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RISPARMIO ENERGETICO

Manovra, Aper: il Governo condanna le rinnovabili

di Rossella Calabrese
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Cancellato l’obbligo da parte del GSE di ritirare i certificati verdi in esubero

Vedi Aggiornamento del 05/11/2010
Commenti 5893
03/06/2010 - Sono state confermate nel testo finale della manovra finanziaria due disposizioni che condannano il settore delle energie rinnovabili. È la denuncia dell’Aper, l’Associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili, all’indomani della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della manovra (Decreto-legge 78/2010).
 
L’articolo 15 – spiega Aper - impone agli impianti idroelettrici di grande derivazione un nuovo canone, mentre l’art. 45 cancella l’obbligo da parte del Gestore dei servizi elettrici (GSE) di ritirare i certificati verdi in esubero. I certificati verdi, ricordiamo, rappresentano un sistema di incentivazione per le energie alternative; l’obbligo di ritiro dell’eccesso di offerta era stato introdotto dalla Finanziaria 2008 e attuato dal DM 18 dicembre 2008, imponendo al GSE di ritirare i certificati rimasti invenduti fino al 2011.

Le due misure, secondo l’Associazione, sembrano confermare la precisa volontà da parte del Governo di non proseguire il cammino verso gli obiettivi europei del 2020, senza peraltro incidere in alcuna maniera sui conti pubblici.
 
“Queste due misure non comportano alcun vantaggio per le casse dello Stato - evidenzia Roberto Longo, presidente di APER - al contrario si rinuncia al gettito fiscale che ne potrebbe derivare,condannando a morte un settore che mostra ancora vivacità imprenditoriale, economica e tecnologica e grazie al quale l’Italia può ancora essere competitiva nei confronti di altre economie. Da non sottovalutare inoltre - continua Longo - la forte turbativa che tali provvedimenti creeranno negli istituti di credito, con conseguente perdita di credibilità del Sistema Paese nei confronti del mondo finanziario.”
 
L’Associazione si augura quindi che queste norme, pubblicate alla vigilia dell’invio del Piano d’Azione Nazionale dovuto entro la fine di giugno, possano ancora essere modificate permettendo l’allineamento in extremis dell’Italia alle politiche energetiche europee in materia di rinnovabili. APER lancia quindi un appello alle forze politiche perché procedano ad un’attenta e approfondita riflessione sulla questione.
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Altri commenti
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Giuseppe Coppeta

Salve, vi siete mai chiesti quanto viene pagato dal GSE (Stato) un kW generato con il fotovoltaico e eolico? 40 centesimi di Euro. Lo sapete quanto ci costa in bolletta un kW a noi utenti e consumatori? 15 centesimi di Euro. Chi sostiene e paga il kW incentivato a 40 centesimi di Euro? .......Siamo noi a pagarlo in bolletta alla voce contributo CO2. Aprite gli ^_^ Ah! dimenticavo, gli ultimi arresti per i parchi eolici, confermano che dietro le energie rinnovabili vi è un interesse enorme di faccendieri, politici e mafiosi.......siamo disposti ad INCENTIVARLI? Io no!

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ANGELO

nel 2008 Tremonti vuol ridurre l'icentivo del 55% al 36% in 10anni.Dal 1/07/2010 ci frega il 10% con ritenuta di acconto sui bonifici effettuati per spese di riqualificazione energetica.Forse il sig.in oggetto,non vede attraverso i vetri blindati della sua Tremobile quante aziende si sono salvate,o nate,investendo su un futuro sostenibile.Inviterei i signori del palazzo,a bere un bicchiere di vodka,non solo al Kremlino,ma anche a Cernobil.Caro Tremonti,ho la sua età e,col mio voto l'ho sostenuta;non mi faccia ricredere!ma,soprattutto,non getti alle ortiche,l'intuizione di chi ha voluto creare posti di lavoro credendo nel sole,ilquale,mi consenta,è la fonte pìù DEMOCRATICA di tutte.


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