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LAVORI PUBBLICI

La Sardegna presenta la nuova strategia per l’housing sociale

di Rossella Calabrese
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Incremento e recupero del patrimonio residenziale pubblico anche con il coinvolgimento dei privati

Vedi Aggiornamento del 13/10/2010
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15/07/2010 - “Con l’approvazione del disegno di legge in materia di edilizia abitativa e biosostenibile, la Giunta regionale sarda ha deciso una rivoluzione copernicana nel campo dell'edilizia residenziale pubblica, mettendo al centro il cittadino ed i suoi bisogni”.
 
Lo ha dichiarato l’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Angelo Carta, aprendo i lavori del convegno sui fondi immobiliare e sull’housing sociale, che si è tenuto qualche giorno fa a Cagliari.
 
Il ddl, approvato dalla Giunta nel maggio scorso, prevede la creazione di fondi immobiliari, l’istituzione di un fondo di garanzia per i mutui a tasso agevolato e la creazione di quartieri biosostenibili capaci di garantire un mix sociale(leggi tutto). Il provvedimento - ha continuato Carta - “mira a sopperire al fabbisogno abitativo per tutti i residenti in Sardegna, attraverso l’incremento ed il recupero del patrimonio residenziale anche con il coinvolgimento di operatori privati. Al suo interno prevede dei meccanismi di accesso al credito anche per quella porzione, ormai sempre più ampia di lavoratori precari, che oggi non è considerata bancabile”.
 
“Circa l’80% delle famiglie italiane risiede in alloggi di proprietà, ed il 70% del rimanente 20% risiede in alloggi in affitto di proprietà di persone fisiche - ha detto, nel corso del suo intervento, Stefano Brancaccio, responsabile delle relazioni territoriali Cassa depositi investimenti Sgr. L’offerta istituzionale di alloggi in affitto è quindi residuale e quasi esclusivamente di natura sociale ‘pura’; c’è quindi la necessità di una più ampia offerta istituzionale di alloggi sociali in locazione che può trovare risposta nel sistema integrato di fondi introdotto dal DPCM 16 luglio 2009, meglio conosciuto come ‘Piano casa nazionale’, che all’articolo 11 definisce il quadro normativo ed operativo dei fondi nazionali nell’ambito del sistema integrato dei fondi, prevedendo tra l’altro la dimensione obiettivo pari a 2-2,5 miliardi di euro, una durata minima di 25 anni e criteri di partecipazione ad investimenti locali fino al 40%.”

“Il mercato dell’housing sociale è ugualmente sottosviluppato: solo il 5% delle famiglie risiede in alloggi in locazione a prezzi calmierati. La media europea è del 14% - ha dichiarato Marco Nicolai direttore generale di Finlombarda – ed il fabbisogno abitativo è costantemente in crescita per effetto di flussi migratori consistenti e l’aumento del numero di nuove famiglie, seppur di minor dimensione. Si stima che esista una domanda di alloggi inevasa di circa 350.000 abitazioni. Inoltre, secondo l’Ance, nonostante una leggera ripresa nell’ultimo trimestre, le erogazioni di finanziamenti alle famiglie per l’acquisto della casa sono diminuite nel 2009 del 11%. Una situazione difficile e l’intervento pubblico sarà decisivo.”

Durante il convegno sono state presentate le esperienze del modello Parma social house e del Fondo abitare Veneto.


Fonte: Regione Sardegna
© Riproduzione riservata

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