Carrello 0
NORMATIVA

Via e Vas, proposte modifiche al Codice Ambiente

di Paola Mammarella

Discusso in CdM lo schema di decreto legislativo su cui si pronuncerà la Conferenza Unificata

Vedi Aggiornamento del 02/02/2011
14/05/2010 – È stato discusso al Consiglio dei Ministri di giovedì lo schema di decreto legislativo recante modifiche al Codice Ambiente presentato dal Ministro Stefania Prestigiacomo. Diversi i campi d’azione, che spaziano dal ruolo delle regioni alle procedure per la Via e la Vas.
 
Il testo propone modifiche e integrazioni alle parti I, II e V del Decreto Legislativo 152/2006, Codice Ambiente. Il principale chiarimento riguarda la concezione di ambiente, che non è più considerato strumentale per la qualità della vita, ma assume il ruolo di bene da tutelare in quanto tale.
 
Centrale il ruolo delle regioni. Tutte le deroghe, le abrogazioni o le modifiche dei principi generali in materia di tutela e protezione ambientale, adottati in conformità della Costituzione o per dare attuazione agli obblighi assunti a livello internazionale, devono sempre garantire il rispetto delle competenze degli enti locali.
 
Le azioni ambientali, che si basano sui principi di precauzione, prevenzione e correzione dei danni, possono prevedere il potere sostitutivo del Governo, fermo restando quello delle regioni in caso di inerzia o inadempimento degli enti competenti.
 
Le novità riguardano anche l’Aia. Per le opere di competenza statale l’Autorizzazione integrata ambientale si associa alla Via, Valutazione di impatto ambientale. Il soggetto che propone un progetto per il quale è obbligatoria la Via, deve contemporaneamente produrre i documenti richiesti dall’Aia.
 
È inoltre richiesto il parere del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel caso in cui la realizzazione delle opere ponga problemi inerenti alla tutela del patrimonio culturale.
 
Per arginare i ritardi della Pubblica Amministrazione, nella procedura di Valutazione ambientale strategica, Vas, è stato proposto il rimedio del silenzio – inadempimento dal momento che in alcuni casi la mancata decisione dell’ente competente può portare al blocco del procedimento.
 
La bozza contiene precisazioni anche in merito alle emissioni inquinanti degli impianti, che devono essere determinate in sede di autorizzazione sulla base delle tecnologie disponibili e delle prescrizioni dei piani regionali di qualità dell’aria.
 
Previsti anche limiti per l’utilizzo dei certificati verdi dovuti alla produzione di energia conseguente alla termovalorizzazione dei rifiuti. Necessaria poi la convocazione di una conferenza di servizi per l’autorizzazione alle emissioni di stabilimenti nuovi.
 
Sul testo verranno acquisiti i pareri della Conferenza unificata e delle Commissioni parlamentari.
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui

x Sondaggi Edilportale
BIM: professionisti italiani, siete pronti? Leggi i risultati