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LAVORI PUBBLICI

Appalti: ammissione con amministrazione controllata, ok del CdS

di Paola Mammarella

Le imprese in crisi sono considerate affidabili per tutta la durata della tutela istituzionale

Vedi Aggiornamento del 26/07/2010
09/06/2010 – Appalti aperti anche alle imprese in crisi in regime di amministrazione controllata. Lo ha deciso il Consiglio di Stato con la sentenza 3222/2010 del 21 maggio scorso.
 
Il caso preso in esame riguarda un’impresa sottoposta ad amministrazione controllata, che si era aggiudicata un appalto per lavori di manutenzione.
 
Dopo una sentenza favorevole in primo grado, la Stazione Appaltante è ricorsa in Appello contestando l’aggiudicazione sulla base di una clausola presente nel bando, che riteneva legittima l’esclusione delle imprese in amministrazione controllata perché interlocutori non affidabili dal punto di vista economico.
 
Il CdS ha ritenuto infondata la motivazione proposta dalla Stazione Appaltante. Con l’amministrazione controllata, infatti, si cerca di rimettere in sesto l’attività di un’impresa in crisi, a favore della quale il sistema pubblico prevede anche interventi risanativi di salvaguardia.
 
Allo stesso modo, le istituzioni non possono escludere l’impresa da una gara pubblica, che invece può rappresentare una buona occasione per uscire dalla crisi.
 
Se l’impresa in crisi non può essere esclusa a priori dalle gare, è anche vero che l’amministrazione controllata incide nel punteggio assegnato all’azienda, la cui situazione organizzativa potrebbe risultare parzialmente compromessa.
 
Il Consiglio di Stato ha ribadito quindi l’affidabilità delle imprese in amministrazione controllata proprio in virtù della tutela istituzionale che comporta. La presenza sul mercato deve essere garantita nel rispetto dei principi di parità di trattamento e non discriminazione.
 
Resta sempre possibile prevedere nel bando la valutazione tecnica ed economica dell’impresa.
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