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AZIENDE

Antisismica, Moretti Prefabbricati realizza parcheggio per ospedale a Bergamo

06/07/2010 - Moretti Prefabbricati, da sempre attenta a raggiungere l’eccellenza nella qualità delle componenti in calcestruzzo e a sviluppare soluzioni di edilizia industrializzata che si adattino alle specifiche esigenze costruttive dei committenti, ha messo a punto l’innovativo giunto antisismico, che consente alla struttura in cui viene impiegato di incassare le deformazioni che si manifestano lentamente nel tempo e le forze derivanti dalle azioni dinamiche e impulsive sismiche di progetto. Si tratta di un cilindro d’acciaio riempito di fluido siliconico e diviso in due camere da un pistone; quest’ultimo contiene delle valvole che permettono al fluido di passare da una camera all’altra. Il dispositivo viene collegato alle strutture con dei nodi sferici trasmettendo così le forze da un elemento strutturale all’altro.
 
Il giunto è stato utilizzato con ottimi risultati nella costruzione del parcheggio multipiano annesso al nuovo Ospedale di Bergamo “Giovanni XXIII”, la cui inaugurazione è prevista nella primavera 2011. Con una superficie di 8.454 mq e 1.157 posti auto l’edificio risulta la struttura più importante e dalle dimensioni maggiori del complesso dei parcheggi ospedalieri.
“Innovazione e sicurezza sono due facce della stessa medaglia: la volontà di operare nell’ambito di un’edilizia responsabile e di qualità in linea con la cultura Moretti del costruire e del rispetto del lavoro“, commenta Evans Zampatti, amministratore delegato di Moretti Prefabbricati. “Il parcheggio del nuovo ospedale di Bergamo rappresenta una soluzione di edilizia industrializzata studiata sulle esigenze specifiche del committente e del contesto urbano in cui è inserito. L’utilizzo del giunto antisismico Moretti ha dato ottimi risultati consentendo di rendere l’impalcato ad ogni piano un elemento solidale, come richiesto in una struttura antisismica multipiano.”
 
Il progetto del parking: linee architettoniche e funzionalità
Il parking è stato pensato come edificio “leggero” e a basso impatto ambientale, In linea con il progetto di costruire un “ospedale nel verde” che si inserisca nel contesto paesaggistico senza deturparlo sfruttando nel contempo il panorama privilegiato della Città Alta. La struttura è inserita in un contesto paesaggistico suggestivo, tra il grande parco pubblico  e i colli bergamaschi. Sviluppato su 4 piani destinati alla sosta, di cui l’ultimo all’aperto per sfruttare la copertura, prevede l’impiego di verde verticale al fine di ottimizzare l’impatto visivo.
Gli utenti saranno facilitati nell’utilizzo del parcheggio, da cui si accede all’area ospedaliera attraverso un corpo di collegamento posto al primo livello. Ogni piano è colorato in modo differente, nella pavimentazione, nel rivestimento e nei pilastri: un accorgimento che aumenta la funzionalità della struttura consentendo agli automobilisti di orientarsi senza difficoltà.
 
Sistemi ed elementi prefabbricati
Sono previsti, quali strutture di fondazione, dei pali in c.a. in opera, di tipo trivellato con armature metalliche adeguatamente staffate ed ancorate; i pali sono eseguiti con fusto in calcestruzzo armato, compresa la formazione del foro, l’eventuale scapitozzatura delle teste, l’onere dei sovraspessori di scavo e di calcestruzzo.
Sono armati con acciaio tondo per cemento armato in barre ad aderenza migliorata FeB44K secondo quanto prescritto dagli esecutivi strutturali. Le strutture di fondazione sono isolate su palo con pavimento del piano terreno collaborante. Le strutture in elevazione realizzate in opera sono costituite dai muri d’ambito dei vani scala ed ascensore e degli altri setti murari ad essi adiacenti, nonché i parapetti in corrispondenza delle rampe di collegamento fra i piani. Le murature del blocco collegamenti verticali, denominato scala 1 adiacente al collegamento di nord ovest con l’ospedale, garantiranno una resistenza REI 180. Sono realizzate in opera le rampe delle scale e i relativi pianerottoli.
 
Il giunto antisismico
L’edificio presenta delle dimensioni in pianta di circa 160 m x 90 m. Si è ritenuto pertanto necessaria la presenza di almeno due giunti di dilatazione verticali e un giunto longitudinale, che potessero permettere alle varie altezze degli impalcati gli spostamenti normali di dilatazione e ritiro nel tempo dei piani rigidi. La presenza di tali giunti però male si sposa con la presenza di elementi di controvento disposti lungo il perimetro dell’edificio. La posizione dei vani scala e dei muri è tale che manderebbe in crisi la struttura se questa fosse così suddivisa a causa di effetti torsionali derivanti dall’eccentricità delle masse rispetto al centro di rigidezza di ciascun corpo. Ne deriva quindi la necessità di rendere l’impalcato ad ogni piano un elemento solidale che possa ripartire le azioni su tutti gli elementi di controvento presenti in pianta. I giunti sono concepiti per consentire alla struttura di incassare le deformazioni che si manifestano lentamente nel tempo, come ad esempio le deformazioni termiche o di ritiro, senza opporre resistenze considerevoli, permettendo al contempo alla struttura di incassare, reagendo come ritegni rigidi, le forze derivanti dalle azioni dinamiche e impulsive sismiche di progetto. Gli accoppiatori (“shock transmitter”) utilizzati da Moretti risultano quindi perfettamente adatti in strutture antisismiche multipiano, laddove dimensioni elevate della pianta dell’edificio richiedono necessariamente la presenza di giunti di dilatazione termica, in corrispondenza dei quali, nelle strutture ordinarie, subentrerebbe il problema del martellamento fra porzioni indipendenti della struttura. Gli shock transmitter consistono in un cilindro di acciaio riempito di fluido siliconico e diviso in due camere da un pistone. Quest’ultimo contiene delle valvole (dei fori applicati al pistone) che consentono al fluido di passare da una camera all’altra a seconda dei movimenti del pistone. Il dispositivo è collegato alle strutture con dei nodi sferici trasmettendo così le forze da un elemento strutturale ad un altro. Unitamente a questi elementi di collegamento, che agiscono in direzione assiale opponendo forze di compressione e trazione, vengono a cavallo del taglio realizzato nel getto strutturale di completamento degli elementi prefabbricati dei connettori metallici in grado di trasmettere le forze di taglio. Questi connettori vengono annegati nel getto da un lato, mentre dall’altro lato sono guainati, in modo da poter scorrere assialmente e non impedire le deformazioni lente della struttura.


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