturali e del paesaggio). Infine, l’interessato deve provvedere, nei casi previsti dalle vigenti disposizioni, alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale.

La nuova procedura si applica su tutto il territorio nazionale. Le Regioni a statuto ordinario possono però estenderla ad ulteriori interventi, possono individuare ulteriori interventi, tra quelli con obbligo di Comunicazione, da sottoporre anche all'obbligo di relazione tecnica e stabilire ulteriori contenuti per la relazione.


Con un comunicato diramato il 25 maggio scorso, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri interviene sul decreto incentivi e, in particolare sulla liberalizzazione delle manutenzioni straordinarie. “L’obbligo di una relazione tecnica redatta da un tecnico abilitato non è né una vittoria né un successo per i progettisti o per gli Ordini che li rappresentano” afferma il CNI, e continua: “è avvilente vedere che, in caso di inadempimento, è prevista una irrisoria sanzione di 258 Euro”, visto che tale decisione non fa che svilire “il senso della prestazione professionale al valore della quale dovrebbe essere proporzionata la sanzione”.
 
Con la sanzione prevista c’è il rischio più che fondato di consegnare la materia “alla deregolamentazione spinta e all’abusivismo, il tutto in nome e all’insegna di un rilancio dell’attività edilizia e di pseudo risparmi sulle prestazioni professionali in realtà molto modesti e che non automaticamente comporteranno reali economie e vantaggi per il cittadino, sia in termini di economia sia, soprattutto, in termini di qualità del costruito e del prodotto edilizio”.
 
Il CNI sottolinea come “in un contesto di deregolamentazione spinta (che non va confusa con una invece auspicabile e ragionevole semplificazione delle procedure) chi ci rimette non sono tanto i professionisti, quanto piuttosto i committenti e la collettività in termini di garanzie di sicurezza delle strutture, di sicurezza degli impianti e di sicurezza del lavoro nel cantiere”. Gli ingegneri italiani chiedono che venga previsto un diverso e più serio quadro sanzionatorio, in modo da disincentivare i possibili abusi, così da creare un deterrente ad un tipo di edilizia “improvvisata, spericolata e soprattutto pericolosa per la collettività”.

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Altri commenti
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domondi

.......Alla Comunicazione devono essere allegate le eventuali autorizzazioni obbligatorie, i dati identificativi dell’impresa che realizzerà i lavori e la dichiarazione del tecnico di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente. Ho riportato un estratto della L22 maggio 2010 n.73 E se il tecnico è anche proprietario della casa.....cosa deve dichiarare????

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archsal

salve, sono un arch e ho un quesito da porvi: durante i lavori di realizzazione di un nuovo edificio per appartamenti a vendere, gli acquirenti hanno modificato la distribuzione interna. come procedo in qualità di progettista e di direttore dei lavori? presento al comune la comunicazione di manut. straordinaria per demolizione di muri e apertura porte a firma di un'altro collega che non ha rapporti con la commitenza. si sono accatastati gli appartamenti con questa divisione interna, adesso devo fare la fine dei lavori! chi li firma? io? il collega che ha presentato la comunicazione? entrambi? bohhhhhhhhh

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GUGLIELMO

vorrei istallare sulla facciata della mia abitazione un isolamento a capotto. Devo presentare la comunicazione di inizio lavori per attivita di edilizia libera ? o basta una comunicazione di manutenzione ordinaria ?

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giuseppe

Se nel corso dei lavori al Committente viene in mente di fare le cose in modo diverso, sarà necessaria una variante, ma l'art. 6 non contempla tale procedura! quindi come si fa!?!?

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Geom. F. Capuano

Non mi è molto chiaro cosa succede dopo che il committente abbia pagato la sanzione per la mancata comunicazione (i 258 € o gli 86 € a seconda dei casi). Poniamo il caso che si debba variare la distribuzione interna di un appartamento: demolisco il primo muro (senza fare alcuna comunicazione) ed il giorno dopo, previa illuminazione divina, adempio ai miei obblighi pagando l'ammenda (gli 86 €) e...!?? cosa accade ora !?? 1) presento la comunicazione all'ufficio tecnico e posso rimettermi all'opera per continuare i lavori che avevo, abusivamente, avviato !? 2) ricado nell'impanto sanzionatorio della S.C.I.A. (ex D.I.A.) secondo cui dovrò avviare una pratica in sanatoria con relativa ammenda dai 500 ai 5.000 € (circa) 3) Ristabilire la situazione preesistente all'abuso e successivamente avviare una nuova pratica !? In attesa di lumi, vi saluto cordialmente.

