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NORMATIVA

Professioni: no dei tecnici al nuovo testo di riforma

di Rossella Calabrese

Presentata alla Camera la proposta di accorpare Ordini e Collegi e di ripristinare le tariffe minime. Contrari i professionisti

Vedi Aggiornamento del 26/11/2010
Commenti 9600
28/05/2010 - È ripreso, dopo quasi un anno, l’esame da parte delle Commissioni Giustizia e Attività produttive della Camera, di diversi disegni di legge in materia di professioni.
 
I testi in discussione sono le proposte di legge presentate dai deputati Siliquini (503), Vietti (1553), Vitali (1590), Mantini (2239) e della proposta di legge di iniziativa popolare (3) presentata dal Comitato Unitario delle Professioni (CUP). Le altre tre proposte all’esame, Froner (C. 1934), Formisano (C. 2077) e Buttiglione (C. 3131) riguardano le professioni non regolamentate.

L’ultima seduta risale al giugno 2009 (leggi tutto). Nel frattempo è stata condotta un’indagine conoscitiva, conclusasi il 18 marzo 2010, nel corso della quale sono stati sentiti i rappresentanti delle professioni, gli esperti della materia e i rappresentanti del CNEL e di enti previdenziali.
 
Maria Grazia Siliquini (PdL), relatore per la Commissione Giustizia, ha sottolineato l’urgenza di una riforma delle professioni regolamentate che coninvolge 2.100.000 professionisti. La riforma, richiesta da tutti gli esponenti degli ordini - ha proseguito Siliquini - deve dare soprattutto nuovi strumenti e regole per le professioni intellettuali, in armonia con la direttiva europea 2005/36. Senza dimenticare le professioni emergenti non ordinistiche, oggi riunite in associazioni, che comprendono 222.486 soggetti, e che hanno diritto ad una normativa che li “inquadri” con criteri e regole nuove. Questa legge, secondo Siliquini, deve essere elaborata in maniera autonoma, trattandosi di due mondi assolutamente distinti, per i quali devono valere regole diverse.

Siliquini ha quindi depositato una ipotesi di testo, che potrà essere la base per una proposta di testo unificato. Tra le novità del nuovo testo vi è la proposta di accorpare Ordini e Collegi esistenti, con la possibilità di comprendere professioni diverse purché attinenti alla stessa area e purché i titoli per l’accesso siano conseguiti a seguito di formazione e tirocinio della stessa durata. È proposta, inoltra la soppressione della sezione «B» degli Ordini con il conseguente passaggio dei relativi iscritti nell’Ordine corrispondente al titolo.
 
In tema di tariffe professionali, la proposta Siliquini prevede che il compenso sia pattuito per iscritto, “avuto riguardo alle tariffe” stabilite dal Ministro della Giustizia. Le tariffe professionali, stabilite ogni triennio, indicheranno livelli minimi e massimi, non vincolanti in caso di determinazione consensuale. Il professionista deve rendere noto al cliente il livello di complessità dell’incarico e gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico. Si applicano le tariffe ministeriali in caso di mancata determinazione consensuale, o se il committente è un ente pubblico o ancora in caso di liquidazione giudiziale di compensi e quando la prestazione professionale è resa anche nell'interesse dei terzi.
 
LE REAZIONI DEI PROFESSIONISTI
Le professioni tecniche prendono atto “con grande stupore” del Testo unificato depositato da Maria Grazia Siliquini. In una nota congiunta, i Consigli Nazionali di ingegneri, architetti, geologi, agronomi, agrotecnici e tecnologi alimentari sottolineano che il Testo unificato “contiene proposte, alcune anche di dettaglio (improprie in una legge di principi), che non sono condivise dalla maggior parte degli attori del sistema professionale ed in particolare dalle professioni tecniche.”
 
Gli Ordini ritengono “inaccettabile”:
- il costante richiamo a ruoli associativi degli Ordini, che in realtà sono Enti pubblici non economici;
- l’intervento di dettaglio nell’autonomia organizzativa degli Ordini nazionali e territoriali;
- l’introduzione di tariffe prive di qualunque effetto cogente;
- l’equipollenza di indefiniti percorsi di “formazione professionale” a titoli di studio universitari;
- l’accorpamento degli Ordini e Collegi professionali;
- la soppressione delle Sezioni B degli Ordini, senza i preventivi pareri degli Ordini.
 
Il Testo unificato - continua la nota - pare confuso, in alcune parti contradditorio, senza alcun richiamo al principio della sussidiarietà, con norme in più punti arretrate rispetto alle attuali, ma soprattutto non capace di indicare i principi generali fondanti un moderno sistema professionale.
 
Sottolinenando che il discrimine per l’accesso ad una professione intellettuale è il superamento di un percorso di studi universitario o equivalente e di un esame di Stato abilitante, gli Ordini e i Collegi esprimono grande preoccupazione per il possibile conflitto fra le linee guida della riforma parlamentare e di quella governativa e ricordano che le professioni che hanno preso impegno il 15 aprile con il ministro Alfano (leggi tutto), stanno lavorando secondo quanto concordato in tale sede.

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Altri commenti
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jerrj ing. jr

ci sono molti controsensi nel sistema attuale, ad esempio, il laureato in ingegneria chimica vecchio ordinamento, puo' fare progettazione in ogni campo, pur non avendo fatto esami che sono attinenti a tali discipline, il laureato nuovo ordinamento, puo' operare solo nel proprio settore di specializzazione, anche con laurea magistrale, il vecchio ordinamento prevedeva 30 esami circa, il nuovo, con specializzazione, prevede quasi 40 esami, inoltre le conoscenze attuali, non sono di certo quelle di una volta, quindi un ingegnere nuovo ordinamento, scientificamente dovrebbe essere piu' aggiornato di uno laureato da molti anni. l'esame di abilitazione vecchio ordinamento consta di due prove, il nuovo prevede quattro prove. il laureato vecchio ordinamento in telecomunicazioni, ecc. esegue l'esame di stato nella disciplina attinente la materia tecnologica e poi puo' progettare un grattacielo, perche' si puo' iscrivere in tutti e tre i settori, civile, industriale e dell'informazione. un ingegnere junior, civile, pur avendo studiato ed approfondito materie tecniche innovative nelle costruzioni, e' limitato nel suo operato, e puo' progettare solo in quel settore progetti ripetitivi e semplici. tutto questo dovrebbe far meditare, forse gli ordini professionali, fanno veramente solo gli interessi di pochi. Coloro che discriminano i propri colleghi, a questi in special modo dico che il lavoro si guadagna sul campo, anche e soprattutto con la preparazione, la formazione continua, e non solo con la blindatura del titolo. La limitazione dei numeri, non porta da nessuna parte, Anche l'ingegnere junior e' un laureato che ha frequentato l'universita' ed in genere ben 26 esami sulle spalle. pertanto, gli ordini professionali potrebbero, attingere a queste risorse fresche di studio per migliorare i propri servizi, la propria offerta, e non per polemizzare. per ultimo chiedo parere a quanti leggono questo commento.

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francesco

avanti! avanti! le tariffe le applica anche il FORNAIO (con tutto il rispetto per i fornai) perchè noi TECNICI non le possiamo applicare..... ??? oggi siamo SOTTOPAGATI e CARICHI di RESPONSABILITA' PENALE e senza alcuna TUTELA dallo STATO firmato (giovane ARCHITETTO)


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