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NORMATIVA

Manovra, riforme per patto di stabilità, detrazioni 36% e 55%

di Paola Mammarella
Commenti 21757

Nel decreto anche restyling di certificati verdi e conferenza di servizi, rifinanziato il fondo per le infrastrutture strategiche

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01/06/2010 – Ammonta a 24,9 miliardi di euro la manovra per la stabilizzazione finanziaria e la competitività economica, firmata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
 
Oltre alla sanatoria catastale, che potrebbe portare nelle casse dello Stato circa 1 miliardo attraverso la regolarizzazione degli immobili non dichiarati (leggi tutto), il decreto contiene diverse disposizioni di interesse.
 
Patto di stabilità (art. 14)
La manovra effettua una stretta sui controlli dei saldi di bilancio degli enti locali.
Le  regioni a statuto ordinario concorrono agli obiettivi di finanza pubblica per 4 miliardi di euro per l’anno 2011 e per  4,5 miliardi annui a decorrere dal 2012.
A carico delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano ci sono 500 milioni di euro per l’anno 2011 e 1 miliardo annui a decorrere dal 2012.
Le province sono impegnate con 300 milioni di euro per l’anno 2011 e 500 milioni annui dal 2012.
Sui comuni pesano invece 1,5 miliardi di euro per l’anno 2011 e 2,5 per il 2012.
È inoltre prevista la sospensione dei trasferimenti verso gli enti in deficit e il recupero dello scostamento entro 60 giorni a valere sulle giacenze depositate nei conti aperti presso la tesoreria statale.
 
La misura ha già sollevato le critiche dei costruttori, che prevedono una quasi totale paralisi delle infrastrutture regionali e locali, con pesanti ripercussioni non solo per le imprese, che saranno molto probabilmente costrette a chiudere, ma anche sulla qualità della vita che, ricorda il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti, dovrà fare i conti con città che si allagano e collegamenti stradali scadenti.
 
Ritenuta d'acconto del 10% sui pagamenti relativi alle detrazioni del 36% e del 55% (art. 25)
Dal 1° luglio 2010 le banche e Poste Italiane SPA opereranno una ritenuta d’acconto del 10% sui pagamenti effettuati mediante bonifico per usufruire delle detrazioni fiscali del 36% e del 55%. La ritenuta sarà applicata sugli importi versati a favore dei soggetti che eseguono lavori di ristrutturazione e di riqualificazione energetica. Un successivo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate individuerà le tipologie di pagamenti e gli adempimenti relativi alla certificazione e alla dichiarazione delle ritenute operate.
 
Certificati verdi (art. 45)
La manovra abolisce l'obbligo di ritiro dell'eccesso di offerta di certificati verdi da parte del Gse, Gestore dei servizi elettrici. Sono infatti abrogati l’articolo 2, comma 149, della Legge 244/2007 (Finanziaria 2008) e l’articolo 15, comma 1, del decreto del Ministro dello sviluppo economico 18 dicembre 2008.
 
I certificati verdi rappresentano un sistema di incentivazione per le energie alternative. L’obbligo di ritiro dell’eccesso di offerta era stato introdotto dalla Finanziaria 2008 e attuato dal DM 18 dicembre 2008, imponendo al Gse di ritirare i certificati rimasti invenduti fino al 2011.
 
Secondo l’Aeeg, autorità per l’energia elettrica e il gas, con la nuova norma diminuiscono le spese a carico di Gse. Allo stesso tempo, però, l’eccesso di offerta potrebbe far scendere il prezzo dei certificati verdi, che non sarebbero più uno strumento vantaggioso per i produttori di energia rinnovabile.
 
Fondo infrastrutture (art. 46)
Previsto il rifinanziamento del fondo infrastrutture attraverso la devoluzione ad altro scopo o beneficiario dei mutui accesi con la Cassa depositi e prestiti entro il 31 dicembre 2006 non erogati alla data di entrata in vigore del decreto e a fronte dei quali non sono stati aggiudicati i contratti di appalto. L’individuazione delle risorse avviene con decreto del Ministero dell’Economia, che successivamente propone al Cipe, d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture, la loro destinazione al programma per le infrastrutture strategiche, dando priorità al MO.S.E.
 
Conferenza di servizi (art. 49)
Si sposta dal ddl per la semplificazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione la riforma della conferenza di servizi. L’inerzia dei funzionari che non partecipano alle riunioni viene risolta con valutazioni negative e il taglio dei premi di risultato. Se l’opera da analizzare necessita anche dell’autorizzazione paesaggistica, il soprintendente si esprime in via definitiva, motivando un eventuale parere negativo. Nei casi in cui l'intervento è stato sottoposto positivamente a Vas, i risultati devono essere utilizzati senza modificazioni nell’ambito della Via. Il silenzio assenso non può essere applicato ai procedimenti di Via, Vas e Aia.
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