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roberto

Una rigorosa applicazione dell’art.6, comma 4) della L. 22.5.2010 n.73 richiede che per un qualsiasi intervento di cui al comma 2a) - prendiamo il caso di una qualsiasi opera interna - un’azienda piccola o grande o un Istituto Bancario non possono far firmare la prevista relazione tecnica ai tecnici del proprio Ufficio tecnico in quanto essi hanno rapporto di dipendenza con il committente mentre invece possono utilizzare i medesimi tecnici per interventi urbanistici ben più rilevanti (ad es. per nuove costruzioni) !!! Oppure sono io che ho capito male?

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cla

Io sono architetto e i miei dovrebbero sostituire un pannello solare e la caldaia con una a condensazione. Il mio vincolo di parentela mi impedisce di redigere l'asseverazione? Perchè così mi è stato detto in comune e anche al Servizio clienti dell'Enea (pratica 55%)......

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SANDRO

Io sono iscritto alla camera di commercio ed e' proprio il mio lavoro ,era solo una domanda di chiarimento se devo ugualmente presentare il mio durc oppure no Grazie

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golfdan

Non vi è l’obbligo del DURC, (obbligatorio per le opere soggette a DIA e a Permesso di costruire), perché il D. Lgs, n. 81/08 (Testo unico sicurezza nei cantieri edili) fa riferimento soltanto a questi titoli abilitativi e non alla “comunicazione”. C’è da dire però che l’installazione di pannelli fotovoltaici non può essere effettuata in economia perché è disciplinata da normative che lo vietano espressamente (il D.M. n. 37/08 – sicurezza degli impianti e il D. Lgs. n. 192/05 e s.m.i. – risparmio energetico) e fanno obbligo di affidare i lavori a ditta iscritta alla camera di commercio.

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Sandro

devo installare dei pannelli fotovoltaici e vorrei farlo io personalmente ,ma il comune oltre alla richiesta mi chiede il durc ,ma se li installo io che durc posso consegnare ,sono nella provincia di Varese ,Grazie aspetto una risposta

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Geom. SD

Vorrei dire, in modo netto e dinequivocabile, che questa legge non piace neanche a noi Geometri (intendo quelli abilitati e Liberi professionsti). Lo dico perchè mi sembra che dagli ultimi commenti, si vorrebbero ergere ad ultimi paladini della difesa i nostri colleghi arch.Ing. Anche noi Geometri riteniamo che questa legge sia ulteriore bastonata e sia un male soprattutto per i cittadini. Sul fatto che un fabbricato sia un sistema complesso non vi sono dubbi, ma posso dire, rispettando i limiti di competenza, che un singolo cittadino e il suo artigiano murature, non sono in grado, ad oggi, di valutare appieno le implicazioni (urbanistiche, autorizzative, igienico-sanitarie, catastali, compra-vendibilità del bene, ecc.) di uno spostamento di una parete o la realizzazione, magari un nuovo bagno o qualsiasi altra opera interna di manutenzione straordinaria. Ritengo altresi. come è stato già abbondatemente scritto, che la sanzione sia un affronto alle libere professioni tecniche (in generale), che dovrebbe far riflettere noi tutti rispetto al reale peso che abbiamo ognuno (geom. Arch.Ing) difendendo il nostro orticello.... ed invece quale peso potremmo avere uniti sotto un'unico albo.

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arch

sono un architetto e sottoscrivo in pieno ciò che ha scritto ING.ROB. quando ci sono in mezzo dei soldi, ha gioco facile il qualunquismo degli ingnoranti e di coloro che lucrano nel settore. se non è palese e non viene dichiarato il conflitto di interessi (nel senso anglosassone, in modo che si sappiano preventivamente i possibili interessi che spingono una persona a sostenere una tesi oppure un'altra), si sentono dire cose assurde. per esempio, potrebbe scrivere una persona che sostenendo la tesi dei costi altissimi per "spostare una porta" (che poi non è per esperienza quasi mai così, ma spesso si dice così per demolizioni e ricostruzioni di porzioni assolutamente importanti di tavolati e distribuzione interna alterante pesantemente i R.A.I.), invocano la giustezza di questo decreto. quello che voglio dire, è che le posizioni dei professionisti abilitati, sono chiare e palesi: si tratta certamente di un "possibile" danno economico però è soprattutto la conoscenza APPROFONDITA, SCIENTIFICA E COMPLETA (cosa che NESSUN MURATORE O ARTIGIANO O IMPIANTISTA o PRIVATO CITTADINO può avere) della materia "oggetto di liberalizzazione", che ci ha fatti sollevare. Anche dal punto di vista della sanzione assolutamente inadeguata, che chiacchiere o meno, sappiamo benissimo che sta a dire: "fate un pò quello che volete". Un professionista laureato quinquennale e abilitato architetto o ingegnere (non certo un geometra o un perito), cioè le figure professionali (sia per legge, sia per formazione di studi) più qualificate ed al vertice del settore delle costruzioni sanno benissimo la complessità della gestione e le implicazioni tecniche e e di responsabilità di un intervento edilizio. Un muratore, salvo che "a spanne", ha di fronte un muro e quello è il suo problema. Non può avere presente, e non sa come gestire ed affrontare un sistema complesso come un edificio.

