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LAVORI PUBBLICI

Assemblea Ance 2010: la crisi dell’edilizia è durissima

Il Presidente Buzzetti: ‘per sostenere il settore occorre spendere subito le risorse disponibili’

Vedi Aggiornamento del 01/12/2010
19/07/2010 - I vincoli che ostacolano la crescita competitiva del Paese, la durissima crisi delle costruzioni e le vieda imboccare per rimettere in moto il settore sono stati i temi centrali dell’intervento del presidente Paolo Buzzetti all’Assemblea Ance 2010 che si è tenuta a Roma, all’Auditorium Parco della Musica.
 
All’evento, che ha visto una massiccia partecipazione di imprenditori delle costruzioni e la presenza di numerosi rappresentanti di Governo, Parlamento e istituzioni, sono intervenuti, oltre al presidente dell’Ance, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia (in teleconferenza) e il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.
 
Dopo il saluto della presidente di Confindustria, che tra l’altro ha sottolineato i numerosi e fondamentali temi su cui si è concentrato l’impegno comune di Ance e Confindustria, il presidente Buzzetti nel suo intervento ha illustrato i numerosi nodi della durissima crisi che sta vivendo il settore, che alla fine del 2010 avrà perso il 17% degli investimenti rispetto al 2008, con conseguenze gravi sul fronte degli occupati e delle famiglie (200.000 posti di lavoro in meno).
 
Al centro dell’intervento del presidente Ance le gravi questioni che stanno mettendo a serio rischio la sopravvivenza di un tessuto imprenditoriale fatto di piccole e medie imprese che rappresentano uno degli assi portanti dell’economia del Paese: la forte riduzione di risorse per investimenti in infrastrutture; il mancato avvio del programma di opere medio-piccole (nonostante le risorse stanziate dal Governo); i ritardi nei pagamenti alle imprese; le norme fiscali, come l’Iva sull’invenduto, che danneggiano ingiustamente il settore; la stretta creditizia; il mancato avvio del Piano casa e l’eccesso di norme negli appalti. Un quadro preoccupante che le imprese non sono più in grado di sostenere, rischiando così di chiudere i battenti.
 
Per rimettere in moto il settore - ha sottolineato Buzzetti - si rende necessario investire subito le poche risorse disponibili in interventi immediatamente cantierabili e dare avvio a importanti riforme non più rinviabili. Il presidente dell’Ance non si è limitato a sottolineare i nodi da sciogliere ma ha anche indicato una serie di proposte mirate a restituire efficienza e qualità al sistema dei lavori pubblici e a dare il via a progetti fondamentali, mai partiti proprio a causa di lentezze e sovrapposizioni burocratiche.
 
Tra le proposte Ance: migliore qualificazione delle imprese nei lavori pubblici; esclusione delle offerte anomale; progettazione di qualità; eliminazione dei vincoli al subappalto; incentivi volumetrici per la sostituzione edilizia; misure a tutela della concorrenza (soprattutto regole chiare e procedure snelle); avvio rapido delle white list su tutto il territorio nazionale; misure per l’innovazione e il risparmio energetico.
 
I lavori dell’Assemblea si sono conclusi con l’intervento del ministro Matteoli, che ha tracciato un bilancio del lavoro fatto dal Governo sul fronte delle opere pubbliche, illustrando in particolare lo stato di avanzamento del programma delle grandi opere, e ha garantito l’impegno del Governo, grazie agli interventi messi in campo, a dare impulso anche alle opere piccole e medie. Il ministro ha inoltre ricordato l’importanza dell’approvazione, da parte dell’Esecutivo, del Regolamento attuativo del Codice dei contratti pubblici. Condivise, in particolare, le richieste Ance relative alla necessità di soluzioni ad hoc per escludere le offerte anomale e di dare attuazione concreta al Piano casa e ai programmi per edilizia scolastica e carceraria.
 
