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Marche, obbligo di VIA per il fotovoltaico a terra sopra i 200 kW

Proposta di legge per regolamentare gli impianti fotovoltaici su suolo agricolo

Vedi Aggiornamento del 24/01/2012
Commenti 7741
24/06/2010 - Su proposta dell’assessore all’Ambiente, Sandro Donati, la Giunta regionale marchigiana ha presentato al Consiglio una Proposta di legge che disciplina la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per gli impianti fotovoltaici a terra.
 
La produzione di energia da impianti fotovoltaici ha conosciuto una notevole diffusione sul territorio regionale, generando alcune ripercussioni negative per il paesaggio e per l’agricoltura. In particolare, la diffusione non controllata degli impianti fotovoltaici su suolo agricolo comporta consumo di territorio, il potenziale utilizzo di diserbanti, la sottrazione di terreno produttivo (anche in aree di produzione vinicola e agroalimentare Doc e Docg), con la potenziale riduzione dei prodotti agricoli della filiera corta locale.
 
Attualmente la maggior parte delle domande non è soggetta a procedura di Via, in quanto riguarda allestimenti con potenze inferiore ad 1 MW (limite previsto dalla legge nazionale). Il fenomeno ha destato forte preoccupazione, espressa dall’Anci Marche e da numerosi Comuni.
 
Con la Proposta di legge avanzata dall’assessore Donati, si esclude la Via soltanto per gli impianti a terra la cui potenza complessiva sia inferiore ai 200 kW, a condizione che non generino comunque impatti cumulativi derivanti da più richiesta da aree contigue, anche non confinanti, che, nel loro complesso, superino tale soglia. La proposta tende a favorire, invece, gli impianti allestiti totalmente o parzialmente su edifici o su elementi di arredo urbano, per i quali non è richiesta la Valutazione di impatto ambientale.
 
L’assessore Donati, nell’esprime soddisfazione per la condivisione della proposta, auspica che venga “approvata in tempi rapidi dal Consiglio regionale, per dare una risposta alle preoccupazioni evidenziate da tanti amministratori locali e dalle stesse associazioni agricole”.
 
 
Fonte: Regione Marche

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Altri commenti
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Rossano

Chi ignora lo stato di fatto non è l'Assessore Donati ma gli autori delle mail precedenti, oppure fanno finta di non sapere alcune cose oggettive: 1 - pur essendo un' indispensabile fonte energetica, il fotovoltaico è tuttora assolutamente antieconomico se si considera il costo di produzione del kWattora. L'incentivo era stato creato per cercare di sviluppare la filiera in Italia ma dopo 10 anni l'Italia importa ancora le celle dalla Germania, dall'Olanda, dalla Spagna ecc., ergo il costo dell'energia da fotovoltaico è ancora antieconomico. 2 - I bassi costi del pannello degli ultimi tempi (perchè diminuito il prezzo dei paesi esportatori) e gli incentivi hanno fatto crescere la domanda di speculatori (sempre tanti in Italia), mentre lo scopo della legge era quello di favorire la diffusione di piccoli impianti. 3 - Le amministrazioni comunali si trovano difronte a molteplici richieste di costoro senza avere i mezzi per contrastarle con la conseguenza di vedere molti dei terreni che andrebbero tutelati per il loro valore paesaggistico (ma a volte anche culturale ed artistico) occupati da impianti fotovoltaici. 4 - Tutti i paesi esportatori (anche quelli con una densità di popolazione inferiore all'Italia) hanno introdotto norme precise che limitano l'uso indiscriminato di territorio. Tutto questo non significa che dobbiamo fare a meno del fotovolatico, al contrario, dobbiamo svilupparlo ancora di più, centrando magari gli obiettivi non ancora raggiunti perchè prigionieri di Lobby sempre molto attive. E' però altrettanto importante che si introducano criteri che sappiano coniugare lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile e l'ambiente, consumo del territorio incluso. Bene quindi ha fatto la Regione Marche a proporre una simile Legge che spero (ma ne ho la certezza) sarà seguita da molte altre Leggi simili delle altre Regioni.

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Luciano

Bravo Lorenzo, hai centrato in pieno tutte le motivazioni: agricoltura finta, disincentivazione alle rinnovabili, cronicità nel complicare le leggi, demagogia, incapacità delle banche italiane a guardare nel futuro ma solo ai loro profumati bilanci. L'assessore della Regione Marche ignora certamente l'importanza dell'energia rinnovabile sotto tutte le sue forme. Il fotovoltaico è e sarà ancora il futuro per un bel pò di tempo e darà una mano alle casse delle regioni indebitate per altri motivi. L'energia rinnovabile è l'unica alternativa all'energia prodotta da combustibili fossili. Probabilmente l'assessore con la "a" minuscola sarà anche il primo a lamentarsi dell'aumento del costo della benzina quando a breve finiranno anche le diarie pagate dalla sua amministrazione...

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lorenzo

ma quale filiera corta, la carne viene quasi tutta dall'estero, il latte pure, il grano anche, l'olio idem, mangiate le fragole a natale e le arance a ferragosto, che ci andassero gli assessori a presidiare il territorio a 500 euro l'anno per ettaro, si fanno bravi a chiacchiere, l'aagricoltura vive solo di sussidi, ma quanti ettari vanno incolti all'anno, dove sono tutti questi impianti. In realtà chi protesta sono le associazioni di categoria tipo la cia che campano con la burocrazia connessa alla pseudoagricoltura fantasma, tra caf, contributi, domandine varie, gasolio agricolo, è una vergogna, e poi non solo che sono gia pagati si fanno pagare anche dai contadini.

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lorenzo

ma tanto a bloccare gli impianti di energia rinnovabile ci pensano le banche che non hanno i soldi per finanziarli, quindi risparmiatevi la demagogia delle vostre filiere corte di fantasia che poi i centri commerciali che avute autorizzato a suon di bustarelle, quelli si, vendono mozzarelle blu made in germany alla faccia delle filiere corte e delle rinnovabili.

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lorenzo

non credo che 4 campi fotovoltaici vadino a minare la produttività del comparto agricolo, alla fine non sarà occupato manco lo 0,1% del suolo agricolo. E' solo un intervento demagogico e ridicolo, purtroppo in italia si fanno sempre i processi alle intenzioni ed i conti in tasca agli altri, probabilmente non avendo un terreno per farcelo loro non lo fanno fare nemmeno agli altri, alla fine il politico che presenta la legge non viene da marte, scopriamo che è l'ex bidello o l'insegnante di applicazioni tecniche o il carrozziere all'angolo piuttosto che il ragioniere che non ha mai ragionato. Mi meraviglio come in Italia con una classe politica così, esista ancora un p.i.l. forse perchè lavorano gli extracomunitari in nero mi sa.

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David

...più si parla di semplificazioni burocratiche per gli impianti fotovoltaici a terra e più le Regioni e le Provincie si attrezzano per complicarle (VIA per la Regione MArche, la Delibera 133 della Regione Umbria....)????? Ma dove vogliamo arrivare??? Vediamo cosa pensareanno i nostri politici quando i territori regionali saranno disseminati non di questi "mostri" di impianti fotovoltaici ma di centrali nucleari!!!!! CONGRATULAZIONI A TUTTI I NOSTRI BUROCRATI!!!!!!


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