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ING.ROB

Per Armando...si vede che non sei un ingenere, nè un tecnico e soprattutto nemmeno un laureato altrimenti non parleresti in questo modo...è ovvio che tu ne fai solo una questione di soldi, senza sapere che dietro ad una parcella c'è una professione , una conoscenza della materia,un'esperienza di progettazione e controllo che neanche riesci a sognare.. e soprattutto delle Responsabilità che è ovvio a te non toccano minimamente. A proposito i 10.000,00 euro che tu hai scritto per i 4 disegnini li prende un notaio non un ingegnere..In bocca al lupo, ma attento a non farti male...ahh dimenticavo: le maniche ce le siamo rimboccate dal 1° giorno di universtà non soltanto per il caldo come fa qualcuno..anzi molti.Ing.

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dona

Sono andato in Comune per chiedere dettagli su alcuni semplici interventi di manutenzione straordinaria (chiusura di vani porta ed apertura in punto diverso, abbattimento di alcuni muri divisori non strutturali) e la risposta è stata che devo presentare la DIA e non attenermi al nuovo DL perchè da una circolare (quale non mi è stata detta), in Lombardia si DEVE ancora applicare il DPR 380/01, altrimenti se presento la comunicazione di edilizia libera, il tecnico che l'assevera dichiara un falso...parole del tecnico comunale...Credo che questo tecnico sia rimasto al ddl e non si sia aggiornato sull'ultima modifica della L73/2010. Come posso ora comportarmi?

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scuderia del borgo

buon giorno, avrei bisogno di un aiuto.svolgo una attività di riabilitazione equestre a ravenna in una struttura di proprietà della asl. da qualche tempo ,per la nuova ripartizione degli spazi non abbiamo più uno spazio dove far cambiare i bimbi e entro breve nemmeno un bagno. posso posizionare un coteiner attrezzato per almeno superare il periodo estivo,facendone comunicazione al mio comune?grazie mille siamo disperati!

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savino69

Buon pomeriggio a tutti, volevo porre una domanda in merito alla nuova normativa sui lavori straordinari. Premetto che mi trovo nel comune di Roma e quindi nella Regione Lazio. I lavori che mi interessano riguardano la realizzazione di una copertura sul fabbricato, in quanto mi entra acqua dalla guaina ed ho il soffitto tutto macchiato. La copertura sarà realizzata con struttura portante in acciaio piegato ad omega e coperta in multistrato "acciaio e alluminio" il tutto realizzato dalla Soc. Ondulit Italia con tecnologia chiamata ventilcover (per info www.ondulit.it - sistemi di copertura - sistemi - ventilcover). Volevo chiedere se questa copertura potrebbe rientrare nei lavori straordinari previsti nella nuova normativa. Grazie

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golfdan

Per Davide. Tutte le opere interne e di manutenzione straordinaria che non interessano le parti strutturali, soggette a “comunicazione” con progetto di un tecnico abilitato e con trasmissione del nome dell’impresa al comune, devono rispettare la normativa relativa alla sicurezza. Vi è l’obbligo di effettuare la NOTIFICA PRELIMINARE se l’intervento viene eseguito in un: - cantiere in cui è prevista la presenza di PIÙ imprese esecutrici, anche non contemporanea; - cantiere in cui opera un'unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a DUECENTO UOMINI-GIORNO (dieci uomini per venti giorni). Vi è l’obbligo del coordinatore per l’esecuzione che predispone il PSC (se lavorano più imprese) raccordandolo con i POS. Se lavora un’impresa soltanto invece controlla il POS della stessa. Non vi è l’obbligo del DURC, (obbligatorio per le opere soggette a DIA e a Permesso di costruire), perché la normativa fa riferimento soltanto a questi titoli abilitativi. .

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STEFANO

VORREI SAPERE SE PER REALIZZARE DEI BOX INTERRATI IN UN COMUNE DELLA REGIONE LAZIO A MENO DI 300 METRI DALLA FASCIA COSTIERA, SERVE IL NULLAOSTA DELLA REGIONE GRAZIE

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davide

Domanda: serve che l'impresa presenti il piano di sicurezza e il piano di coordinamento lavori oltre al DURC secondo questa nuova normativa?