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LAVORI PUBBLICI

Infrastrutture strategiche, la manovra taglia i fondi

di Paola Mammarella
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Ance: riduzione delle risorse e patto di stabilità frenano la modernizzazione

Vedi Aggiornamento del 08/10/2010
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26/07/2010 – Riprende oggi alla Camera l’esame del ddl per la conversione in legge della manovra economica, che dopo l'ok senza modifiche delle Commissioni, sarà discusso così come approvato dal Senato.
 
Dopo varie perplessità sul testo, espresse da enti locali ed esponenti politici, l’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, ha diffuso uno studio in cui lamenta il taglio ai finanziamenti in nuove infrastrutture.
 
Analizzando la manovra, per il 2010 emerge infatti una riduzione del 7,8% in termini reali rispetto all’anno precedente. Taglio che si somma a quello del 13,4% del 2009 rispetto al 2008 e alle riduzioni operate dalle ultime finanziarie, indebolendo la capacità infrastrutturale italiana.
 
Secondo l’Ance, la scelta di tagliare anche la componente di bilancio statale destinata alle opere pubbliche non corrisponde agli orientamenti dell’Unione Europea, che per il 2011 considera prioritario il rilancio dell’economia attraverso gli investimenti in infrastrutture.
 
Per l’associazione dei costruttori la necessità di riequilibrare i bilanci non dovrebbe confliggere con l’adeguamento infrastrutturale, reso finora impossibile a causa di una politica economica che non riuscendo a comprimere le spese correnti è stata costretta a tagliare quella in conto capitale.
 
Nell’analisi dell’Ance è stata espressa preoccupazione anche per la riduzione dei trasferimenti a favore delle regioni, che diminuiranno di 10 milioni in due anni. L’irrigidimento del patto di stabilità comporterà inoltre un abbassamento di 1,3 miliardi nella capacità di spesa rispetto all’anno scorso. Nel 2009 gli enti considerati virtuosi potevano escludere il 4% dei residui passivi. Una soglia giudicata esigua, che scenderà ulteriormente fino allo 0,78%.
 
A preoccupare i costruttori è anche la lentezza e la mancanza di efficienza con la quale vengono spese le risorse disponibili. Diventa quindi fondamentale accelerare l’avvio del Piano delle opere prioritarie, approvato dal Cipe il 26 giugno 2009 per un importo di circa 11,3 miliardi di euro. A distanza di un anno dall’approvazione, risultano confermati finanziamenti per il 66% delle risorse.
 
Nonostante ciò le ricadute sul mercato delle nuove opere pubbliche sono limitate perché la metà dei finanziamenti è stata destinata alla realizzazione di interventi già affidati a General Contractor che non sono in esecuzione e saranno attivati in tempi medio - lunghi. Inoltre, molte gare da bandire non sono ancora state espletate. Alcune delle risorse originariamente destinate alla realizzazione delle opere previste nel Piano del Cipe sono infine state assegnate dal Governo ad altre tipologie di interventi.

Le richieste di modifica, respinte in Commissione, potrebbero essere riproposte in Aula o eventualmente confluire nella Finanziaria di fine anno.
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