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NORMATIVA

Risparmio energetico e fonti rinnovabili: nuovo ddl al Senato

di Rossella Calabrese

Dalle rinnovabili almeno il 50% del fabbisogno energetico nei nuovi edifici, solo con DIA gli impianti fino a 1 MW

Vedi Aggiornamento del 07/06/2011
Commenti 21390
10/06/2010 - Misure per incentivare l’innovazione energetica, promuovere il risparmio e l’efficienza negli usi di energia e acqua e per favorire lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. È il titolo di un disegno di legge presentato in Senato il 5 maggio 2010 e assegnato il 1° giugno alle commissioni Industria e Territorio.
 
Roberto Della Seta, primo firmatario del ddl, ha spiegato nella relazione che la proposta legislativa punta a favorire il miglioramento dell’efficienza energetica nel settore dei consumi civili, che assorbono poco meno di un terzo dell’intero fabbisogno energetico nazionale; a semplificare le procedure per la realizzazione di impianti di produzione d’energia alimentati da fonti rinnovabili; a promuovere un uso più razionale dell’acqua nel settore civile.
 
I contenuti
L’articolo 1 semplifica il regime autorizzatorio per gli impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili: è prevista la Dichiarazione di Inizio Attività (DIA) per gli impianti da 20 KW a 1 MW, mentre la realizzazione di impianti di potenza inferiore a 20 KW è equiparata ad interventi di manutenzione ordinaria.
Tale norma attuerebbe l’articolo 17 della Comunitaria 2009 che ha stabilito che sia sufficiente la DIA per l’installazione di impianti con capacità di generazione fino a 1 Mw elettrico (leggi tutto).
 
L’articolo 2 introduce il principio che gli impianti che producono energia da fonti rinnovabili siano considerati strutture di pubblica utilità e quindi non sottoposti alle tassazioni comunali.
Secondo una Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 2008, invece, un impianto fotovoltaico è un impianto destinato alla produzione di energia elettrica, classificabile nella categoria “D/1 – opifici” e quindi soggetto a ICI (leggi tutto).
 
L’articolo 3 prevede l’obbligo per il gestore della rete elettrica di garantire la capacità della rete stessa di ricevere l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili.
 
L’articolo 4 prevede incentivi al consumo per la sostituzione di lavatrici e lavastoviglie con modelli ad elevata efficienza energetica e dotati di doppia presa di alimentazione idrica (per l’utilizzo di acqua calda prelevata dall’impianto idro-sanitario).
Si tratterebbe di una misura - permanente - analoga a quella introdotta nel marzo scorso dal DL Incentivi (leggi tutto).
 
L’articolo 5 prevede, al comma 1, che negli edifici di nuova costruzione e in quelli sottoposti a ristrutturazioni radicali, almeno il 50% del fabbisogno energetico provenga da impianti alimentati da fonti rinnovabili (fatti salvi i limiti conseguenti da vincoli ambientali, paesaggistici o relativi alla salvaguardia dei beni culturali), e al comma 2, che tutti gli edifici di proprietà pubblica siano sottoposti entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge ad audit energetico-ambientale che ne accerti il rendimento energetico e definisca costi e tempi di ammortamento degli interventi necessari a portare i consumi di energia primaria entro gli indici di prestazione energetica attualmente in vigore.
 
L’articolo 6 prevede che nei nuovi edifici e negli edifici sottoposti a ristrutturazioni radicali, vengano adottati standard avanzati di risparmio idrico, utili anche a ridurre i consumi energetici.
Ricordiamo che a gennaio 2011 i Comuni dovranno inserire nei propri regolamenti edilizi l’obbligo di dotare le unità abitative e gli edifici industriali di nuova costruzione di impianti di energia da fonti rinnovabili in grado di garantire una produzione di almeno 1 kW. La scadenza era stata fissata al 1° gennaio 2009, poi differita al 1° gennaio 2010 e infine slittata al 1° gennaio 2011 (leggi tutto).
 
L’articolo 7 prevede, e raccomanda alle regioni e agli enti locali, iniziative rivolte a favorire l’attività edilizia finalizzata a realizzare nuovi edifici e ristrutturazioni di edifici esistenti che soddisfino i requisiti della legge.

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Altri commenti
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stendall

Gli incentivi ai rinnovabili vengono pagati da tutti gli italiani e dalle famiglie sulle bollette elettriche . Basta alle speculazioni di impianti di Mega Watt al solo scopo di prendere incentivi fatti da società estere che vengono a realizzare in italia con prodotti straniere e non portano nessun beneficio per l'economia italiana non c'è nessuna ricaduta occupazionale. Si deve incentivare solo produzione per autoconsumo della propria energia sia per aziende che per abitazione , non si deve finanziare multinazionali estere che vengono in italia solo a prendere gli incentivi. FINANZIAMO SOLO AUTOCONSUMO QUESTO PORTERA' BENEFICIO PER L'ECONOMIA DELL'ITALIA

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Barbara

recentemente entrata in vigore, che riscrive l'art.3 del DM 380/2001, inserisce già, all'art. 6 comma 2/d la realizzazione di impianti solari termici senza serbatoio e fotovoltaici, con esclusione di quelli realizzati nei centri storici, tra LE ATTIVITA' EDILIZIE LIBERE! Resta ovviamente il problema delle aree sottoposte a vincolo, per le quali resta ferma la necessità di ottenere le previste autorizzazioni. Possibile che i nostri parlamentari non conoscano le leggi che essi stessi emanano? Allora, DIA, o attività libera?

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Vincenzo Bellini

Sarebbe necessario che le Regioni fossero obbligate ad applicare la Legge nazionale e non come la Regione Lombardia che emette una propria legge sulla "DISAPPLICAZIONE DELLE LEGGI NAZIONALI". I progettisti edili dovrebbero iniziare a progettare le coperture dei fabbricati con il giusto orientamento.

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Biggeri Alessandro

Sarebbe auspicabile che tutti gli edifici di nuova costruzione siano progettati (per legge) per l'installazione di impianto fotovoltaico integrato che ne copra totalmente il fabbisogno energetico. Unico limite a questa cosa, dovrebbe essere esclusivamente la mancanza di spazio perciò si potrebbe dire, "che ne copra la maggior quantità possibile di fabbisogno energetico".