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Autorizzazione paesaggistica, dal CdM ok a procedure snelle

Autorizzazione paesaggistica, dal CdM ok a procedure snelle

Semplificati gli interventi di lieve entità che non alterano i luoghi o l’aspetto esteriore degli edifici

Vedi Aggiornamento del 18/03/2013
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 18/03/2013
15/06/2010 - Semplificata l’autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità. Su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, Sandro Bondi il Consiglio dei Ministri, riunito giovedì 10 giugno, ha approvato un regolamento in coerenza con il Codice dei beni culturali. Sul provvedimento sono stati acquisiti l’intesa in Conferenza unificata e i pareri di Consiglio di Stato e Commissioni parlamentari.
 
Diventano più snelli e veloci le procedure per l’avvio dei lavori che non comportano alterazione dei luoghi o dell’aspetto esteriore degli edifici così come indicato nel provvedimento, che si propone la razionalizzazione degli ampliamenti connessi.
 
Obiettivo del provvedimento è trovare un punto di equilibrio tra le esigenze di tutela del paesaggio e quelle di sviluppo del territorio, e tra il ruolo degli organi dello Stato e quello delle regioni e degli enti locali. Il regolamento attua l’articolo 146, comma 9, del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio introducendo un’autorizzazione paesaggistica semplificata per gli interventi di lieve entità che rappresentano circa il 75% delle richieste.
 
Ad essere considerati di lieve entità sono 42 tipologie di lavori che vanno dagli interventi su edifici esistenti a quelli di manutenzione idraulica, silvicoltura e difesa costiera, a quelli in zone cimiteriali, a quelli relativi alla realizzazione di impianti energetici, di telecomunicazione e altri interventi similari, nonché alla realizzazione di strutture mobili temporanee.
 
L’istanza deve essere corredata da una relazione redatta da un tecnico, che attesti la conformità dell’intervento alla disciplina urbanistica, edilizia e del paesaggio. I tempi del procedimento autorizzatorio si riducono da 105 a 60 giorni complessivi (30 giorni presso l’ente locale per l’istruttoria e l’eventuale conclusione negativa anticipata, più 25 giorni per il parere vincolante del Soprintendente, più 5 giorni per l’adozione del provvedimento definitivo).

Positivi i commenti del Ministro Bondi, che fin dal principio si è dichiarato a favore di un quadro normativo certo e di un punto di equilibrio tra alleggerimento burocratico e tutela, da graduare in base alle specifiche realtà del territorio nazionale.
 
Ricordiamo che in base al D.lgs. 42/2004, Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, sono previsti tre tipi di autorizzazione paesaggistica. Quella ordinaria, avviata dai proprietari di immobili ed aree di interesse paesaggistico che intendano effettuare interventi, è utile per il rilascio del permesso di costruire da parte della Regione, che deve acquisire in via preventiva il parere della Soprintendenza. Esistono inoltre l’autorizzazione per le opere da eseguirsi da parte dello Stato e quella in regime transitorio, non più in vigore dal primo gennaio 2010.
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