 
Fonte: ANCE
 
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Altri commenti
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arch Filo

...tu hai detto le cose come stanno e hai pienamente ragione...è proprio così...CAMBIAMENTO ed io aggiungerei QUALITA'........quale crisi?...se c'è fossilizzazione mentale..anche chi ha soldi non li vede e non sa cosa farci dei soldi che ha....costruttori compresi (eppure hanno non una ma due superstrada...non una ma 10 abitazioni.........40 cellulari..e per adesso mi fermo così...sperando di aver dato l'idea)

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arch Filo

...hai proprio ragione Ivan......invece di correre per beccarsi per primo l'appalto questi costruttori lasciano fuori dal gioco la cosa piu importante...utile..e generatrice di soldi...LA QUALITA' nelle opere e nei cantieri....ma quando se ne accorgeranno...non sarà rimasto neanche un po di territorio salvabile e salvato..........si è costruito fin troppo e fin troppo male.........rimbocchiamoci le maniche per dare prodotti migliori con soggetti scelti...e per favore!!!!!! andiamoci con calma...perchè la gatta furiosa fa i gattini ciechi...e gli imprenditori edili ora somigliano molto alla gatta furiosa

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paolo bianchi

ci sono molti problemi, e vero, dalla burocrazia alla cecità di alcune amministrazioni, ma la verità è che bisognerebbe dare il via ad una campagna di recupero e rinnovamento del patrimonio esistente, sul profilo energetico e di sicurezza , con manovre ben più incisive del 36% o del 55% che non hanno dato i risultati aspettati.

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Sal

nel febbraio 2007 feci un progetto per realizzare una ristrutturazione di un cancello in Penisola Sorrentina, i lavori iniziarono nel novembre 2009 e terminarono nel febbraio 2010. Osservazione: il sistema de amministrazione é preocupato solo a gestire il potere, per ottenere le autorizzazione, le legge é interpretata dal tecnico comunale o dal potere comunale per ottenere qualcosa in cambio. Risultatdo : edilizia in crisi

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maria grazia

In dieci anni è stato costruito al di sopra di ogni fabbisogno, cementificato migliaia di kmq. Non si può pensare solo in questi termini, per coprire l'urgenza bisogna avviare una politica seria per il settore e soprattutto pensare alle ristrutturazioni, messe a norma di vecchi immobili, scuole ..ecc e nel frattempo pensare al futuro del settore che come tutti gli altri settori è destinato a dover "cambiare". Questa non è "crisi" è e deve essere "cambiamento"

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arch Filo

L'Italia ha un territorio che per il 65% è vincolato...parchi...sismica......assetto idrogeologico...bellezze naturali....vincoli architettonici...etc...etc.....ci siamo messi il cappio al collo.....la natura e il territorio non vogliono essere vincolate....vogliono essere godute....anche con la giusta progettazione....uso del materiale....tipologia delle fondazioni di un manufatto........etc..etc.......è questo il problema vero che dovrebbe vedere l'ANCE.....e tutti noi.....ma ci limitiamo a bloccare tutto quello che non sappiamo utilizzare...e la natura lo ha gia capito.....e...ride...noi grandi esperti!!!!!!!......pensiamo che se un territorio lo tocchiamo fa PLUF !!!!...ma è il contrario ....quindi ne deduco che saremo noi del settore ha fare PLUF !!!!!!!

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Marco

Quante parole... basterebbe rilasciare i permessi di costruire in tempi rapidi ed evitare i doppi o tripli pareri di Soprintendenza, Parchi e regioni... un doppio parere è come mettere due divieti di sosta, uno affianco all'altro, su una strada... e il piano casa?

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Ivan

Si ripete anche stavolta la storiella di gridare al lupo al lupo. Ma, forse purtroppo o per fortuna, non ci crede più nessuno. Le proposte dei costruttori, oggi, non sono credibili, né concrete. Oltre che in gravissimo ritardo.


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