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NORMATIVA

Appalti, no alle deroghe mascherate da calamità

di Paola Mammarella

Alla Camera una mozione per eliminare la parificazione tra grande evento e stato di emergenza

Vedi Aggiornamento del 23/08/2010
01/06/2010 – Meno deroghe alla normativa sugli appalti. È la richiesta avanzata dagli esponenti del Pd con una mozione presentata il 25 maggio scorso alla Camera.
 
Sotto accusa la parificazione normativa tra grande evento e stato di emergenza causato da calamità naturali. Secondo i deputati del Partito Democratico, solo nel secondo caso, caratterizzato da una situazione di gravità che rende necessaria la velocità degli interventi di ripristino, è possibile derogare al Decreto Legislativo 163/2006, Codice dei Contratti Pubblici.
 
La mozione ripercorre l’iter che dalla Legge 225/1992 ha portato alla nascita della Protezione Civile. Successivamente, con il DL 343/2001, convertito dalla Legge 401/2001, le disposizioni inerenti allo stato di emergenza e al potere di ordinanza attribuito in questi casi alla Protezione Civile, è stato esteso alla dichiarazione dei grandi eventi.
 
Le conseguenze sono molteplici. Da una parte la Protezione Civile viene distolta dal suo compito originario. D’altro canto il Decreto Legge 90/2008, convertito dalla Legge 123/2008, ha sottratto i provvedimenti adottati in occasione dei grandi eventi dal controllo preventivo della Corte dei Conti.
 
Dal 2001 ad oggi, inoltre, solo una parte delle ordinanze di protezione civile sono riconducibili a calamità naturali. Ciò significa che anche per i grandi eventi è stato possibile aggirare le disposizioni del Codice dei Contratti Pubblici.
 
Gli esponenti del Pd hanno anche lamentato uno svuotamento di competenze a danno dei Prefetti, sostituiti dal Capo Dipartimento della Protezione Civile, che assume il ruolo di commissario delegato prima della dichiarazione dello stato di emergenza. Elemento che provoca un accentramento di poteri nelle mani del Presidente del Consiglio indipendentemente dal tipo di evento.
 
I firmatari della mozione, denunciando una mancanza di trasparenza nella gestione degli appalti, venuta a galla con le inchieste sui vertici della Protezione Civile, hanno quindi chiesto al Governo un impegno formale per l’eliminazione della parificazione giuridica tra stato di emergenza e grande evento.
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